Dan Peterson: Lo dico da tifoso, scudetto alla Virtus Bologna

Dan Peterson, su La Gazzetta dello Sport, chiede lo scudetto per la Virtus Bologna: Lo sforzo merita un premio, una ragione per la gran mole di lavoro

Dan Peterson, su La Gazzetta dello Sport, chiede lo scudetto per la Virtus Bologna. Questo il suo punto di vista, e tanto altro, nella rubrica Contropiede.

Dico da tifoso: spero che assegneranno lo scudetto alla Virtus Bologna, prima in classifica. Certo, non è un campionato completo. Certo, non c’erano i playoff. Ma si è giocato e ci si è allenati per oltre sei mesi, anche senza pubblico. Lo sforzo merita un premio, una ragione per la gran mole di lavoro. In una gara sospesa, poi, il punteggio provvisorio diventa il finale

Il basket si ferma qui, in Italia almeno: non si gioca più. Non ci sarà un calendario di recupero, con tutto compresso in un mese. Non ci saranno i playoff a giugno

Almeno 14 squadre non sarebbero in grado di pagare gli stipendi ai giocatori e degli addetti ai lavori. E’ una cifra enorme, troppo per chiederla al Coni o al governo

Una lega estiva? Una volta c’erano i tornei d’estate. Una volta la Jugoslavia giocava all’aperto. Tornei 3 vs 3? Clinic per i coach? Scuole di basket stagionali? Usare i social media? Bisogna essere creativi

Tornare a due soli stranieri per club? Perchè no? L’hanno fatto fino al 1996. Vogliono riempire i palazzi con i tifosi? L’italiano vuole vedere giocare l’italiano. EuroLeague? Per anni, i club di A avevano uno straniero in campionato e un secondo in Europa. Si può fare con due per la A più uno per chi gioca in Europa

Pazzie? Buttatele via, ok, e troviamone altre. La più grande qualità degli italiani è la creatività. Bene, ci vuole adesso. Un piano per sopravvivere un anno, forse due o tre. Non serve pensare in grande, ma un piccolo passo alla volta

21 thoughts on “Dan Peterson: Lo dico da tifoso, scudetto alla Virtus Bologna

  1. A me sembra, come sempre, un Dan decisamente razionale. Bologna ha fatto bene fin qui e anche secondo me merita più di altri lo scudetto, certo sarebbe uno scudetto monco ma non ci sono alternative. Anche sul numero degli stranieri sono d’accordo 2+2 per le coppe sarebbero sufficienti, aggiungerei contratti più longevi, il pubblico ha bisogno di bandiere

    1. La sua visione sulla scudetto alla Virtus è razionale, hai ragione, per quanto davvero sarebbe da dire: «Chissenefrega», tenendo conto che a nessuno, neanche a Bologna, pare interessare la cosa. E’ un tema che si sono inventati gli addetti ai lavori, e lascia perplessi per molti versi. Si deve assegnare? Si assegni, senza parlare di cartoni, e si vada avanti. Non importa davvero a nessuno. Sul resto, proposta fuori dal tempo e non credibile. Milano non accetterà mai di fare un 2+2 e non essere competitiva in Europa, Eurosport non avrebbe interesse a trasmettere una competizione dove le italiane non possono ben figurare, e così Sky o altri. E se conosciamo l’ambiente Forum, il rischio sarebbe un palasport deserto da novembre in poi. Se poi un campionato di “italiani” avrebbe un bell’impatto qui, riempiendo palazzi e regalando un buon prodotto per le tv nazionali, allora si potrebbe anche pensare di rinunciare all’Europa. Ma ho dubbi, seri

  2. Grande stima per il coach, ma dissento su quasi tutto. Circa la ventilata assegnazione dello scudetto alla Virtus, dico solo che non avrebbe senso in un torneo dove il titolo si assegna con il playoff e dunque la regular serve solo a formare il tabellone. Sarebbe discorso al limite accettabile nel calcio dove il playoff non esiste.
    Sulla riduzione degli stranieri, significherebbe in pratica trasformare la A1 in A2… Un passo indietro a livello di spettacolo e competizione sportiva che non credo praticabile

  3. Mi dispiace , è totalmente insensata come soluzione . È ancora sensata (ma molto discutibile) se lo scudetto in Italia si attribuisse come nel calcio, ovvero alla prima in classifica in base ai punti. Ma nn essendo così, e essendoci i playoff, il valore della stagione regolare è davvero quasi pari a zero, conta poco. Ci sono squadre (Milano per esempio) che hanno impostato la stagione per Dosare le energie in campionato in vista dei giocatori playoff. Che sono un’altra competizione a sé, a parte…. quindi… Dan, come mi sorprendi con questa dichiarazione inopportuna. Qualcuno poi vorrebbe davvero lo scudetto della morte? Io , calcio basket rugby o qualsiasi cosa fosse, non lo vorrei MAI…. saluti.

  4. Scusate se intervengo ancora ma mentre sullo scudetto avete senz’altro ragione, sulle condizioni di ripartenza personalmente mi aspetto un reset totale, i campionati non saranno più come prima, in Europa il flusso dei migranti per gioco sarà differente e da oltreoceano pochi decideranno di tornare nel vecchio continente per partecipare. Dite che sarà un livellamento verso il basso, si in un primo tempo sarà così ma non escluderei evoluzioni sorprendenti nel tempo e le scelte dei team che resteranno dovranno essere più mirate

    1. Sì orlandoilrosso, ci può stare, ma al momento non correrei troppo avanti con concetti, certamente sensati ma affrettati, come “da oltreoceano pochi decideranno di tornare nel vecchio continente per partecipare”. L’alternativa, per loro, sarebbe non giocare. Dunque, non guadagnare. Questo lo dico ad oggi, poi tutto è ovviamente possibile in una situazione simile.

  5. Per lo scudetto, non ci può interessare di meno. Non siamo ai livelli di rimbambimento del calcio, spero. Gli unici miracolati sono i “pescatori” di Pesaro che con una partita vinta in tutto non retrocedono. Ma si vede che doveva andare così, va ben i stess.
    Per il resto, campionati nazionali con roster “XX secolo” (2 stranieri per squadra, 3 se tutti europei) e coppe con tesseramenti più liberi, ma fino ad un certo punto.
    E se pensiamo che debbano dettare le regole Eurosport o Sky, significa veramente che da tutto quello che accade non abbiamo capito (o non abbiamo voluto capire) un emerito tubo.
    Ma fortunatamente faccio parte di quelli che il meglio dell’Olimpia lo ha già visto. E di persona.

    1. Komarevic. Io parlo non perché non ho capito un emerito tubo, ma perché non comprendo cosa possa insegnarmi il Coronavirus in merito all’interesse per un tipo di basket piuttosto che un altro. E’ un dato di fatto che il tifoso Olimpia Milano preferisca EuroLeague a LBA, lo dicono gli ascolti tv e le presenze a palazzo. Lo stesso vale per il club stesso. Non capisco cosa possa aver cambiato il Coronavirus nella scelta della tipologia di basket da vedere, visto che parliamo di un club che ha dimostrato di poter supportare la spesa.

  6. Non si può assegnare uno scudetto così, o si fa almeno una final 8 oppure niente, resterà non assegnato, cosa che rispecchia il momento tragico per l’Italia e il mondo

  7. Ragazzi: lo scudetto non verrà assegnato, tranquilli. Sarebbe un’aberrazione sportiva! Non si può far vincere quello che è più avanti a metà strada, demolirebbero il concetto di sport, ovvero di sudare sangue (sportivo) sino al termine.
    Quanto ai due stranieri mi schiero con Alessandro: prima di tutto non ne vedo il motivo, secondo il nostro campionato risulterebbe certamente meno appetibile alle televisioni. E, diciamolo chiaro: le tv e gli sponsor che si portano dietro sono parte fondamentale, a livello economico, del nostro movimento (ma anche di quelli europei).
    E poi: vi immaginate le squadre italiane che competono in Europa con soli tre stranieri? Avrebbe senso? Sono uno di quelli che vorrebbe il rilancio dei giocatori nostrani ma non credo che questa possa essere la soluzione. Bisogna partire dal basso, creare attrazione per questo sport (da quanti anni non sforniamo un lungo come si deve?) per quei bimbi/ragazzi che in alternativa vanno a giocare a pallavolo o calcio. Dobbiamo creare strutture dove si cresce tecnicamente (in questo siamo certamente ancora bravissimi, noi italiani) e, infine, anche un campionato dove i nostri hanno più spazio. Ma , secondo me, questo è l’ultimo passo da fare. Tutto questo significa investire tanto sulla parte non visibile per poi arrivare al top. Difficile? Certo. Ma se di “rifondazione” dobbiamo parlare, allora programmiamola sin dalla base!
    Dan Peterson è grande uomo di basket e io, per forza di cose, lo adoro, visto che ho vissuto tutti i suoi trionfi Olimipia ed anche quelli precedenti. Ma non scordiamoci che non è più un ragazzino. Come per Sandro Gamba, altra pietra miliare del basket italico, l’età può portare a fare ragionamenti basati più sulle esperienze passate che su vere idee innovative (capita anche a me, nel mio piccolo, pur non essendo così “vecchietto”).
    Massima stima per il “nano ghiacciato” ma questa volta non condivido affatto.

  8. Se il Corona non ci fa capire che occorre rimpannucciarsi e ripartire dalle mura domestiche anche a livello di sport, forse, insisto, non abbiamo capito nulla.
    A questo punto, meglio fare come TV nel rugby che compete in una lega a parte con budget, coperture televisive e tifosi “competenti” diversi da quelli dei comuni mortali nazionali. Se contano solo i danèe, che ci stiamo a fare in LBA? Non ci rimpiangerà nessuno, e a ragione. Ma i soldi non fanno bel basket, come la cara vecchia Jugoslavia (guarda caso citata da Peterson) ci ha dimostrato, almeno a noi non troppo giovani; forse riusciremo ad avere di nuovo un vivaio invece di fare sempre i ricchi scemi che fanno shopping (spesso a vanvera) in giro per il mondo – anno nuovo, roster nuovo.
    Business as usual per l’anno prossimo lo possono auspicare solo quelli che pensano che la mobilità delle persone tornerà come prima. E per fortuna non succederà.
    Non serve pensare in grande, basta un piccolo passo alla volta. Lo dicono i saggi…

  9. @Orlando come sempre ti fai prendere dall’emotività del momento e scrivi eresie per 2 mitivi: 1-gli americani non possono giocare tutti in NBA perché non ci sarebbe posto per tutti e dovranno pur lavorare..2-ti ricordo visto che a quanto pare non sei aggiornato che il virus sta devastando anche l’America quindi non sarebbero protetti più di quanto non lo siano in Europa..fortunatamente le regole non le scriviamo noi tifosi 😂😂😂😂

  10. @OsejinKomarevic ianche se io non le ho vissute le 2 guerre mondiali ti ricordo che l’Italia si è sempre rialzata in piedi ora vuoi che non si rialzi per un virus? Piano piano si tornerà alla normalità e cmq non riguarda solo noi ma rutto il mondo..una squadra come Milano non potrà mai rinunciare alla massima competizione europea..di conseguenza il tuo discorso è fuori da ogni tipo di logica..

    1. @GAE: Più che parlare di rialzarsi dal virus (non ho idea di come si farà, nel senso che proprio non lo so e non è il mio ragionare su questo), proprio non capisco perché la reazione dovrebbe essere chiudersi nei confini nazionali e imbastire un progetto totalmente autoctono. Si spenderà meno tutti probabilmente, ma non vedo perché alcuni mesi di un dramma (non anni, come le guerre, con tutto quello che comportano) dovrebbero cambiare un costume europeista e mondialista di decenni. E ripeto, negli States ora i dati non sono molto positivi sul Covid, anzi, non vedo perché sul medio-lungo termine i giocatori USA dovrebbero essere scettici sull’italia.

  11. Le difficoltà che ci si prospettano prescindono dalla diffusione del corona virus ma ne sono la conseguenza, Mi aspetto un tracollo economico-sociale che ci impedirà di pensare in grande come ora a questo si riferisce il piccolo grande Daniel e questo è il succo del problema , credeteci non siamo bolliti come qualcuno sembra credere ma sponsor , società atleti e tecnici dovranno disputare campionati “sostenibili” e questo implica una diminuzione cospicua dei budget a disposizione per cui certe posizioni perderanno di attrattiva per molti e non saremo disposti ad ingaggiare atleti mediocri per cifre insostenibili.
    Quanto sopra purtroppo varrà anche per tutti noi, qualunque sia il nostro lavoro o professione aspettiamocelo.

  12. Ovviamente spero con tutto il cuore che tu abbia ragione ma permettimi di essere scettico

  13. Grazie @Orlando, hai capito il sugo di tutta la storia, come direbbe el nos don Lisander. E con budget ridimensionati (primum vivere, deinde ciuffare) gli italiani torneranno a fare il mestiere che gli stranieri non vogliono (o possono) più fare – questa l’avevamo già sentita, ma al contrario – nella pallacanestro come nella raccolta dei pomodori; e non è detto sia un male.
    A prescindere da regole che impongano quanti stranieri tesserare e per quali competizioni.

  14. Ogni proposta ha un senso, l’auspicio è procedere sulla stessa strada a livello europeo ed evitare le scene patetiche che vediamo nella UE. Va bene ridurre gli stranieri se la regola vale per tutti, anche se non è detto che gli stranieri costano più degli italiani.

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