Real Madrid vs Olimpia Milano | Il Dossier di una Dinastia

Real Madrid vs Olimpia Milano è l’appuntamento di domani alle ore 20 italiane per il 14° round: il personaggio Pablo Laso, l’analisi, le armi di Messina

Real Madrid vs Olimpia Milano è l’appuntamento di domani alle ore 20 italiane per il quattordicesimo round. E’ il confronto tra Ettore Messina e Pablo Laso, ovvero gli ultimi due coach del club più famoso del mondo.

Real Madrid vs Olimpia Milano | Lo scout di Sportando

Un anno fa il ko nella finale anticipata con il Cska a Vitoria. Poi, il consueto titolo spagnolo. Quindi un mercato di aggiustamenti mirati in un roster di immenso talento e infinite certezze, visto che su 13 uomini 10 hanno almeno due anni pieni di esperienza agli ordini di Pablo Laso. Il talentuoso Laprovittola e il centro Jordan Mickey donano punti e atletismo ad un organico che registra la seconda giovinezza di Rudy, l’esponenziale crescita di Campazzo, il crescente peso di Tavares e il vero colpo dell’estate. Dopo due anni, infatti, Sergio Llull pare tornato finalmente ai livelli del titolo di mvp della stagione 2016-2017.

Il personaggio: Pablo Laso

Dalle parti di Vitoria, Pepe Laso, è un simbolo. Nato del 1938 a Madrid, trovò la sua dimensione al Baskonia, di cui fu giocatore e allenatore. Qui nacque suo figlio Pablo, nel 1967, qui, dieci anni dopo, tesserò Josean Kerejeta: era un giocatore, è oggi il presidente del club.

Intanto, se Pepe fu madrileno trapiantato nei Paesi Baschi, strada inversa ha fatto suo figlio Pablo, che del Real Madrid è ora una leggenda vivente. Non tanto come giocatore, perchè se nel 1995 fu mvp di Copa del Rey con Vitoria, alla terza stagione madrilena su spedito a Caceres, per poi firmare nel 1998 a Trieste. Da quelle parti è ricordato non tanto per il talento, quanto per la rotondità…

Poi, però, c’è la carriera da allenatore. Arriva nell’estate 2011, nel mese di giugno, in sostituzione, di fatto, di Ettore Messina. Il suo prossimo avversario. Sarà l’inizio di un matrimonio da 5 titoli Acb, 5 Copa del Rey, 5 Supercopa e soprattutto 2 EuroLeague, nel 2015  in casa e nel 2018 a Belgrado. 

Eppure, niente è stato semplice per Pablo Laso. Giudicato più un “gestore” che un “tecnico”, vive il suo momento più difficile nell’estate 2014. Il suo Real Madrid, pochi mesi prima, ha iniziato la stagione da grande favorita, forte di fuoriclasse come Rudy, Sergio Rodriguez e Nikola Mirotic.

Una lunga corsa indisturbata fino all’ultimo atto in EuroLeague, surclassando anche il Barcellona di Xavi Pascual in semifinale. Ma qui, la storia, prende un’altra direzione. Il Maccabi Tel Aviv di David Blatt pare vittima sacrificale, soprattutto dopo la pazzesca impresa con il Cska, ma alzerà il trofeo nel segno di Tyrese Rice.

Poche settimane dopo, arriva anche il ko nelle finali di Acb, contro quel Barcellona umiliato in semifinale al Forum d’Assago, nell’ultima grande recita di Juan Carlos Navarro. Il Real, da grande favorita, si ritrova “seconda in tutto”, e la dirigenza decide che è ora di cambiare.

La stessa cosa sta accadendo al Cska, dove Ettore Messina ha già annunciato l’addio, e per Pablo Laso si parla addirittura di una nuova successione al coach di Catania. In realtà, da Madrid, temporeggiano. La volontà è cambiare, ma Pablo evita commenti, scontri. Attende e basta, come ha sempre fatto, forte della serietà del suo lavoro.

Si dice che, in fondo in fondo, il Real non abbia voluto forzare la mano per non ritrovarsi con un pesante contratto sul groppone. Insomma, questione di soldi. Una questione di soldi che porterà il Real, solo pochi mesi dopo, a vincere tutto. 

Da spettatore dei trionfi di Xavi Pascual, a grande consolatore. Solo due anni dopo, i due rivali di sempre si ritroveranno uno di fronte all’altro nei corridoi del Barclaycard Center. Il Real si è appena imposto in gara-4 di finale ottenendo il secondo titolo in fila, Pascual sa di essere alla rottura con il Barcellona dopo anni di successi. «E’ il nostro lavoro» le parole di Pablo, con una calorosa stretta di mano. L’unico a non lasciare il suo collega, il suo rivale, troppo solo, quella notte.

D’altronde, un anno dopo, potrebbe accadere nuovamente a lui. La prima stagione della New Era è alle spalle, Sergio Llull gioca mesi straordinari diventando il primo mvp stagionale, ma alle Final Four di Istanbul arriva il pesante ko con il Fenerbahce, bissato poi in Acb con Valencia. 

Il Real Madrid valuta di uscire dal contratto, l’agente di Pablo Laso contatta Olimpia Milano per tenere aperta una porta. Ma il successore di Jasmin Repesa sarà Simone Pianigiani: Pablo resta a Madrid, e come sempre, spalle al muro, vincerà un’altra EuroLeague.

Real Madrid vs Olimpia Milano | Il momento degli uomini di Pablo Laso

Dopo una partenza 2-3 il Real Madrid ha messo insieme otto vittorie in fila con gli scalpi di Barcellona e Cska. In patria ha ritrovato il primato solitario dopo il ko interno del Barcellona con Malaga, superando 64-84 il Betis nella serata di sabato.

18 punti per Fabien Causeur e 16 per Trey Thompkins. Out gli infortunati Felipe Reyes e Sergio Llull, fermi anche Salah Mejri e Gabriel Deck.

Da valutare la situazione del centro tunisino. Arrivato infortunato a Madrid, è stato di recente registrato anche in EuroLeague ma non ha ancora fatto il suo esordio stagionale. Sicure, dunque, solo le assenze di Llull e Reyes.

Real Madrid vs Olimpia Milano | Le armi di Ettore Messina

La squadra di Ettore Messina è arrivata a Madrid nella serata di domenica dopo la vittoria di Venezia. Unico assente Nemanja Nedovic.

Il Real è oggi una squadra diversa dal passato, meno talentuosa ma con maggiori certezze e massima maturità. Da inizio stagione è la grande favorita per il titolo secondo molti addetti ai lavori, questo per aver cambiato poco negli anni, creando un sistema oliato alla perfezione. 

Inutile parlare della regia dello straordinario Facundo Campazzo, della pulizia del tiratore Jaycee Carroll, della difesa di Jeffery Taylor, dei centimetri di Walter Tavares e dell’atletismo dei vari Trey Thompkins, Jordan Mickey e Anthony Randolph. Il tutto con il talento di Fabien Causeur, Gabriel Deck e Nicolas Laprovittola dalle retrovie.

Una squadra di EuroLeague con lo stile Nba da dinastia. Niente di più, niente di meno. Le armi, in tutto questo, si chiamano difesa e aggressione. Reggere a rimbalzo, dopo la lezione di Lione, l’unica possibilità per avere un’occasione.

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leopard
leopard
10 mesi fa

quest’olimpia ha dimostrato di poter competere con tutti. per domani, dado que soñar no cuesta nada, andiamo in campo sciolti e sereni e forse la pirtiamo a casa (una vittoria). forza olimpia.

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