L’Olimpia scalda la mano nella ripresa e sbanca Berlino

Nedovic decisivo nel quarto periodo: è il quarto successo consecutivo in Eurolega per la formazione di Messina

L’Olimpia Milano trova la mira nella ripresa, passa sul campo dell’Alba Berlino (81-78) e fa poker in Eurolega. I biancorossi giocano un primo tempo difficilissimo in attacco, segnando solo 26 punti e soffrendo molto a rimbalzo, anche se riescono a restare vicini ai tedeschi con la difesa ed approfittando di errori anche dei padroni di casa, poi si sbloccano e ribaltano il confronto. L’AX segna 27 punti nel terzo periodo, ne fa 28 nel quarto, restando fredda nel finale.

MESSINA: “GARA A DUE FACCE, TROPPO TESI IN AVVIO”

L’uomo copertina della serata è Nemanja Nedovic: dopo un primo tempo con zero punti e tanti errori, il serbo piazza la serie di triple con cui viene cambiata l’inerzia della partita. Ma anche Tarczewski e le giocate nel finale di Micov e Rodriguez sono decisive per conquistare il successo, così come un cambio di passo a rimbalzo, dopo i problemi della prima parte del match. L’Alba tira 37 volte da 3 punti (segnandone 14), ma viene tenuta a 9/28 da 2. 

Alba Berlino vs Olimpia Milano | La partita

L’asse Rodriguez-Tarczewski lancia un ottimo avvio dei biancorossi (0-7), con la complicità di Scola, ma i padroni di casa trovano una serie di triple e dominano a rimbalzo, ribaltando il confronto e mettendosi al comando con il canestro di Giedraitis. Messina ripropone il doppio lungo, però la coppia con Gudaitis non funziona come contro il Fenerbahce, e l’AX fa una fatica tremenda a mettere punti a tabellone. Il secondo periodo è una galleria degli orrori: palle perse ed errori da ambo le parti, più per imprecisione o poca lucidità che per meriti delle difese. I tedeschi ne approfittano per restare sempre avanti ed anche per allungare nel finale fino al +8, con soli 9 punti segnati da Milano in 10’. 

LE PAGELLE DEL SUCCESSO BIANCOROSSO A BERLINO

La squadra di Messina riesce, finalmente, a trovare fluidità offensiva al rientro dagli spogliatoi: Roll punisce dall’arco, si fa sentire anche Gudaitis vicino a canestro ed il parziale biancorosso vale il riaggancio e sorpasso (43-44 al 26’), con quattro punti in fila di Scola, per poi trovare anche i primi canestri pesanti della partita di Micov e Nedovic. Il parziale di 10-0 vale il +7 milanese, però Siva risponde immediatamente con sei punti in fila ed il match torna in grande equilibrio. Il rientrante serbo, dopo un primo tempo con errori su tiri aperti, ora è caldissimo e piazza triple in serie, con cui l’AX prova la fuga (59-67 al 36’). L’Alba non molla, ma Micov e Rodriguez non tremano dalla lunetta ed è festa Olimpia.

Alba Berlino vs Olimpia Milano | Il tabellino

ALBA BERLINO-AX ARMANI EXCHANGE MILANO 78-81 (18-17, 33-26, 50-53)

Clicca qui per il tabellino del match

Olimpia Milano calendario | I prossimi appuntamenti

Doppio impegno consecutivo al Forum di Assago per l’Olimpia Milano, dopo l’importante vittoria alla Mercedes Benz Arena: venerdì sera (ore 20) il gran gala contro il Barcellona, una delle grandi favorite per il successo finale, mentre domenica (ore 17.30) c’è il derby contro l’Openjobmetis Varese per il sesto turno di campionato. 

11 thoughts on “L’Olimpia scalda la mano nella ripresa e sbanca Berlino

  1. Vittoria risicata ma comunque vittoria, importantissima anche perche’ in trasferta. Vincere con 20 palle perse e’ un ottima indicazione. C’e’ tanto da lavorare ma procediamo comunque bene. Nedovic e’ un fattore: se si riprende, abbiamo risolto piu’ di un problema in attacco. E se rientrano anche gli acciaccati potremo fare maggior turn over. Ora sotto con il Barcellona, senza timori ma con la tranquillita’ e la serenita’ di chi ha poco da perdere.
    E poi domenica, con Varese, riposo per Rodriguez e Scola e spazio agli italiani.

    1. Non soltanto i punti di Nedovic, ma la costante minaccia che lui rappresenta per le difese con la sua dinamicità, imprevedibilità, che le costringe ad aprirsi come non avrebbero voluto.

      Questo dinamismo è, secondo me, il suo contributo più importante.
      Ieri sera s’è visto bene: nel primo tempo non era Nedovic, sbagliava molto e non creava.
      Nel secondo tempo è tornato Nedovic e abbiamo fatto 55 punti prendendo ottimi tiri.
      Lo stesso Aito, allenatore di Berlino, ha detto che nel secondo tempo non hanno difeso come avrebbero dovuto e sanno fare.
      Il fattore Nedovic, per me.

      E francamente a questo punto, nella gioia di avere a Milano Messina, e nella soddisfazione assoluta per il suo lavoro fin qui, voglio segnalare anche due parole di omaggio per Pianigiani, e sottolineare la sua sfiga, forse karmica.
      S’è visto subito come con Nedovic e Gudaitis saremmo stati e siamo un’altra squadra.
      Gli va riconosciuto, secondo me.

      Le palle perse sono un dato molto interessante, per spiegare i due volti attuali di questa squadra.
      Parlano di meccanismi del gioco insieme da affinare ancora parecchio.
      Simbolica per esempio la persa di Scola, la sua seconda sul passi, che Messina gli ha urlato gesticolando furibondo: ma falla proseguire cazzo! – o qualcosa interpretabile così.
      Non ha visto, Luis, il vantaggio numerico, e la posizione ottimale dei compagni, ed è partito da solo.
      Un momento che poteva schiacciare la partita definitivamente, o riaprirla com’è stato.

      Le palle perse parlano anche di un sistema di gioco talmente raffinato, per l’attenzione ai dettagli e la preparazione delle trappole che li renderanno fondamentali, da richiedere ai giocatori massima concentrazione e impegno.
      Non sempre concentrazione e impegno massimi ci sono, o ci possono essere, giocando così spesso, quindi è più difficile raggiungere “la zone”, dove è possibile per ciascuno affiancare il proprio istinto al sistema, facendo quadrare i conti.
      Quando però poi eseguiamo, come ieri sera nel secondo tempo, tutto funziona bene, i tiri entrano perché sono comodi, abbiamo molte alternative d’attacco, e tutto fila liscio e sembra facile.
      Se non sbaglio solo due perse nel secondo tempo.
      È un dato che ci perseguita dall’inizio delle competizioni, ma migliorerà. Di certo.
      E potrebbe essere decisivo nelle partite cruciali di fine stagione.

      Lode allo staff, infine e finalmente, per aver iniziato a lavorare sul serio, e bene su Tarczewski.
      Il ragazzo, che come atleta è un tesoro di Milano, che l’ha scelto e fatto crescere, ha cominciato il lungo cammino che lo porterà a raggiungere il suo vero potenziale, che con quel fisico pazzesco, non ha ancora nemmeno sfiorato.
      Ieri del tutto in grado di non far pesare i pochi minuti permessi a Gudaitis dal suo recupero.
      Lo aspettiamo!

  2. Mettiamola in positivo: abbiamo vinto giocando veramente male contro una squadra penosa, ma abbiamo vinto.
    Non capitera’ altre volte di essere risparmiati con venti palle perse.
    Consoliamoci con Nedovic

  3. Vittoria importante non giocando bene. E’ segno di maturità quando si vince dopo una prestazione del genere.. Qualche rivale per i PO su questo campo cadrà. Ora tutto con il Barcellona

  4. Caro Palmasco, è proprio vero che Nedovic e Gudaitis sono mancati lo scorso anno e che Pianigiani ne ha “pagato” le conseguenze. E’ pur vero, però, che l’attuale coach ha da subito coinvolto tutti i giocatori, anche gli italiani (o Nazionali, come li definisce). Questo gli sta permettendo di dare un po’ (ancora troppo poco, però) di riposo ai più vecchietti (Rodríguez e Scola). Tutto questo, lo scorso anno, è mancato. Alla fine si ruotava in otto o nove e basta, senza nemmeno cercare di trovare soluzioni tattiche particolari (vedi, per esempio, i due pivot in campo contemporaneamente quest’anno).
    Non ho mai parteggiato molto per Pianigiani, pur apprezzandone le doti di professionalità e serietà. L’attuale coach, in ogni caso, mi sembra su un gradino più elevato e lo dimostrano anche le dichiarazioni degli allenatori delle squadre che affrontiamo, che oltre ad elogiare il nostro roster, specificano sempre che Milano ha un grande allenatore.
    Non voglio fare confronti, anche perché l’uno rappresenta il passato e l’altro il presente. Mi godo quest’ultimo, sperando che porti a qualche buon risultato, lo scudetto in LBA e magari anche i play off in Eurolega. E proprio la vittoria esterna di ieri è un mattoncino importantissimo perché Berlino ha una squadra comunque solida e a casa loro sarà difficile per tutti!

