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12 punti negli ultimi 11′: bentornato Nemanja Nedovic

Alessandro Maggi

Ecco il post dedicato da Olimpia Milano a Nemanja Nedovic. Il serbo è stato l’mvp di RealOlimpiaMilano nella sfida di ieri con l’Alba Berlino

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Ecco il post dedicato da Olimpia Milano a Nemanja Nedovic. Il serbo è stato l’mvp di RealOlimpiaMilano nella sfida di ieri con l’Alba Berlino.

Era già successo lo scorso anno. Assente per tre gare dopo il primo infortunio della sua stagione, Nemanja Nedovic tornò in campo a Istanbul e segnò 17 punti in 15 minuti contro il Darussafaka. Ma quella di Berlino è stata la sua prima partita – dopo l’assaggio di Roma – dal giugno scorso o da aprile se parliamo solo di EuroLeague. Nedovic a Berlino non ha segnato nel primo tempo, sia da guardia che quando ha avuto la palla in mano da playmaker nominale. Ma nel secondo tempo si è acceso in un attimo. Una tripla per mettere la testa avanti alla fine del terzo quarto. Poi due. Poi la terza tripla. Poi anche la quarta. Ha giocato 22 minuti segnando 12 punti, ma li ha segnati tutti negli 11 minuti in cui è stato in campo nella ripresa. Un bellissimo rientro per la guardia serba che dopo una stagione maledetta ha “perso” anche la possibilità di giocare i Mondiali, lui che è stato medaglia d’argento olimpica a Rio de Janeiro.

Nedovic è serbo ma è anche un cittadino del mondo. Da bambino, è stato per lo più in Italia, Bressanone prima e Ascoli Piceno dopo, perché il padre era un giocatore di pallamano e ha militato nel nostro campionato per anni. E’ stato proprio ad Ascoli che Nedo ha cominciato a giocare a basket, dopo tentativi abortiti in altri sport, il calcio – il suo primo amore -, ma anche il tennis, la pallamano – faceva il portiere – e il nuoto. Ma scelse il basket, le giovanili della Stella Rossa. Era un playmaker con un grande stacco da terra. 103 centimetri da fermo fu la misurazione ufficiale all’Eurocamp di Treviso cui partecipò lungo la strada che l’avrebbe portato nella NBA. Lasciata la Stella Rossa andò a Vilnius per giocare l’EuroLeague e da lì venne la chiamata al primo giro dei draft da parte dei Golden State Warriors. Fu testimone della nascita di una dinastia, giocò assieme a Steph Curry e Klay Thompson prima che diventassero le stelle attuali, quando erano sulla rampa di lancio.

Dopo due anni in America, tornò in Europa per giocare in Spagna, prima a Valencia e poi a Malaga, dove è esploso definitivamente, prima vincendo l’Eurocup e poi con un’EuroLeague da secondo realizzatore. Da Malaga a Milano, una specie di giro tortuoso per ritornare dove tutto era cominciato. In Italia. Ora nella sua seconda stagione, ha vibrato la prima zampata a Berlino. Bentornato Nedo.

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