Olimpia Milano vs Virtus | In campo alle 18, e non vedevamo l’ora

Palla a due alle ore 18 per Olimpia Milano vs Virtus, finale di Eurosport Supercoppa 2020. Messina deve vincere, Djordjevic no. O forse sì?

Palla a due alle ore 18 per Olimpia Milano vs Virtus, finale di Eurosport Supercoppa 2020. E’ il primo atto di una sfida che caratterizzerà i prossimi anni di LBA? Lo speriamo. Intanto, in campo per questo atto.

Olimpia Milano, le ultime dalle sedi

Poco da dire. In un movimento che parla solo di budget, che sovrastima lo stato di forma Olimpia, che dà sempre per scontato un successo biancorosso per poi esaltarne l’eventuale sconfitta, la squadra di Ettore Messina ha molto da perdere.

Non è una finale d’altronde senza favorite. L’Olimpia Milano è oggi nettamente LA favorita, perché in sette gare giocate ha sofferto solo dopo un +23 contro i vincitori dell’ultimo trofeo nazionale. Perché ha più talento, più qualità, più quantità. Perché certamente ruota solo nove uomini in Italia, ma ne ha anche tenuti tre a riposo nella prima semifinale.

E allora, arriviamo al solito discorso turnover. Difficile immaginarsi Michael Roll in campo, più credibile la presenza di Zach LeDay e Shavon Shields. Nel primo caso, Kaleb Tarczewski ha mostrato una forma approssimativa, e l’ex Zalgiris può abbinarsi bene con le ali virtussime, Ricci, Hunter o addirittura Weems che siano.

E c’è anche da tener contro dei due centri, Gamble e Tessitori, che possono lasciare il segno distante dal ferro. 

Quindi, Shavon Shields. Ettore Messina ha “rischiato” in semifinale, per modo di dire, utilizzando Micov contro la fisicità di Tonut, Stone e Chappell. Ora può raccogliere contro Weems, Abass e, nel caso, Adams. Perchè fuori proprio Micov? Perchè Punter e Delaney sono al momento essenziali.

Virtus Bologna, le ultime dalle sedi

La Virtus, nonostante lo status da padrona di casa, ha meno da perdere. Ha vinto un girone complicato, affronta una squadra al lavoro da tempo, e in caso di successo scaverebbe un “solco” di convinzione sull’avversario dopo la netta “W” dello scorso dicembre.

In caso di sconfitta avrebbe mille giustificazioni, eppure, un certo nervosismo serpeggia in questi giorni: una sconfitta, magari netta, relegherebbe la capolista della passata stagione ad inseguitrice. Non il massimo per chi ha visto delegittimare la sua stagione (no rincorsa allo scudetto, no partecipazione ad EuroLeague) da una pademia.

C’è poi il campo. Djordjevic ha trovato una grande iniezione di fiducia dal confronto con Sassari, gestendo al meglio le sue forze. Rispetto alla prima semifinale, gente come Ricci, Hunter, Weems e Gamble potrebbe avere qualche energia in più da dare.

Il dubbio sono Teodosic e Markovic. Dopo una preparazione approssimativa, e la settimana di caffè e famiglia dell’immenso Milos, avranno nelle gambe due gare in 48 ore? Lo scopriremo tra qualche ora.

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orlandoilrosso
orlandoilrosso
1 mese fa

Siamo arrivati al dunque. L’aperitivo di tardo pomeriggio potrà essere stimolante solo se riusciremo a contrastare i loro lunghi. In ala piccola siamo attrezzati le difese di “braccia lunghe Shields” possono essere efficaci sui ciascuno dei loro tre esterni, ben coadiuvato da Punter e Delaney possono fare il miracolo. In mezzo Hines e/o Tarcisio sono una sicurezza. In ala grande io metterei LeDay più interno di Datome che utilizzerei da 3 con Shields da 2. Penso così che la squadra possa esprimere un gioco ben bilanciato. Naturalmente Messina oltre ad un sapere immenso di questo gioco, conosce la condizione e… Leggi il resto »

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