Danilo Gallinari: futuro tra New York Knicks e Miami Heat

Il grande ex Olimpia Milano Danilo Gallinari sarà come noto free agent in estate. Due le offerte che potrebbero arrivare in estate

Il grande ex Olimpia Milano Danilo Gallinari sarà come noto free agent in estate. Il Gallo ha firmato un triennale da quasi 65 milioni di dollari nell’estate 2017 con i Clippers, e ne percepirà 22.615.559 in quella attuale ad OKC. Al termine della stagione sarà unrestricted free agent.

Secondo Michael Scotto di Bleacher Report, i Miami Heat ed i New York Knicks saranno due delle franchigie maggiormente attive nella corsa all’Azzurro.

Miami ha provato a prenderlo alla trade deadline ma non ha trovato l’accordo con i Thunder e anche con il giocatore, visto che la franchigia pareva volesse accordarsi per un annuale che lasciasse ampio margine di manovra nell’estate 2021 per arrivare a Giannis Antetokounmpo.

Per quanto riguarda i Knicks, la franchigia lo scelse al draft e l’arrivo di Leon Rose, ex agente del Gallo, come presidente, potrebbe essere un buon viatico per il suo ritorno nella Grande Mela.

15 thoughts on “Danilo Gallinari: futuro tra New York Knicks e Miami Heat

  1. Francamente invece di andare a buttarsi via in una squadra inutile come New York, zeppo di soldi come è ormai, il Gallo potrebbe fare una scelta di vita e tornare a finire la carriera alla grande a Milano.
    Si divertirebbe, sarebbe idolatrato, otterrebbe magari qualche risultato importante, e giocherebbe in una squadra dove conta più di qualcosa.
    E comunque mica giocherebbe gratis, anche se ovviamente prenderebbe briciole rispetto ai suoi contratti NBA.
    Ma che gli frega dei soldi, onestamente, a questo punto?

  2. Anche io mi chiedo: ma cosa te ne fai di tutti quei soldi. Lascia un segno nell’Olimpia per la storia. Vediamo se ci ascolta

  3. Tra Gallinari e Shenghelia tutta la vita il secondo.Danilo resti pure negli Usa a godersi la montagna di dollari che ha guadagnato con il suo lavoro ,l’Olimpia ha comunque fatto bene o male la sua strada pure senza di lui in questi anni.
    Per me giocatore ampiamente sopravvalutato e strapagato che mai ha fatto realmente la differenza dove ha giocato,molto attento al proprio tabellino personale ma non un vincente,non si spiegherebbe diversamente la mediocre carriera che ha fatto pure in Nba al netto dei 65 mil.guadagnati con l’ultima trade.
    Una specie di Melo Anthony de ” noantri”….

  4. I numeri personali non parlano certo di una carriera mediocre
    Lo diventa pero’ se consideriamo che non ha mai giocato in una squadra vincente e non ha mai fatto parte di un progetto a lungo termine. Questo puo’ voler dire tante cose ma secondo me indica che non e’ giocatore che fa la differenza nella nba.
    Probabilmente in Europa potrebbe fare la differenza ed essere un top player ma non e’ piu’ giovanissimo. Se non ha desiderio di lottare per vincere qualcosa allora e’ giusto che resti oltreoceano ad affrontare i vari Lebron, Yannis, Joel, ecc.

  5. Probabilmente oltreoceano non sono il solo a non considerarlo un vincente diversamente le big in tutti questi anni un posticino in squadra glielo avrebbero certamente trovato.
    Del resto riempire il tabellino personale non certifica un bel niente e gli esempi in NBA non mancano ( Melo,Carter,Aguirre e per certi versi pure Harden e Westbrook…),grandi giocatori ma in squadre perdenti.
    Restando agli europei vincenti in nba potrei menzionare Dirk che ha fatto grande Dallas,Pau e Mark Gasol,Parker….ma non certo il Gallo,del quale dubito pure il sincero amore per i nostri colori.
    Se poi vogliamo parlare di quello che ha dato alla nostra nazionale credo che la cosa piu’ rimarchevole che abbia fatto sia segnalata nell’annuario della boxe….
    Che se ne stia pure negli USA con la Boi a godersi la vita ma non venga tutte le volte a menarci il torrone per un suo eventuale ritorno a fine carriera…..

