Roberto De Ponti, firma del Corriere della Sera edizione Milano, analizza il finale di stagione di Olimpia Milano.

La parola d’ordine si chiama difesa per «limare quei 4-5 punti subiti che fanno la differenza tra un’impresa e un rimpianto. Un tagliafuori ben fatto in più (magari anche due o tre…), un aiuto difensivo come Dio comanda, ginocchia piegate, capacità di sacrificarsi. Basterebbe questo. Perché quando Milano deve fare canestro, in un modo o nell’altro poi lo fa. Play Mike James, 28 anni, in azione contro Reggio Emilia Sul parquet II tiro a canestro di Amedeo Della Valle, durante la partita vittoriosa dell’Olimpia contro Reggio Emilia, sua ex squadra».

Il concetto di partenza è che Milano abbia la penultima difesa d’Europa con 2.151, e qui sta la differenza tra una stagione di rimpianti europei e una di accesso ai playoff: «E allora che cos’hanno in comune Clark e Randolph, Mickey e Moerman, Davies ed Eriksson, Guduric e Calathes, O’Bryant e Bitadze, Seraphin e buon ultimo Hunter? Sì, certo, giocano tutti in Eurolega, e poi? Semplice: in undici squadre diverse, hanno tutti ottenuto il loro high-score stagionale contro la difesa di Milano. Che è la penultima d’Europa (2.151 punti presi), di peggio ha fatto solo Gran Canaria».

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