Luis Scola protagonista su SportWeek di una lunghissima intervista concessa a Fabrizio Salvio. Ecco alcuni passaggi.
“Quello che non piaceva, ai miei figli e a mia moglie, era che fossi tanto fuori casa, al ritmo di tre trasferte a settimana. Era una situazione che non andava più bene, a me e alla mia famiglia. Abbiamo detto basta insieme”
“Questa è stata una delle ragioni che mi ha portato a Varese. Qui gioco una volta a settimana, e i viaggi sono solo in Italia. Io non ho più il bisogno di giocare: gioco se in famiglia siamo tutti felici. E sotto una certa soglia non intendo andare”
“In Italia sto da due anni, qui ho le mie radici perché il mio bisnonno paterno è del Sud. E qui rimarremo, non so ancora per quanto”
“Quando finirà? Tra un anno, dopo l’Olimpiade di Tokyo. Poi deciderò cosa fare. Potrei restare nel basket, ma non mi vedo in panchina, se non per allenare i ragazzini. Mi stanno già arrivando proposte, ma nessuna mi emoziona quando l’idea di giocare”
