Olimpia Milano post Valencia | Il dato da 3 non è mai casuale

Alessandro Maggi

Olimpia Milano post Valencia che ovviamente ha il sorriso stampato in faccia. Anche se, come sempre, cerchiamo di guardare oltre

Olimpia Milano post Valencia che ovviamente ha il sorriso stampato in faccia. Anche se, come sempre, cerchiamo di guardare oltre.

La % da 3

Bando subito, almeno a nostro modo di vedere, alla casualità del dato dall’arco. 16/27 da 3 rende tutto più semplice, soprattutto se si è toccato il 9/11 sul finire del primo tempo.

Ma da cosa nasce tutto questo? Dalla circolazione di palla. Olimpia Milano ha tenuto un dato-assist non troppo alto (17), ma ha costruito ottimi tiri, piedi a terra, in primo luogo quelli di Gigi Datome.

La cronaca della partita

Ha saputo attaccare, aprire il campo. Ettore Messina aveva parlato di spaziature come “prima arma” del Valencia. E ha risposto con ottime spaziature. Basti guardare le conclusioni dello stesso Gigi Datome. O di Roll. O di LeDay.

Nel basket c’è poco di casuale, soprattutto sui 40’ di gioco. La mano può essere “fredda” o “calda”, e ha dunque l’ultima parola. Sempre. Ma le giuste condizioni aumentano le %.

Il momento in classifica

L’Olimpia Milano è arrivata al doppio confronto con le “spagnole” con un record 9-7. Era un momento estremamente delicato, perché due “scontri diretti” potevano avviare una fase decisiva della stagione con un 50% di vittorie.

In passato la squadra aveva “patito” certi momenti, trovando anche nelle assenze un alibi per venire meno. Questa volta la risposta è stata veemente, perché se con il Real non c’è stato nessun timore reverenziale, con Valencia il “piglio” è stato quello della corazzata.

Le pagelle di ROM

Come successo in passato, non useremo mai le assenze come alibi. Solo come chiave di lettura per quel che è stato e quel che sarà. Essere oggi con un 11-7, con Shavon Shields ai box, e un Vlado Micov di fatto mai disponibile, è cosa di non poco conto.

Il futuro è potenzialmente più roseo del presente. E a gennaio, per l’Olimpia, questa è una vera notizia.

Il passaggio negativo

Gara girata sul parziale di 19-2 del secondo quarto, e gestita nel finale dopo che gli ospiti erano tornati pericolosamente sotto

Dal +16 al +5 per capire come. Jaume Ponsarnau ha deciso di affidarsi al giocatore che maggior talento balistico, Klemen Prepelic, ma la ripartenza è nata in difesa.

«Più energia» l’ordine, e gli ospiti hanno portato raddoppi più aggressivi sul portatore di palla. Milano si è schiacciata ancora di più dentro, dimenticandosi di allargare il campo. 

Le parole di Ettore Messina

In attacco, i blocchi di Valencia sono stati più vigorosi, l’Olimpia Milano si è ritrovata a rincorrere spendendo falli. Con l’arrivo in bonus, il rischio era quello di abbassare la guardia, ma in attacco la circolazione di palla è tornata a migliorare, e Hines ha conquistato un rimbalzo offensivo con fallo decisivo. 

Questo momento di “impasse” spiega tutto: in EuroLeague se abbassi il livello di energia concedi ovunque, in attacco e in difesa. Ecco perché ampie rotazioni diventano fondamentali.

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