Daniele Labanti firma sul Corriere di Bologna un commento dal titolo: «Le scelte miopi ora si pagano. Ritrovare i tifosi è una strada lunga». Ecco alcuni passaggi:
C’era un segreto che conoscevano tutti nel momento in cui si decideva, in pieno lockdown ma con una fretta insensata, di annullare lo scorso campionato e aggiornarsi all’autunno: riportare la gente al basket, ricominciare a riempire i palasport, sarebbe stata un’impresa disperata.
Lo sapevano tutti in Lega. Eppure hanno chiuso il torneo a metà, una scelta miope. Ne erano talmente consapevoli che hanno poi inventato questa “Supercoppa del cinquantenario” nel tentativo di ammantare il precampionato d’una livrea nobile, prestigiosa. Ma hanno abboccato in pochi.
Il settore è agonizzante. Quale futuro avrà il basket dal vivo? Servirà davvero rinviare di due settimane la partenza del campionato? Ci troveremo con società costrette a defezionare a metà stagione perché incapaci di sostenerne i costi? Tutti rischi che spingono il pubblico a stare a casa.

Ma questo Labanti dove vive? Piange per adulare i suoi bolognesi o si è perso i mesi più drammatici della storia italiana? Attento Labanti perché tutti quelli che frignavano che è solo un raffreddore poi son finiti al San Raffaele.
La scelta di annullare il campionato scorso é stata giusta per l’emergenza che stavamo affrontando e che ci ha preso alla sprovvista..pero dire che la scelta di annullare il campionato ga portato alla chiusura dei palazzetti per questioni avvio di stagione è un’eresia perché ciò è solo colpa di un governo politico sorretto da incapaci e dagli organi competenti come la FIP e Lega Basket