  5. Vediamo le differenze:

    L’anno scorso non avevamo Scola che offre soluzioni in post.
    Non c’era Roll che gioca a basket con l’intelligenza di Micov.
    Non avevamo Rodriguez che fa girare la squadra e quando serve si prende le sue iniziative.
    E poi non abbiamo avuto Nedovic e Gudaitis per un bel pezzo di stagione e si è visto ieri cosa vuol dire averli in termini di sistema di gioco.

    Quindi Pianegiani ha molte attenuanti anche se ha fatto errori , come tutti, e scelte ( non tentare di coinvolgere gli italiani, e puntare tutto su James e pochi altri) che non hanno portato risultati.

    Io comunque rimango impressionato dalla scelta di Messina di cercare di responsabilizzare tutti concedendo minuti importanti alle seconde linee

  6. Come ho scritto prima, sono d’accordo con voi e felicissimo di avere Messina come allenatore, che mi pare di un livello superiore a quello di Pianigiani – per tante cose, tra cui ovviamente quella di lavorare sodo per tenere tutti in palla e motivati, in modo da avere minuti essenziali da ciascun giocatore.

    Mi preme però contribuire a riscrivere la storia di Pianigiani all’Olimpia, se possibile.
    Che attualmente lo vede soltanto come il perdente che ci ha deluso tutti, gestendo male le risorse che aveva a disposizione.
    È vero ha fatto tanti errori, però bisogna riconoscergli che ha vinto lo scudetto il primo anno, e che nel secondo, senza gli infortuni pesantissimi – come si vede oggi con chiarezza definitiva – probabilmente avrebbe scritto tutta un’altra stagione, essendo rimasto in lotta per i play off di EL fino alla fine.
    Certo non ha trovato soluzioni, ma perdere due dei tre tuoi migliori giocatori per la stagione è stato un imprevisto e un ostacolo molto, molto complesso.
    A me pare che sia stato più sfortunato che scarso.
    Una sfortuna, scrivevo, che potrebbe essere karmica…

    1. Finalmente posso dichiararmi per una volta in completo disaccordo con il mio idolo Palmasco 🙂
      Gli infortuni spiegano una parte della storia (senza quelli avremmo dovuto arrivare alla final 8 con speranza di final 4 e vincere lo scudetto senza sconfitte ai playoff).
      Non è andata così. Abbiamo avuto gli infortuni e Pianeggiani non è stato minimamente in grado di gestire la situazione. E con lui la squadra.
      Perché nessuno dei due nfortuni giustifica quello che abbiamo visto dalla sconfitta con il Pana in poi.
      Gli infortuni sono insormontabili quando non c’è sistema, quando contano solo i singoli e non la squadra, quando si separano gli spogliatoi, quando non si torna in difesa quando non c’è leadership e non c’è mai, dico mai, assunzione di responsabilità.
      L’Olimpia dello scorso anno era un perfetto esempio dei difetti del non-sistema Italia e Pianeggiani ne era il profeta insieme a James.
      Quest’anno la situazione è completamente cambiata.

  7. Concordo con Tom, soprattutto sullo spogliatoio non unito, problema che ha coinvolto ancge il Repesa2.
    Ma guardiamo avanti, ora!
    Grazie a tutti per il confronto sempre costruttivo, che mi aiuta a capire sempre di piu’ di questo splendido gioco !

  8. Grazie a tutt’e due per la fiducia.

    Ma una cosa voglio dirla: Della Valle, per esempio, a mio parere quest’anno si sta sbattendo molto di più, ok, e UNA volta ha segnato 15 punti con personalità, ma quest’anno è accompagnato da una squadra – Rodriguez, Scola, Roll – che in molti ruoli e per molti talenti può sostenere un apprendistato: quello che Messina concede ad ADV.
    L’anno scorso per Pianigiani questo non sarebbe stato possibile: Della Valle non giocava per i suoi limiti evidenti in quel contesto, che non avrebbe in nessun modo potuto sostenerlo, in assenza di Nedovic e Gudaitis.
    Non voglio fare la storia dei se e dei ma, sto solo cercando di dire che Pianigiani, oltre i suoi limiti evidenti a questo livello, è stato davvero sfortunato.
    E non aveva l’impianto di quest’anno, che avrebbe consentito – forse, ma forse – di sostenere quelle assenze con meno danno.
    E sono convinto che con Nedovic in campo, James non avrebbe esagerato come ha fatto, perché di Nemanja lui si fidava.
    E di nessun altro.

  9. James non è un uomo squadra. Anche l’altro ieri ha contribuito pesantemente alla perdita del CSKA ignorando nell’ultimo quarto qualsiasi alternativa alle sue iniziative. In altre occasioni il CSKA di Itudis ha sempre recuperato. Andrà via pure da Mosca. Pianegiani ha avuto mille infortuni e mille problemi, poverino, ma Messina è tra i top mondiali

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