L’Assessore di Bologna: BasketCity rischia letteralmente di fallire

L’Assessore di Bologna: BasketCity ri­schia letteralmente di fallire e noi non possiamo permetterlo

L’assessore allo sport del comune di Bologna Matteo Lepore, ieri ha incontrato Luca Baraldi e Christian Pavani, rappresentanti massimo di Virtus e Fortitudo Bologna, lanciando un messaggio dall’allarme poi al Carlino.

«Come assessore allo sport chiedo con forza al Go­verno e al Parlamento, oltre che alla Lega Basket e alla Federazio­ne Italiana Pallacanestro di pren­dere al più presto provvedimen­ti efficaci per salvare il movi­mento sportivo professionistico e di base faccio mio l’appello di Virtus e Fortitudo, due società che da sole rappresentano oltre il 40% del ticketing del campio­nato italiano, nonché una quota rilevante degli investimenti im­prenditoriali, in un campionato di fatto senza diritti televisivi».

«L’attuale situazione di stallo e l’assoluta mancanza di risorse a sostegno rischiano di minare la continuità aziendale e sportiva di queste realtà. BasketCity ri­schia letteralmente di fallire e noi non possiamo permetterlo. Lo sport è lavoro, il professioni­smo è impresa, dunque si metta­no in campo i ristori per chi non può avere il pubblico nei palazzetti. Quanto è stato fatto fino ad ora non ha avuto effetti».

7 thoughts on “L’Assessore di Bologna: BasketCity rischia letteralmente di fallire

  1. Tutte rischiano di fallire, le società di calcio. Purtroppo vanno ridotti gli ingaggi dei giocatori della stessa percentuale del mancato introito. Penso che un Teodosic non sia uno stupido e accetterebbe la riduzione in alternativa allo stop.
    Difficile chiedere aiuti allo stato quando hai stadi vuoti e Ronaldo prende 15 milioni. Per quest’anno ne deve prendere 7. Teodosic invece di 1,5 (invento), 0,8. E così via. Un anno di decurtazione non può essere un problema.

  2. Concordo assolutamente , prima di mettere soldi dei cittadini riducano gli stipendi milionari. Non quelli dei magazzinieri, dai non fate i furbi.

  3. Se in Italia si decurtano gli stipendi degli sportivi, chi resta qua a giocare? Non mi sembra cosi’ semplice come dite: zaack, un taglio di forbice e via!
    Se ne puo’ discutere, si possono cercare soluzioni ma non si puo’ assimilare lo stipendio di calciatore top con quelle di un rugbysta o di un baskettaro. Non dimentichiamoci che gli atleti hanno, in quel ruolo, massimo vant’anni di professionismo, per guadagnare. Certo, poi possono anche “trovarsi un lavoro” ma non e’ cosi’ automatico….

  4. Con quello che avranno guadagnato in 15/20 anni di carriera professionistica, gli atleti possono vivere di rendita, e non come, per esempio, un operaio che per vivere deve lavorare per 40 anni.

  5. @andrea davvero credi che un Cinciarini, un Tessitori o un De Nicolao possano vivere di rendita dopo venti anni di carriera? Se sei capofamiglia, hai dei figli da crescere e vivi per altri 35/40 anni non ne sono cosi’ sicuro. Senza voler svilire un operaio/a un’infermiere/a o un commesso/a.

  6. Di.Me., quanti giocatori a fine carriera assumono altri ruoli, rimanendo sempre nel mondo sportivo come allenatore, assistente, allenatore delle giovanili, dirigenti e tanti altri? Rimangono sempre dei privilegiati!

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