Il post Reggio Emilia tra la carta Fontecchio, la distribuzione dei minutaggi e, ovviamente, Mike James

L’indomani di Milano-Reggio Emilia passa per alcune importanti considerazioni in chiave europea. Perché la LBA, oggi come oggi, è poca cosa, soprattutto se affronti una squadra nata per la salvezza e senza elementi nel pitturato. Per sapere se il «gap» con la Siena schiacciassassi sia stato finalmente colmato, chiediamo di attendere le ore 20.45 di domenica 18 novembre. C’è l’Umana Reyer Venezia, il resto per ora conta poco.

Ma andiamo su alcune tematiche emerse nel tardo pomeriggio del sesto round di LBA.

– Simone Fontecchio. Nella giornata di sabato abbiamo cercato di tradurre le scelte di Simone Pianigiani, senza prendere alcuna posizione. Le rotazioni corte anti-Cska, in questa chiave di lettura, erano figlie delle difficoltà di accoppiamento con i «3» del Cska, dunque Will Clyburn e Cory Higgins. Simone Fontecchio, ala di 203 centimetri, è stato fondamentale nel terzo quarto di domenica in marcatura su Ricky Ledo, 201 centimetri. Non vogliamo fare paragoni di talento, ma di fisico sì: l’indicazione della gara con Reggio Emilia deve essere tenuta ben da conto da Simone Pianigiani, almeno come tentativo. Sino ad oggi le chiare gerarchie del coach senese hanno dato straordinari risultati, ma una squadra deve evolversi, trovando un equilibrio, vivo anche nei minutaggi. Occhio a non raccogliere certi segnali;

– I minutaggi. Appunto. A dispetto (ma mica tanto) di quanto detto prima, certamente in Italia le rotazioni di Simone Pianigiani sono più consapevoli di un anno fa. Arturas Gudaitis è rimasto in tribuna, Vlado Micov ha giocato solo 9’, Mike James è rimasto sotto i 20’ e Dairis Bertans ne ha giocati 5’ dopo aver boccheggiato per i 31’ di giovedì sera. In tutto questo troviamo i 27’ di Amedeo Della Valle , i 21’ di Simone Fontecchio, i 22’ di Andrea Cinciarini. Rispetto ad un anno fa, meno giocatori ma reale spaccatura tra LBA ed EuroLeague: questo significa avere una squadra figlia realmente anche delle scelte del coach;

– MIke James. 21 punti e 3 assist in 18’ per un +24 di plus/minus. La gara la decide lui, ancora una volta. Aspetto positivo. Proseguisse così la stagione, se l’mvp di LBA avesse altra identità allora sì, ogni sospetto sarebbe lecito (superiore al Samardo Samuels 2014-2015 e al Kruno Simon 2015-2016). Aspetto interrogativo. Nella ricostruzione della sua personalità, Fabrizio Lorenzi ci disse questo: «E’ certamente un giocatore d’istinto, che con il tempo sta imparando a leggere le situazioni, a capire quando non si debba dare tutto, arrivando sino in fondo. Ha il potenziale per essere una star, anche a Milano, ma dovrà gestirsi nei momenti caldi, quando la pressione sarà grande». Gestire e gestirsi, fondamentale. La stagione è lunga.

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2 pensieri su “Il post Reggio Emilia tra la carta Fontecchio, la distribuzione dei minutaggi e, ovviamente, Mike James

  1. 1 – A me pare che il grande Mike si gestisca molto bene, e soprattutto gestisca molto bene la squadra, non soltanto facendola giocare, ma sempre facendola vincere.
    Ieri, per esempio, contro Reggio ha chiaramente passeggiato, tranne quei 3 minuti in cui ha chiuso la partita con 4/4 da 3, tutti costruiti da lui.

    Sarebbe peró superficiale, secondo me, considerare quella prova di dominio, soltanto come un’esibizione di superiorità del suo ego, come l’ho sentita giudicare da molti intorno a me sugli spalti. Gli stessi che quando si accanisce a tirare e sbaglia, cominciano a gridare: cambialo, cambialo.

