Olimpia Milano post Bayern con una prima considerazione da fare. A Lione hanno già visionato il match e credibilmente venerdì prossimo proporranno simile copione.
Olimpia Milano non a suo agio
Visibile. L’Olimpia Milano non è mai stata a suo agio contro un avversario che ha lavorato duro sull’unico potenziale proprio da opporre: la difesa. Dunque niente “comfort zone” per la squadra di Ettore Messina, che si è ritrovata sempre in fasi di gioco due contro due al cospetto di un avversario disposto ad accettare ogni cambio difensivo.
Assenza di movimento e circolazione palla
Ma ovviamente, nello sport, ogni squadra collabora, inconsapevolmente o meno, alla creazione del proprio stesso antidoto. I biancorossi non hanno mai saputo creare vantaggio in uno contro uno, mandando il portatore di palla (soprattutto Delaney) in terra di nessuno, con compagni spesso immobili.
Così l’attacco si è spesso fermato. Ricordiamo una buona circolazione per una tripla di Roll nel primo quarto e per un jumper di Tarczewski nel secondo. Poi il nulla, o quasi. Perché? Perché è il mese di ottobre anche per l’Olimpia Milano, si può lavorare per settimane, ma è il campo a testare e dare indicazioni su cosa approfondire.
La difesa
Altalenante, ma concedere 79 punti in 45’ in EuroLeague non è dato infame, anzi. Si è parlato del fattore Jalen Reynolds: 14 punti con 11 rimbalzi (9 offensivi…) e 2 palle rubate. Grande potenziale fisico, come noto, e 14 rimbalzi offensivi totali concessi non sono il massimo (36-33 quello complessivo), anzi, però bisogna guardare dentro le cose.
Kyle Hines ha giocato una gara gagliarda, e ha spesso aiutato sul portare di palla lasciando sguarnito il pitturato. Qui sono mancati i tagliafuori delle ali forti (pensiamo alle magre prestazioni di Brooks e LeDay), e la presenza di Kaleb Tarczewski (che peraltro ha anche più centimetri di Reynolds).
Ma soprattutto, per una volta è stato l’attacco a tradire la difesa, perchè 18 palle perse sono un’infinità, e Reynolds ha fatto male soprattutto in transizione, anche a rimbalzo offensivo.
Ps. Le assenze di Kevin Punter e Vlado Micov non possono essere alibi. Ma sono dato di fatto. L’Olimpia ha dovuto fare a meno di un ottimo giocatore in uno contro uno, e di un risolutore. L’Olimpia è più forte con loro, e più debole senza di loro. Altrimenti, giocherebbero da un’altra parte.
Bravo Alessandro! Ottima sottolineatura sul motivo per il quale Reynolds ha preso così tanti rimbalzi offensivi. La maggior parte delle persone si sono concentrati a guardare il dito, basandosi sul cliché già trito e ritrito di Hines basso e, quindi, in difficoltà a rimbalzo, quando è ovvio che, se Delaney e Rodriguez faticano nel 1vs1 con una guardia decisamente esplosiva come Baldwin (nel secondo tempo Messina ha provato addirittura a metterci un`ala come Datome per provare a fargli vedere meno campo), è chiaro che il lungo deve fare show aggressivo abbandonando il pitturato. In quella situazione, chiunque deve affrontare una criticità e ci vuole collaborazione, aspetto su cui lavorare come normale che sia in questo momento. Qui rintraccio la traccia più pesante dell`assenza di Punter, più che in attacco (sarebbe stata dura anche per lui con una difesa così fisica e organizzata). Il suo lavoro di pressione sulla palla, lontano da canestro, è stato fondamentale in Supercoppa.
Tutto perfetto. Difensivamente la squadra c’è sempre, quantomeno a questi livelli. Il problema è stato offensivo, su diversi pronti. Condivido pienamente il rischio che le avversarie pensino di aver trovato la soluzione per fermare l’attacco, anche se va fatto per 40 minuti secchi, perché se ieri il Bayern avesse avuto 5 minuti di blackout si sarebbe trovato con un parziale non rimediabile.
L’Olimpia ha bisogno di più possessi offensivi di così, tra l’altro (una cosa che è stata limitata come dice Maggi dalle palle perse). Con Bologna Milano ha tirato con percentuali più basse di ieri ma con più possessi e senza un tempo supplementare. Sicuramente un giocatore come Punter (Micov meno secondo me) che si trova a suo agio tirando in situazioni di rottura è fondamentale in queste partite, però altrettanto sicuamente non si può dipendere da lui.
Ho anche però la sensazione che quest’anno le avversarie abbiano un occhio di riguardo contro Milano, sia in campionato sia in EuroLeague. Quando la giornalista all’intervallo ha chiesto se Milano si aspettava di avere il Bayern così vicino (?) ho realizzato che le aspettative anche al di fuori dell’ambiente sono evidentemente molto alte, e probabilmente la preparazione delle gare per gli avversari segue di conseguenza. Se l’Olimpia fa capire che c’è un modo per fermarla e non ha armi per rispondere, è dura. Non mi sembra che la prima gara abbia detto questo ma stiamo a vedere cosa succede nelle prossime.
Andrebbe notato anche, secondo me, che non potendo usufruire delle qualità di Micov e Punter tra gli esterni, Messina s’è dovuto adeguare e ha giocato un’altra partita, tuffandosi nell’ignoto – per questa squadra.