  6. Wow!
    Non mi aspettavo queste reazioni intorno al nome di Gallinari.
    Devo dire che mi fanno piacere, perché vedo scritto nero su bianco molte cose che penso anch’io, ma che non sono mai state dette su di lui.

    Cominciamo però dalla verità centrale: venisse a Milano ADESSO, a fine anno, sarebbe devastante.
    Per le sue caratteristiche personali, e perché nell’Olimpia coprirebbe il ruolo di 4 con pochi rivali in Europa.
    A fine carriera molto meno, perché oggi quello che lo rende davvero pericoloso, insieme al tiro da fuori che ha sempre avuto, è ancora la capacità atletica di partire dal palleggio e arrivare al ferro – in America…
    Molto difficile quindi da marcare.

    Ciò detto è vero che in NBA i soldi sono probabilmente l’unica misura del suo successo, forse insieme alla media di punti segnati.
    Ma è verissimo che pur con tanti soldi e punti, pur pagandolo, nessuna squadra ne ha fatto mai uno dei centri del proprio progetto, al punto da tenerlo a lungo.
    Forse Denver dei giovani, all’inizio della sua carriera, quando New York si suicidò mandando a Denver una collezione di giovani di grande avvenire, in cambio di Melo, ma allora era giovane davvero e la squadra una specie di sogno, e lui probabilmente costava (relativamente) poco.

    Dunque è stato pagato, ma non “scelto”, sono d’accordo.

    Quando è venuto a Milano durante il lock out, ha fatto un po’ lo sbruffone in campo, molta scena e poca sostanza.
    Lo adoriamo qui, lo veneriamo, lui lo sa e lo sente, e ha cercato di portare spettacolo, spesso finendo a sbattere su difese che non aveva i mezzi per penetrare.
    A me ha fatto una pessima impressione in quei mesi, ma l’emozione di averlo è stata e sarebbe grande.
    Non a fine carriera, perché se vuole ancora l’amore di Milano deve venire quando conta, e quando può essere utile a noi.
    Venire a fare la passerella di applausi, io spero davvero che quel giorno saremo finalmente una squadra che non si può permettere di mettere in campo le figurine.

    Il fisico e il tiro gli hanno permesso comunque un passaggio non indifferente in NBA, non da protagonista, ma subito dopo.
    Però in fondo in fondo, anche lui, che avrebbe potuto fare molto di più, ha pagato un po’ come Gentile, come i giovanissimi fenomeni che qui da noi non sappiamo trattare, perché li mettiamo su un piedistallo che i ragazzi per primi finiscono per soffrire, sentendosi arrivati.

    Danilo a fine carriera: no grazie! A fine di questa stagione: tutta la vita!

  7. Per me sono stati espressi giudizi troppo severi nei confronti di un giocatore che è uno dei migliori italiani negli ultimi anni…magari in NBA non ha fatto sfracelli però i suoi numeri sono abbastanza buoni..se dobbiamo basare il suo curriculum solo oltreoceano definendolo fallimentare allora per lo stesso metro usato bisogna scrivere che anche Messina ha fallito in NBA visto che ha fatto sempre e solo il secondo senza mai aver assunto la carica di capo coach di una squadra NBA..per quanto riguarda il periodo che ha giocato a Milano bisogna anche ammettere che non aveva altri campioni al suo fianco e in quel periodo c’era Siena che dominava in lungo e in largo in Italia..vi ricordo che in uno sport di squadra un giocatore non può vincere da solo senza il gruppo..in Europa attualmente sarebbe ancora devastante se dovesse approcciare le partite nel modo giusto..detto questo sono d’accordo con Palmasco quando scrive che se dovesse ritornare a Milano o ritorna a fine stagione e non a fine carriera

  8. Durante il lock out sono arrivati vari giocatori dall’NBA che hanno fatto bene ma non hanno spaccato. Sono stupito che non sia stato menzionato il fatto che gli infortuni gravi abbiano condizionato la sua crescita. Gallinari è superiore a Belinelli praticamente in ogni singola statistica: minuti giocati, % ai tiri, assist, rimbalzi, ecc. Eppure pensiamo che Belinelli sia uno scarso? Oppure l’avremmo pensato se non avesse vinto il titolo con San Antonio?