    No, non riesco a liberarmi dall’impressione che quei meravigliosi 4 tiri da 3, che hanno chiuso la partita, siano stati per lui una prova generale, un suo allenamento particolare, una sua personale ricerca di un miglioramento futuro, sul quel fondamentale che ultimamente non gli è andato troppo bene.
    Guarda caso è andato a cercarli da situazioni che gli possono capitare anche in partite molto importanti.
    Me ne sono convinto.

    Non solo MJ quindi gestisce le sue energie, ma è sempre molto attento a tutti gli aspetti della partita, e sta già lavorando per migliorare – impressione che del resto è confermata dalle sue interviste, da quello che si dice di lui in squadra, e dalla concentrazione feroce con la quale lo vediamo muoversi per il campo.
    Insomma è un fuoriclasse vero, in crescita, che ancora non è stato capito a fondo da pubblico e stampa, nella sua raffinatezza di atleta gran conoscitore del gioco.
    È uno che ci può portare lontano. Oltretutto ha una bella squadra intorno. E manca ancora Nedovic.

    2 – Il tema delle rotazioni sta diventando ossessivo, non capisco perché.
    Ieri Fontecchio ha fatto una bella partita, finalmente direi, ma una bella partita e basta, niente di straordinario, non illudiamoci.
    Ha fatto 14 punti, mi pare, e anche qui direi finalmente!, nel senso che ha messo dentro finalmente quello che la squadra gli ha costruito e gli costruisce regolarmente.
    Mancano del tutto l’aspetto fluidità e costruzione, e iniziativa personale, che probabilmente nessuno gli chiede, ma che farebbe piacere vedergli tentare, per dare più peso ai minuti che gli vengono dati in LBA.
    È chiaro però che per giocare in Eurolega non basta saper fare il compitino.
    Anche in difesa ieri ha fatto una bellissima partita, ha difeso molto bene su Ledo, ma bisogna ricordare che Ledo non gioca in un sistema da EL, ma in una squadra che gioca per salvarsi nel nostro campionato, non ha quindi gli aiuti e le alternative che hanno altri attaccanti, per giunta molto superiori a lui.
    Fontecchio ha tenuto bene un Ledo che fondamentalmente giocava 1 contro 5 essendo l’unico che avesse qualcosa da dire in attacco.
    Ogni volta che partiva c’era sempre un compagno di Fontecchio pronto a chiudere il passaggio.
    Sempre una gran bella difesa, quella di Fontecchio, ma non pensiamo che per questo possa fare lo stesso in EL – dove servirebbe anche un contributo costruttivo in avanti, quando si siede Micov.

    Credo poi che quando abbiamo visto Mussini cominciare da dominatore, 5 punti nei primi 2 minuti della partita, Mussini dico, ci siamo resi conto del perché Pianigiani non abbia utilizzato Della Valle col CSKA: Della Valle che marcava appunto Mussini…

    Non è ancora il suo momento, per Della Valle dico, e davvero noi tutti speriamo che il suo momento venga, perché lo vediamo impegnarsi, ma di sicuro non sarà quest’anno, credo.

    Intanto la squadra è mentalmente molto forte, lo dimostrano anche partite come quella di ieri contro Reggio, dove distrarsi o essere svogliati sarebbe stato un attimo, e invece l’hanno portata in fondo con rare distrazioni.
    E credo che la scossa, la diversità mentale, sia in gran parte merito della diversa energia che hanno portato MJ e Nedovic, oltre al loro immenso talento.

    Tutto da dimostrare, ovviamente, a cominciare dal Darussafaka in settimana fuori casa, una partita da portare a casa assolutamente.

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  2. Sottoscrivo dalla prima all’ultima riga, analisi per me impeccabile. Anche io inizio a pensare le stesse cose di James. E’ un tipo di giocatore che non amo tantissimo, molto NBA dove del resto potrebbe tornare presto. Ma quel tipo di giocatore lì, lui lo interpreta alla grande. E’ ha un intelligenza sportiva da fuoriclasse.

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