Leday da 4 per giocare il post basso sin dal quintetto base, e molti più tentativi del solito di andare al gioco interno, secondo me lo provano.
Non siamo abituati a giocare così, siamo molto di più una squadra da esterni, e abbiamo fatto fatica, ricordiamoci che siamo a ottobre e questi giocatori non si conoscono bene – anche a causa di una difesa davvero attenta e ben organizzata.
Dunque bene, siamo stati in campo e ce la siamo giocata con un piano partita inedito.
La partita poi l’hanno risolta Delaney e Rodriguez in campo insieme, ovvero il nostro gioco esterno, per il quale abbiamo grande talento, esperienza e organizzazione. Ma non si potevano tenere insieme e puntare su di loro per 40 minuti.
Con questo non voglio dire che non abbiamo cambi se s’infortunano gli esterni, li abbiamo eccome.
Ma la qualità specifica di Punter, che può creare dal palleggio, e di Micov che crea anche per gli altri attaccando l’area da professore, non sono le qualità degli altri esterni.
Shields per esempio, secondo me grandissimo, un giovane che speriamo di crescere con noi, tende a creare gioco sulle fasce laterali, ed è quindi meno complesso di Micov, in questo senso – più difendibile, diciamo.
Roll può fare 8 punti in un quarto, alla grande, ma solo se glieli combina la squadra.
Eccetera.
Ecco perché Messina ha cambiato gioco e piano partita, secondo me, in relazione agli esterni che aveva e alle loro diverse qualità.
La squadra ha navigato acque perlopiù sconosciute, quindi ha fatto fatica, molta.
Ma ha mostrato anche di potersi adattare, di poter cambiare pelle, di saper soffrire e, finalmente, di saper vincere anche quando si tratta di episodi.
Importantissimo sottolineare il valore di Shields, bravo. E io sono passato su LeDay da “deve farsi” a “ammazza…”: secondo me può fare la differenza lungo il percorso.
Il lavoro è ancora lungo, le ali forti, Datome a parte devono farne di strada, secondo me sopratutto in difesa.
Orlando, bisogna rispolverare Pittis…
non sono io quello che vive nel passato, piuttosto dai vostri interventi si direbbe………
Ottime osservazioni. Credo che il trio Kaleb, Jeff e Zac debba svegliarsi al più presto. Dalla loro pericolosità offensiva dipendono le libertà che le guardie necessitano per aver più spazi offensivi. Obbligatorio trasformare i rimbalzi difensivi in rapide transizioni e curare maggiormente i tagliafuori sotto il nostro canestro evitando così doppi tiri agli avversari.
Sogno o son desto? C’è Palmasco tra i commenti! Bentornato anche qui!
Io insisto sul p&r tra Rodriguez e Tarczewsky. Per me è un’arma importantissima in attacco. Tarcisio arriverà: è un po’ indietro di forma ma arriverà.
Ieri mi è piuciuto che nei momenti cruciali Delaneye Rodriguez si sono suddivisi le responsabilità offensive. Anzi: Delaney alla fine ha fornito un assist a Shields per un tiro improbabile (non si aspettava lo scarico, secondo me). Anche questo dimostra che si cerca comunque di giocare di squadra, pur non dimenticandosi dei propri ruoli.
Leday deve trovare il suo posto nel gioco e lo troverà presto perchè Brooks ormai è perso. Mi dispiace per Jeff, ma non ho fiducia in suo ritorno a buoni livelli.
Propongo un particolare che mi ha colpito non poco: Moretti in panca che nel finale esultava in piedi ad ogni rimbalzo preso o canestro fatto. E’ un segnale importante.
Giocarsi sino in fondo (e vincerle) gare come questa è un segnale positivo perchè quando il piano partita è saltato, i ragazzi e il coach hanno saputo trovare alternative, a volte anche solo individuali, ma che ci hanno tenuti li sino alla fine. Poi avremmo potuto perdere all’ultimo tiro, ovviamente. ;a essere li fino alla fine è un bel segnale.
Tarczewsky ? Il motivo per il quale non è in NBA è che non sa giocare a pallacanestro. Avesse scelto la pallavolo sarebbe stato uguale. Hines spero aiuti a farci capire quanto è importante un centro che sappia trattare la palla almeno il minimo sindacale. Venerdi ha giocato 11 minuti giusto perchè Hines ha 35 anni; almeno su una cosa con Messina la pensiamo uguale.
Tarcisio è un ottimo giocatore, in fase di crescita continua, e con un fisico eccezionale. Se dovesse infortunarsi o comunque non venire utilizzato dal messia con continuità prevedo tempi molto bui : come credi che potremo competere sotto i tabelloni con solo un giocatore ( grandissimo) alto 1.98?
Ben detto, senza Tarcisio non si va lontano…
Su Tarczewsky ne riparliamo a fine stagione, Non solo ha doti atletiche e determinazione ma è disponibile ad apprendere. A 17 anni era sui taccuini di molti agenti. Non è stato “scelto” perché crescendo non mostrava miglioramenti. in quest’ultimo periodo qualcosa è cambiato perciò Messina ha voluto trattenerlo e sono certo che verrà ripagato.
Il messia si ostina a non fare giocare cinciarini e spreme delaney e rodriguez!