Bentornata Olimpia Milano. Da oggi, con la prima sgambata atletica al Centro Sportivo Vismara, ha preso il via la nuova era di Ettore Messina. Agognata, attesa, infine giunta, perchè questa volta sì, il coach catanese è visto come il «Messia» per l’ultimo grande salto, quello nel top del basket europeo.

Ci sarà inevitabilmente da attendere, anche oltre la stagione in arrivo. Ettore Messina è sarto che ama tessere a lungo, innovare, creare qualità, non certo uomo da pret-à-porter. E per lasciare il segno in Europa bisogna prima dominare in Italia per un club incapace di ripetersi, fallimentare dopo un primo anno di trionfo.

Fallimenti che necessitano di rivoluzioni, e anche quest’estate non ha cambiato abitudini, neanche Ettore Messina si è sottratto. Il presidente aveva inizialmente negato voci di «ribaltoni». Forse si riferiva più che altro allo staff dove, persi i soli Cancellieri e Turchetto, sono rimasti i vari Massimo Fioretti, Marco Esposito, Stefano Bizzozero, Luca Agnello e soprattutto Giustino Danesi, il preparatore fisico tanto caro a Livio Proli che pareva sul punto di lasciare in virtù di Matteo Panichi.

L’unico volto nuovo è certamente quello di peso maggiore, il primo assistente Tom Bialaszewski (un autentico genio del ruolo secondo Steve Nash), ma è niente rispetto a quanto accaduto in prima squadra, con gli addii eccellenti di Mike James e James Nunnally, solo per parlare di chi aveva ancora contratto in essere. 

Così doveva essere evidentemente, inutile rivangare. Fissiamo allora quelle che possono essere, ad oggi, le condizioni principali per una stagione vincente in Italia, e brillante in Europa.

– Unione di intenti. Tra Ettore Messina e una struttura societaria che, Christos Stavropoulos (GM abile) e Tom Bialaszewski a parte, non è stata scelta dal presidente stesso. Il tutto senza dimenticare la fondamentale figura di Pantaleo Dell’Orco, l’uomo del portafoglio e delle scelte strategiche (Ettore Messina appunto). Le vittorie nascono in palestra, e negli uffici;

Nemanja Nedovic. Il suo infortunio è stato il “passaggio” principale della stagione scorsa, perché ha privato Mike James di quel compagno che poteva farlo sentire parte di un «collettivo», e non solo «individualità». Ora il serbo si ritrova praticamente prima opzione offensiva del nuovo corso, oltre che pedina di un reparto esterni certamente non numeroso a livello europeo. Ad oggi;

Arturas Gudaitis. Altro infortunato eccellente della passata stagione. Ha dimostrato di essere non importante, ma addirittura dominante in Europa. Quando sarà effettivo il suo recupero? Una lunga assenza imporrebbe eccessiva sofferenza al reparto lunghi;

Shelvin Mack. Il passato, importante, è il passato. Ora c’è il presente, l’Europa, con nuove responsabilità. Un felice inserimento del play di Lexington potrebbe d’incanto riempire il gap di «talento» rispetto alla passata stagione.

Resta l’augurio finale. Che questa Olimpia Milano sappia far innamorare il suo pubblico. Nella città «da bere» e dell’immagine, il basket è «sangue e arena». Ettore Messina, questo, lo ha capito benissimo. Rendeteci orgogliosi di questa Olimpia.

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4 Comments »

  1. Speravo di non trovare ancora Giustino a gestire il gruppo visto gli sfracelli dei ultimi 2 anni,ma come tante altre cose me ne farò una ragione.
    Per quanto riguarda l’amore sono convinto che non essendoci più Pianigiani questo sia già per molti un fattore positivo,ma spero anche che l’amore passi dall’Armani all’Olimpia….
    E tanti tifosi e addetti ai lavori forse non hanno ancora capito..

  2. Non scherziamo, con quello che ha fatto spendere alla società Messina è obbligato a vincere più di Pianigiani, quindi (minimo) 4 titoli in due anni. Altrimenti spero in Roi George..

  3. Il vero.farò dell’Olimpia Milano è Giorgio Armani perché non dobbiamo mai e sottolineo mai dimenticarci che se non fosse stato per lui avremmo corso il rischio di scomparire..invece grazie alla sua passione e al suo amore per Milano ci ha fatto tornare vincenti in Italia..i giocatori e gli allenatori vanno e vengono ma lui rimarrà sempre..GRAZIE RE GIORGIO

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