L’Olimpia ci prova, il CSKA la vince

Prosegue il cammino immacolato del CSKA, corsaro al Forum dopo una battaglia di un certo spessore, certamente più mentale che tecnico, per almeno metà dei 40 minuti.

Alla fine emergono la maggiore qualità della pallacanestro russa, la profondità del roster e quella consapevolezza che ti aiuta  a portarle a casa anche quando per 25 minuti sembri giochicchiare, di fronte a chi sta invece dando il massimo. Si chiama esperienza, si chiama organizzazione, tutte facce fondamentali del gioco.

Mosca che batte Milano non è per nulla una sorpresa. Mosca che lo fa soffrendo non poco è invece una novità. Lo sforzo extra che gli uomini di Itoudis hanno dovuto mettere in campo per venire a capo di una gara che si era quasi irrimediabilmente complicata può essere letto da due punti di vista che parrebbero differenti, ma che alla fine hanno molti più punti in comune di quanto si possa pensare…

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7 pensieri su “L’Olimpia ci prova, il CSKA la vince

  1. Indubbio che Mosca abbia tecnica, atletismo, profondita’e capacita’ di gestione (leggi: coach) superiori a Milano. E’ indubbio che ci siamo un po’ avvicinati a questi standard onestamente ancora lontani per noi, anche se l’ottimo inizio di stagione puo’ aver creato speranze inedite.
    E’ indubbio che in sette o otto non si fa tanta strada in un torneo duro come questo. E’ indubbio che con Nedovic abbiamo piu’ opzioni in fase conclusiva e di gestione del gioco. E’ indubbio che con le rotazioni corte arrivi a fine gara stremato, proprio quando dovresti essere lucido. E’ indubbio che Kuz non si sia inserito (anche per una certa confusione di ruoli tra tre e quattro) e che non riesca a “rendere” come ci si aspetterebbe. E’ indubbio che Jerrels in questo momento sia lontanissimo dalla forma psicofisica migliore. In ogni caso a livello eurolega non e’ certo uno che fa la differenza.
    Secondo me le rotazioni sono fondamentali: se non coinvolgi tutti (cincia-burns-dellavalle) rischi di perderli. Non sono dei fenomeni ma qualche minuto di qualita’ lo possono dare, specie il capitano. Burns forse a questo livello potrebbe avere problemi di taglia fisica. DellaValle e’ ancora in rebus che si potra’ risolvere solo facendolo giocare un po’.
    Insomma: c’e’ tanto da lavorare ma posdiamo farlo con una certa serenita’ perche’ i risultati fino ad ora sono piu’ che bioni e perche’ in EL ci sono squadre come olimpiakos kimki e maccabi che per ora dono dietro. Probabilmente ci riprenderanno ma dover inseguire non e’ facile mentalmente. Questo e’ indubbiamente un vantaggio per questa Milano.

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  2. Ho notato anch’io la partita sottotono e innervosita del Chacho.
    Mi ha ricordato la prestazione molto sottotono del grandissimo Spanoulis contro di noi ad Atene.

    Per approfondire il tuo ragionamento, e notare la qualità del gioco di Milano, secondo me va osservato un fatto che ieri sera era molto evidente, per chi sa guardare: per stare dietro a Bertans che doveva marcare, Rodriguez è impazzito, s’è affaticato parecchio, ha preso un sacco di botte, e a un certo punto gli sono ovviamente girate le scatole.
    Aggiungo soltanto che contro l’Olympiakos Spanoulis marcava Nedovic, che fece una partita straordinaria, anche perché era evidente che Spanoulis non può più marcare uno come lui, per raggiunti limiti d’età.

    Questa sottocorrente del gioco milanese, che dà un vantaggio netto alle nostre guardie, e mette fuori causa le star che si devono occupare del lavoro faticoso e ingrato – e a volte pericoloso – di marcarle, è un dato del nostro gioco che non bisogna sottovalutare, e che appartiene a Pianigiani.
    È una sottocorrente che non vedo mai menzionata o valorizzata nei commenti, ma che invece ha un valore importante, come dimostra il fatto che non varia al variare dei protagonisti, Nedovic o Bertans che siano (peraltro ambedue grandi giocatori, e Bertans ieri sera monumentale).

