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Ettore Messina: Se mi avessero chiesto di vincere subito, a Milano non sarei venuto

Alessandro Maggi 6

Di passaggio a Torino, Ettore Messina ha parlato con La Stampa: Al Real Madrid rinunciai a due anni di contratto perchè contava solo “ganar”

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Di passaggio a Torino per una lezione del Progetto 9-14, Ettore Messina ha parlato di Olimpia Milano e non solo con Giorgio Viberti de La Stampa.

Sono molto contento delle persone che mi circondano, in campo e fuori. Parlare bene del signor Armani è pleonastico, ma sono molto soddisfatto dell’accoglienza ricevuta

Risultati oltre le attese in EuroLeague, un paio di sconfitte di troppo in LBA. Ma dividersi tra coppa e campionato è difficile per tutti, anche per Real Madrid, Cska o Fenerbahce. Ci sta di lasciare qualcosa per strada

A Milano non mi hanno chiesto di vincere subito, altrimenti non ci sarei venuto. Al Real Madrid rinunciai a due anni di contratto perchè contava solo “ganar”. A Milano è diverso, essere coach e presidente aiuta…

Con Amedeo Della Valle ho sempre parlato con sincerità, dicendogli che doveva cambiare alcune cose. C’è riuscito ed è tutto merito suo. E’ la prova che anche da giocatori “fatti e finiti” si può crescere tecnicamente, fisicamente e mentalmente

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6 thoughts on “Ettore Messina: Se mi avessero chiesto di vincere subito, a Milano non sarei venuto

  1. A novembre c’era già gente che parlava di cose da non perdonare a Messina. QUELLA è una cosa che può creare problemi a una squadra, non il primo anno di un allenatore/presidente le cui competenze sono di livelli forse mai visti a Milano quantomeno per un allenatore al primo anno.

  2. Beh mah…vincere che cosa? Mi pare una affermazione troppo vaga. Vincere in EL, nessuno l ha chiesto (ne`al primo anno, e probabilemnte nemmeno nei successivi). Arrivare alle top 16 pero`direi di si.
    Vincere in italia, questa credo sia dovuto gia`il primo anno.
    Se no, per essere fuori dalle top 16 e non vincere il campionato, potevamo prendere qualsiasi coach (perfino tenere il senese).
    Dichiarazione che fatico molto a capire

  3. La costruzione di una squadra inizia con la riscoperta dello spirito di gruppo, rifiutando la filosofia del marchese del Grillo, lo spogliatoio separato con diritto di accesso solo per pochi. Poi viene il gioco, mi batto per non far fare all’avversario di turno il suo gioco nella mia area e non lascia fare che tanto sono più bravo e ne segno uno in più. Infine un gioco in attacco fluido che coinvolge tutta la squadra. Quindi vincere diventa la conseguenza. Olimpia sembra aver realizzato la fase 1 e sembra sulla buona strada nella fase 2 per la 3 c’è speranza e potrebbe non essere così immediata ma abbiate fede, arriverà. Ad maiora

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