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La sconfitta con il Real Madrid è un’occasione persa? Forse, ma non certo una colpa

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Mai cadere nell’errore di giudicare positivamente una sconfitta. Ma mai perseverare credendo che una sconfitta sia identica a tutte le altre. Non è e non sarà mai così, e l’esperienza Real Madrid deve essere letta in quest’ottica. Con una domanda ulteriore: occasione persa? Forse. Cerchiamo quindi di trovare spunti d’analisi, anche partendo da alcune considerazioni apparse sui social.

Il Real Madrid era a mezzo servizio. E’ vero, mancavano Gustavo Ayon e Trey Thompkins, e Sergio Llull non ha inciso. Ma diamo qualche dato. Il messicano, che è dovuto rientrare in patria per un incidente occorso ai genitori, nella passata stagione ha giocato 18 gare complessive in stagione regolare. Per questo motivo, oltre all’infortunio di Ognjen Kuzmic (ieri in campo), il club mise le mani su Walter Tavares. Thompkis, spetto spettatore in ACB, ha raccolto un maggiore spazio nella passata stagione (20.7’ in 29 gare), sopravanzando Anthony Randolph nelle gerarchie di Pablo Laso. Il talento  dell’ex Kuban lo avete potuto ammirare ieri.

Milano doveva sfruttare l’occasione. Quale? Quella del +15 del primo quarto? L’Olimpia ha avuto la palla per ribadire questo vantaggio anche a 3’ dalla fine del secondo quarto. E negli ultimi 10’, toccato il -6, ha avuto a 3’ la tripla del nuovo sorpasso con Vlado Micov. Qui sta la differenza con le ultime stagioni a questi livelli: l’Olimpia ha saputo lottare, reggere in lunghi momenti di nulla con la difesa (guardate le cifre di Nemanja Nedovic in una serata in cui il tiro non entra), e poi trovare la forza nei suoi interpreti per ribattere. Il Real ha individualità di infinito talento come Rudy Fernandez, Facundo Campazzo, Fabien Causeur (il reale mvp dell’ultima finale, nessun tiro tentato al Forum in 10’ giocati tutti nel secondo quarto) e Jaycee Carroll: una colpa cadere al loro cospetto?

Resta la gara, che in 40’ ci porta certamente a far emergere alcuni interrogativi che col tempo questa squadra dovrà risolvere per puntare al bersaglio grosso:

– Il gioco. I biancorossi non sono praticamente mai rimasti in campo senza uno tra Micov, Nedovic e James. Il primo resta il baluardo del «gioco» in un sistema che ha poche alternative alla corsa e al p&r, il terzo è invece un play che troppo spesso rinuncia alla sua comunque evidente visione di gioco per la giocata personale. L’individualismo non è mai la soluzione in una stagione lunga e massacrante;

– I lunghi. Kaleb Tarczewski e Arturas Gudaitis sono stati spettatori dello show, difensivo e anche offensivo, di Walter Tavares. Il colossale centro del Real Madrid è giocatore importante, ma se è lecito «sentire» i suoi centimetri a protezione del ferro, stesso discorso può essere fatto per le sue rollate verso il canestro? Perchè, nella colpa, non cercare altre soluzioni come Burns e Brooks, in grado di portarlo lontano dal ferro?

– Le rotazioni. L’Olimpia ha bisogno di tutti. Amedeo Della Valle ha visto il campo per 2’, Curtis Jerrells non è ancora in condizione, Mindaugas Kuzminskas pare essere solo arma di una squadra che corre (l’Olimpia ha corso, nel primo quarto, quando il lituano era in panchina), Cinciarini e Burns solo rimasti in panchina. Necessità da doppio turno o la squadra è una macchina che, ad oggi, va a velocità differenti?

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Alessandro Maggi

alekmaggi@gmail.com Giornalista Professionista, direttore responsabile presso Be.Pi Sport, collaboratore presso Sportando, cronista per Il Giorno
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Anonymous
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Anonymous

A me sembra che stavolta i punti della tua analisi non colgano il punto – se possiamo tollerare il gioco di parole. Madrid ha fatto a noi quello che noi abbiamo fatto a Bologna proprio domenica scorsa, secondo me. Quello che fanno le squadre nettamente superiori. È rimasta sempre lì – anche a 15 sotto erano chiaramente lì – poi quando è servito ha dato quella piccola accelerata che le ha permesso di vincere, esattamente come abbiamo fatto noi con Bologna. Anche Bologna probabilmente pensa di aver fatto una grande partita contro lo strapotere di Milano, pensa di aver tenuto… Leggi il resto »

miked8
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miked8

Leggo sempre con piacere ed interesse il tuo blog ma la pigrizia e l’avversione alla sintesi hanno sempre frenato una mia attiva partecipazione. Ci provo oggi …. Ieri ho visto una super OLIMPIA nel primo quarto e pensavo ci fossero tutti i presupposti per una vittoria di prestigio. Nel terzo quarto però le iniziative personali (delizia del primo tempo) si sono infrante sistematicamente contro il ferro e la conseguente crisi di fiducia al tiro ha spostato l’inerzia del match verso il REAL. Dopo aver visto le prime partite queste sono le considerazioni sparse (applicabili anche ad ultimo match): 1) coach… Leggi il resto »

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[…] con diretta su Eurosport Player. Della gara con il Real Madrid abbiamo detto molto (le pagelle e il commento), e da qui si riparte, con Simone Pianigiani a chiedere un passo in avanti in quanto a «solidità […]

U. Fo
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U. Fo

Aggiungo il mio modesto contenuto. Il Real, anche a mezzo servizio, ci e’ superiore. Punto. Perdere, dunque, ci sta. Se dopo due quarti eravamo in vantaggio e’ perche’ abbiamo giocato due quarti, specie il primo, pressoche’ perfetti, anche in difesa, costringendo gli avversari a sudare per prendere buoni tiri. Il calo delle % di tiro nel terzo quarto era dunque fisioligico, anche perche’ abbiamo giocato un po’ meno di squadra e molto piu’ individualmente. Kuz e’ in tre, secondo me. Se continuiamo a farlo giicare da quattro, contro gente che fisicamente lo sovrasta e in piu’ non gli diamo un… Leggi il resto »

U. Fo
Ospite
U. Fo

Perdere con il Real ci sta, dunque. L’altra sero ho visto comunque coglia di combattere e vincere siino alla fine: l’anno scorso non era cosi’. Bisogna non abbattersi subito per non ripetere una stagione come quella precedente: qui sta il lavoro dello staff.

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