    Posso solo immaginare quanto potrebbero rendere di più sia Nedovic che Bertans, ora che sappiamo che si possono dividere tranquillamente i minuti, o giù di lì.
    Grande gioia per un Bertans ritrovato.

    Per quanto riguarda il resto della partita di ieri sera, siamo stati sfortunati a trovare un Kuzminskas nella sua giornata più nera di quest’anno, subito con due falli appena entrato in campo che hanno ribaltato l’inerzia, e poi del tutto evanescente quando è rientrato.
    Può capitare, i campioni sono così: peccato che sia capitato proprio ieri sera, quando invece il resto della squadra ha dato davvero tutto quello che aveva, e con successo di risultato.
    Fosse stato un Kuzminskas appena sufficiente, invece che pessimo, forse oggi staremmo festeggiando una bellissima vittoria.

    Gli arbitri non ci rispettano ancora, e questo lo sappiamo; ma quel fischio da infrazione di 3 secondi a Gudaitis che aveva appena scaricato in angolo per un comodissimo tiro da 3 punti, nel momento forse chiave della partita, quando avremmo di sicuro ritrovato fiducia nel nuovo pareggio e forse cambiato l’inerzia del finale, sono quelle cose che certi arbitri molto furbi sanno fare, in modo da decidere la partita senza sembrare.
    Mi spiace sempre parlare degli arbitri, ma sommata a un metro troppo discorde – (per fare un solo esempio, Brooks a cui segano il braccio mentre andava a schiacciare, non fischiato, e poi Micov che si appoggia all’avversario e viene fischiato…) – sommata a un metro discorde, quel fischio finale è troppo sporco per poterlo tacere.

    Ieri sera ho visto una difesa veramente efficiente e organizzata per quasi tutta la partita, considerando soprattutto il livello di talento dei loro esterni che abbiamo contenuto molto bene.
    Qualche p&r è venuto lo stesso, ma molti meno del loro solito, e soprattutto glieli abbiamo restituiti tutti.
    È questa splendida organizzazione e dedizione in difesa che poi ha fatto l’attacco, fluido e prolifico come al solito.
    Al punto che hanno messo in campo Kuleghin sostanzialmente per menare James, e anche lì gli arbitri avrebbero potuto concedere qualcosa di meno al difensore, ma che ancora non ci rispettino, lo sappiamo, e amen.

    Da questo punto di vista il gioco di Milano sta migliorando eccome!

    Ma troppi commenti restano fissati sui cambi.
    Mi dispiace, ma nel quadro difensivo Della Valle non è Bertans, e a questi livelli non può ancora giocare, se mai potrà – solo l’esperienza di Bertans gli permetteva di seguire De Colo nel labirinto dei blocchi del CSKA.
    Poi certo, nel finale i nostri in campo ne avevano meno, ma senza difensori di quell’esperienza, a quel finale non ci saremmo mai arrivati.
    E comunque dopo Bertans e Nedovic, c’è un vuoto, quindi in queste partite dove è evidente che i campioni si giochino l’orgoglio e la voglia, non possono essere cambiati.
    Jerrels e non Cinciarini si spiega col fatto che Pianigiani credeva, in questa partita, e in altre, al potenziale offensivo del giocatore, di minaccia, di pericolo, più che all’ordine della squadra.
    Ha perso e forse ha torto, ma non ne sono convinto, ma sul piano del gioco è una scelta che si può capire.
    Voglio dire, contro una squadra che è costretta a sacrificare un uomo su James, e poi a scegliere un picchiatore quando si rende conto che gli arbitri lasciano fare, allora un altro attaccante pericoloso ha senso.

    Insomma io ci vedo giocare meglio, ci vedo in crescita, vedo possibile una rotazione a 8 che mi pare più che sufficiente.
    In fondo queste sono partite che si possono ancora perdere.

    (palmasco)

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  3. Concordo su molto di quello che scrivi. L’arbitraggio “equo” te lo devi guadagnare. Ci vogliono anni ad altissimo livello.
    Non concordo invece sulle rotazioni: otto giocatori sono troppo pochi per andare lontano….

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  4. La disamina proposta apre tanti temi.
    Dal punto di vista del gioco offensivo siamo in pieno pianigiani-style; l’impostazione non diverge dall’anno scorso e la crescita a mio parere è dettata da un fortissimo gap tra la coppia James-Nedovic e la coppia Theodore-Goudelock. Il mantra è il pick and roll centrale con il “5”, la qualità della circolazione dipende dalla qualità del palleggiatore ed il sacrificato è quasi sempre il “4” di turno. La mia è una semplificazione estrema ma serve a rendere l’idea di un gioco vicino alla siena di “fraudolenta” memoria. Continuo a pensare che senza transizione kuzminskas sia il 4 più sbagliato possibile per questa impostazione (Brooks invece è più stonerookizzato).
    In difesa invece denoto un notevole miglioramento rispetto all’anno scorso figlio degli interpreti ma anche di qualche correzione su alcune rotazioni/cambi.

    Il discorso utilizzo roster invece sarà sempre oggetto di due linee di pensiero opposte:
    1) bravo pianigiani che conosce i suoi uomini e sa che in determinate partite può contare solo i suoi pretoriani. Definizione chiarissima delle gerarchie di squadra e nessuna propensione a rischiare cambi “al buio” (i parziali in eurolega spostano gli equilibri delle partite). L’idea di fondo è che maggiori rotazioni non ci terrebbero mai a contatto a fine match e quindi avere un micov più fresco al 39′ non serve se sei sotto di 10.
    2) male pianigiani che non coinvolge tutti nel clima partita, non tiene “in ritmo” più di 8 giocatori e nel momento decisivo trova poca lucidità/freschezza da parte dei suoi pretoriani.

    Io sono sempre per la soluzione 2 ed ammiro un Itoudis che non esita a ruotarne 12 testando tutte le soluzioni (per un antonov che non tiene il passo pesca un kulagin che gli gira la partita per intensità e difesa).

    Sarò matto ma per me kulagin-(attuale) antonov-(attuale) hackett non sono così tanto superiori a burns-cinciarini-della valle su minutaggi contenuti.
    Mi ricordo nel 2013-2014 ingressi di bruno cerella in eurolega che spostavano completamente l’inerzia di alcuni match e sebbene adori brunito non era sicuramente lo spanoulis di turno a livello di puro talento.

    ps …. quesito ai maggiori intenditori … jerrells è sempre stato questo: una partita lo vorresti ammazzare quella dopo è il tuo eroe. A me preoccupa invece tanto la riduzione di rapidità che noto rispetto allo scorso anno (non mi attendo il curtis del 2014 ma nel breve qui siamo a livelli di jr bremer). E’ mancanza di condizione o un calo atletico-anagrafico?

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  5. Anche io sono per la soluzione 2 e credo che i nostri italiani per qualche minuto possano tenere il campo.
    Quanto a Jerrels: il tempo passa per tutti (vedere il Langfor di stasera, n.d.r.) e se non sei in formissima in certe gare si vede in maniera impietosa.
    Ribadisco: kimki e’ indietro, maccabi idem, zalgris non sembra super, olimpiakos sta faticando e il barca secondo me non e’ irresistibile. I presupposti per giocarsi un posto tra le prime otto ci sono tutti. La strada e’ lunga ma con il nostro trio james -nedovic-micov + un super gudaitis possiamo certamente fare bene.

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  6. Una cosa è certa. Stare al forum in mezzo a gente che si lamenta perché Pianeggiani non fa i cambi, invece di cercare di capire qualcosa della partita o (se non capisce) di tifare, e’ irritante. Ieri sera ho vistobottima pallacanestro da entrambe le parti, tanto agonismo e un’Olimpia combattiva e a tratti esaltante. Davanti aveva il CSKA, non una squadra qualunque. Insomma, la squadra cresce, il pubblico mica tanto….

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