Olimpia Milano post Olympiacos | Punter è libertà, la difesa vale più dei rimbalzi

Olimpia Milano post Olympiacos che rischia di assuefare a quel che tutto può definirsi tranne che scontato. Tre spunti di analisi

Olimpia Milano post Olympiacos che rischia di assuefare a quel che tutto può definirsi tranne che scontato. Nove vittorie su nove gare nel 2021, cinque in fila in EuroLeague. La squadra biancorossa sta vivendo il momento più felice degli ultimi sette anni.

La cronaca della gara

La difesa

Ovviamente ci ripetiamo, ma le gare vanno analizzate anche così. L’Olympiacos ha perso 10 palloni nel primo tempo, 6 nel secondo quarto, 5 nei primi 5’ del medesimo parziale. 

Recuperi per lo più sul portatore di palla che hanno prodotto 44 punti nel primo tempo, con 7/10 nel pitturato di un team che viaggiava 11-20 a rimbalzo, 9-8 sotto il canestro di Milano.

Le parole di Ettore Messina

Con la difesa Milano ha prodotto in attacco in transizione, mettendo una falla al dominio concesso a rimbalzo. Rapidità di gambe, aggressione nel raddoppio: si possono avere meno centimetri, se si chiudono i rifornimenti agli avversari.

Per dare un senso del tutto, al 40° l’Olimpia Milano ha prodotto un 14/21 nell’area Olympiacos. Gli avversari hanno risposto con un 15/30. Alla resa dei conti, una squadra che ha dominato 39-28 a rimbalzo ha dovuto prendersi 8 conclusioni in più da 3 per cercare di vincere la partita.

Kevin Punter

27 punti alla sirena in 33’: 4/4 da 2, 4/8 da 3, 7/8 ai liberi, 2 rimbalzi, 1 rubata, 5 assist. Una partita mostruosa, da ex, contro la squadra che ha respinto il suo primo tentativo in EuroLeague.

Cosa dire di più della “pantera” biancorossa? Si potrebbero scrivere pagine infinite, ma resta un concetto, anche per spiegare qualche passo falso nella carriera di un “vincente”, come dimostrato con Aek e Virtus Bologna.

Le parole di Kevin Punter

KP ha troppo talento per essere circoscritto ad una definizione da “uomo di sistema”. Non è quel tipo del giocatore, come non è un realizzatore puro avulso dal gioco di squadra.

Semplicemente deve essere “libero di essere”. Libertà è la parola d’ordine per KP. Palla in mano ad attendere i movimenti dei compagni? No. Predatore da liberare su entrambi i lati del campo? Sì.

Il “momento no”

Un’analisi non può dimenticarsi il +18 gettato via in 10’30’’ una volta toccato il +18 a 2.27 dopo il tecnico per proteste a Georgios Bartzokas. Nei primi 9’ l’Olympiacos ha prodotto un 8/11 da 3, negli ultimi 2’27’’ del secondo quarto l’Olimpia ha concesso un 8-0 in un quarto chiuso 20-15.

La Visione del Guazz

Dati, vediamo le quattro azioni che valgono il primo parziale di 11-0. A 1’41’’ Delaney battezza McKissic, pigrizia individuale. A 1’05’’ il p&r Kostas Sloukas manda in difficoltà Punter, costruzione di gioco in costante vantaggio e Livio Jean-Charles manda a referto l’unico canestro “da sotto” dei greci.

A 19’’ Kostas Sloukas si costruisce una tripla in faccia a Malcolm Delaney, dopo 18’’ del terzo quarto Ellis porta un nuovo blocco per Sloukas lontano da canestro, Datome chiude al centro la rollata e Vezenkov ha spazio per la tripla piedi a terra.

Ci sono tre aspetti. In primo luogo il talento di Kostas Sloukas. Una tripla minaccia costante (tiro, scarico, penetrazione) che porta la squadra biancorossa a letture complicate. In seconda battuta viene l’inevitabile calo di attenzione in una stagione lunga e massacrante. L’Olimpia cala, l’avversario fa 3/3 dall’arco in 2’.

Ma ovviamente nulla è casuale. E anche Messina parla di concessioni eccessive. Nel momento in cui “resti sulle gambe”, ti adegui al cambio sistematico perdendo l’iniziativa del raddoppio, sei in ritardo. E l’inseguimento non è mai cosa buona in difesa.

One thought on “Olimpia Milano post Olympiacos | Punter è libertà, la difesa vale più dei rimbalzi

  1. Concordo. C’e’ anche da dire che giocando ogni due giorni e’ difficile mantenere il livello TOP durante tutti i quaranta minuti. Di buono c’e’ che negli arriivi in volata non perdiamo la calma e spesso ci portiamo a casa la vittoria. Gli anni scorsi mancava questa consapevolezza e mancavano anche gli uomini giusti per affrontare questi momenti. E’ anche una questione strettamente numerica. Fino alla stagione scorsa nei momenti topici c’erano un paio di giocatori a cui affidarsi. Oggi ogni nostro uomo puo’ fare faville in attacco e soprattutto tutti fanno la differenza in difesa.
    Mi dispiace per i detrattori del nostro coach ma questo e’ il chiaro segno di un salto di qualita’: un po’ del merito e’ anche del passaborracce.

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