    Gallinari è sempre stato un potenziale uomo franchigia, Belinelli no. Come giocatore “di scopo”, Belinelli ha lussi che un giocatore franchigia non ha. A me Belinelli piace TANTO ma non ho mai capito il parallelo con Gallinari, cioè uno che anche in NBA deve stare in campo un sacco di minuti e guidare la squadra. Gallinari è uomo fanchigia per caratteristiche, forse non lo è per valore assoluto, però se mi dite che non esiste una franchigia NBA in cui Gallinari potrebbe essere il punto di riferimento mi constringete a elencare squadre che sono da anni alla deriva. Ragazzi, ad aprile Doc Rivers disse una cosa che io trovai clamorosa: “Se Gallinari non gioca meglio, non passiamo il turno”. Capito? L’ago dei Clippers, cioè una squadra che vuole il titolo, era il Gallo. E voi dite “Ebbeh, ma infatti sono andati a casa”, ma non è quello il punto. Il punto è che Gallinari era ed è sufficientemente credibile per trascinare una squadra (cosa che ha fatto peraltro in varie occasioni), poi da lì a riuscirci è un discorso diverso.

    Gallinari poteva essere dominante. In parte non lo è stato per gli infortuni, in parte non lo è stato sicuramente per demeriti personali. Ma fra non essere dominante ed essere un gran giocatore ce ne passa.

  9. Non ci posso credere di essere d’accordo su tutto ma proprio tutto con Mr Tate..e non sono ironico 😂😂😂

  10. Nessuno credo che consideri il Gallo un mediocre. Solo e’ difficile vederlo coinvolto in grandi progetti. Certo: gli infortuni hanno inciso non poco.
    Come molti fatico a comprendere perche’ (soldi a parte, motivazione da non disdegnare) uno del suo livelli non abbia la voglia di rimettersi in gioco e lottare per vincere qualcosa. In EL potrebbe farlo quasi ovunque! Un po’ mi sfugge, ma non per questo lo critico. Resta un ottimo performer, per carita’….

  11. Beh,la differenza di introiti giustifica ampiamente le scelte non penso che il Gallo sia un’idealista fedelissimo Olimpia ed un sano pragmatismo mi porta a pensare che resterà oltre oceano a fare il comprimario.
    Come tutti lo vorrei a Milano subito, ma, purtroppo, non succederà.
    Lieto di essere smentito,spero almeno in Shenghelia per la prossima stagione e perché no Milutinov dato che anche Guda sentirà le sirene NBA
    Forza Olimpia

  12. Sinceramente per Gudaitis la questione e’ aperta perche’ se non recupera dall’infortunio potrebbe non avere piu’ quella opportunita’. Mi dispiacerebbe davvero perche’ se lo merita: e’ un ragazzo serio.

  13. Gudaitis rischia di non sentire le sirene dell’EL. Speriamo di no, speriamo abbia successo, a me ha fatto impazzire fin dalla prima partita.

  14. Mmmmm secondo me in nba fatichera’ perche’ manca assolutamenre di tiro dalla media e lunga dustanza. In nba i centri hanno spesso gioco perimetrale…. ma si fara’ sentire sotto i tabelloni

Comments are closed.

Next Post

Luis Scola: Riposare? Io amo e voglio giocare, esserci quando si deve vincere

E' Luis Scola il protagonista di Uomini e Canestri, la rubrica di Luca Chiabotti: Vincere la Coppa sarebbe importante anche per la fiducia che genera
Luis Scola

Iscriviti

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: