Russ Schoene torna a Milano. Oggi spettatore contro il Khimki

Un ospite d’eccezione assisterà alla partita di stasera alle 20.45 contro il Khimki: Russ Schoene. Per lui due scudetti e una Korac a metà anni ’80

Fonte: olimpiamilano.com

Un ospite d’eccezione assisterà alla partita di stasera alle 20.45 contro il Khimki (CLICCA QUI PER ACQUISTARE I BIGLIETTI): Russ Schoene. Schoene ha giocato a Milano due anni, nelle stagioni 1984/85 e 1985/86. In ambedue, l’Olimpia ha vinto lo scudetto. Nel 1985 vinse anche la Coppa Korac e Schoene fu decisivo nella finale contro Varese, segnando 33 punti. Nato a Trenton, Illinois, il 16 aprile 1960, Schoene ha giocato nella NBA prima di venire a Milano (Philadelphia e Indiana) e dopo (Seattle). Ha giocato di nuovo in Italia a Verona, Napoli e alla Virtus Bologna. Ritiratosi nel 1994, si è occupato di ristorazione e di immobili, ma ha anche allenato da assistente a livello di college (Bellevue, University of Washington) e high school.

Uscito dall’università di Chattanooga-Tennessee, Russ Schoene fu scelto al secondo giro dei draft NBA (numero 45) da Philadelphia e ceduto dopo qualche mese a Indiana. Rimase con i Pacers per una stagione e mezzo e nel 1984 approdò a Milano. Era la squadra di Dan Peterson, Mike D’Antoni e Dino Meneghin. Ma era anche la squadra che aveva perso due finali consecutive, nel 1983 contro Roma e nel 1984 contro Bologna. Le prime prove di Schoene a Milano non furono convincenti. L’Olimpia a quei tempi cercava spesso il grande nome sul mercato americano. Era passata attraverso il caso Earl Cureton, ma aveva rimediato con la prima scelta Antoine Carr. Schoene non aveva un ruolo preciso. Essendo 2.08 al college giocava centro, a Milano il centro era Meneghin e lui venne schierato da ala grande mentre l’altro americano, il veterano NBA Wally Walker, giocava da ala piccola. Quando l’Olimpia arrivò vicina a perfezionare la trattativa con Joe Barry Carroll l’idea era di tagliare Schoene. Questione di ruolo e di rendimento. Fosse successo nessuno avrebbe detto nulla e Schoene sarebbe stato una meteora nella storia dell’Olimpia. E invece…

Invece in extremis, il rendimento di Schoene si impennò e coach Peterson ebbe una folgorazione, quella di spostarlo in posizione di ala piccola sfruttandone il tiro da fuori. La mossa funzionò: l’Olimpia nel 1984/85 giocò con Carroll, Meneghin e Schoene vincendo scudetto e Coppa Korac. Se nei playoff Carroll fu il grande protagonista, nella finale di Korac contro Varese, fu Schoene a dominare la partita con 33 punti nel 91-78 conclusivo. Un anno dopo, confermato, fece un altro balzo in avanti e risultò di fatto l’Mvp della stagione.

La rinuncia a Wally Walker, salvò la stagione di Russ Schoene e diede modo all’Olimpia di scoprire un campione. Dan Peterson ama ricordare che nel corso della sua prima stagione Schoene fu votato dalla Gazzetta dello Sport come il peggiore americano della Serie A1 e dodici mesi più tardi il migliore. Il suo ruolo naturale era quello di ala forte ma in un basket molto fisico e poco attento alle spaziature, il suo tiro da fuori gli consentì di giocare da ala piccola e creare mismatch. “Due anni, due scudetti, zero problemi. Ecco cos’ha fatto Schoene a Milano”, dice Peterson.

Nel 1986, sull’onda dei due anni trionfali di Milano, Schoene tornò nella NBA a Seattle. Sarebbe tornato in Italia successivamente, prima a Verona vincendo la Coppa Italia con una squadra di A2 poi a Napoli e infine alla Virtus Bologna.

5 thoughts on “Russ Schoene torna a Milano. Oggi spettatore contro il Khimki

  1. grandissima presenza stasera, uno dei miei giocatori favoriti in un team di campionissimi. Un piccolo esempio di come le cose possono cambiare senza apparenti motivi o facili spiegazioni: arrivò a Milano e fece subito pessima impressione, un giocatore da tagliare senza se e senza ma dopo il girone di andata….. poi la possibilità di avere JBC dalla NBA sembrava aver emesso la sentenza sulla sua carriera milanese, e invece….. Little Dan capì le potenzialità di Russ in un ruolo innaturale per un 2.08 ed ecco servita una macchina da canestri perfetta.
    Tante volte la pazienza paga……..

  2. Eh già.
    Traslato ad oggi personalmente non avrei tagliato Mack, ma ovviamente è un giudizio di pancia con poco valore.
    Ma certo la pazienza paga e si fanno molti errori giudicando solo sulla base dei primi mesi, sia nel bene che nel male.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Next Post

Oscar Eleni: Contemporanea Olimpia e Italbasket, basket dei dispetti

Oscar Eleni firma il suo editoriale su Il Giornale dal titolo: «L’autolesionismo del basket»: Per l'Olimpia Milano arriva la gara che non può perdere
Oscar Eleni

Subscribe US Now

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: