James, Nedovic, la difesa zoppicante, Kuzminskas e la transizione: cronache tra Brindisi e Podgorica

Non era atteso come il test del secolo e non lo è stato: Milano si sbarazza di un’ottima Happy Casa Brindisi con un buon terzo quarto, scacciando le insidie classiche dei “celebration day”, quelli in cui spesso guardi talmente tanto indietro che ti dimentichi del presente.

Le buone indicazioni del precampionato si confermano nell’esordio in LBA, torneo obiettivamente secondario per l’Olimpia fino a quando non si farà sul serio, leggi inizio maggio. Chi scrive resta dell’idea che, se i biancorossi vogliono essere competitivi in Eurolega, il campionato dovrà essere una sorta di laboratorio, in cui sperimentare e dare corso a quanto si costruisce in allenamento. Questo perché proprio quell’allenamento, dalla prossima settimana, sarà un miraggio per Pianigiani, laddove il calendario imporrà ritmi in cui le stringhe si allacceranno in palestra non più di una dozzina di volte, da qui a fine anno.

I consueti 5 punti di analisi, che non possono che partire dalla certezza numero uno milanese.

  • Mike James e Nemanja Nedovic. Prepariamoci, perché sarà quasi un tormentone: da questi due non si prescinderà, mai. Il salto in alto nella qualità del gioco meneghino è al 75% dovuto alla presenza di due guardie in grado di creare immediato vantaggio nel sistema del loro coach. Da lì nasce tutto. Le accelerazioni del nativo di Portland sono qualcosa di unico, mentre la leadership del serbo nasce soprattutto dalla capacità di fare sempre la cosa giusta per la squadra, vedi tirare senza esitazioni alcuna anche dopo due errori. C’è tanto altro in questi due ottimi giocatori, il Forum ne sarà testimone.
  • La difesa Olimpia zoppica un po’ troppo a lungo, soprattutto nel concedere piccole cose che portano a canestri che non dovrebbero appartenere al copione. 48 punti nel primo tempo sono troppi, 92 finali pure. E’ vero che la crescita del ritmo offensivo porta a gare a più alto numero di possessi, tuttavia bloccato e bloccante avversario sono spesso troppo liberi, nonché manca protezione sul lato preferito di esecuzione di alcuni avversari (Banks e Brown su tutti). Dettagli. da correggere.
  • I rimbalzi. 42-26, sebbene non di fronte ad una corazzata del ferro, è dato che la dice lunga. 8 di Kuzminskas, 7 di Tarczewski, 6 di Brooks  e poi altri 4 giocatori a quota 4: Milano ha fisicità ed atletismo per essere superiore ai pari ruolo nettamente. Certamente in LBA, da verificare, ma con ottimismo a riguardo, nell’Europa che conta.
  • Mindaugas Kuzminskas. Partita a tutto tondo la sua, con le amate soluzioni in penetrazione, sia frontale che chiuse dopo essersi portato spalle a canestro. Anche qui, a costo di ripetersi, si tratta di situazione chiave: se l’Olimpia saprà giocare almeno 10 minuti a gara con il lituano nello spot di 3, le cose cambieranno. Verso l’alto. E ne beneficerà moltissimo la percentuale dall’arco, dello stesso giocatore come dei compagni. Anche perché la coppia con Jeff Brooks, già vicino alla nomina di ministro della difesa e di qualunque cosa richieda uno sforzo supplementare, ha pochi eguali: anche in Europa, in questo caso.
  • La corsa e la circolazione di palla. La squadra si muove meglio rispetto all’anno scorso e non potrebbe essere altrimenti. Il ritmo impresso dalle due guardie è molto più alto e soprattutto molto più incisivo nella circolazione di palla. Se la transizione è buona, ne deriva un più rapido movimento della boccia e l’automatico impedimento, per gli avversari, di fronteggiare le molteplici minacce dell’attacco biancorosso. La Milano che corre e muove la palla è un pericolo per tutto il continente, mentre quella che palleggia senza attaccare per i soliti 12-14 secondi dello scorso anno è a rischio pure in una LBA che non finirà negli annali. Il che non vuol dire necessariamente contropiede, ma solo ritmo offensivo derivante dall’inizio del possesso.
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3 pensieri su “James, Nedovic, la difesa zoppicante, Kuzminskas e la transizione: cronache tra Brindisi e Podgorica

  1. Piaciuto molto che la squadra abbia diverse soluzioni in attacco.
    Certo la difesa di Brindisi non è un test particolarmente significativo, ma la circolazione di palla comunque la devi avere, e le idee per concludere pure.
    Milano ieri ha mostrato entrambe.

    Sono d’accordo con te sugli esperimenti da fare in stagione LBA, come degli allenamenti che non si potranno fare altrimenti, e mi pare che ieri Pianigiani ne abbia fatti, e ha ottenuto delle indicazioni.
    Certo, la partita l’ha vinta IL quintetto, James Nedovic Micov Brooks Tarczewski schierato a inizio 3 quarto per chiudere la partita.
    Tante altre soluzioni hanno comunque funzionato.

    Colpiscono i 27 minuti di Micov, ma evidentemente se glieli fanno fare, vuol dire che lui dice di poterli fare e di lui mi fido 🙂
    Tutti a dire che è lento, che non è più giovane, però ieri gli ho visto fare un coast to coast molto serenamente.
    E soprattutto l’ho visto annullare un atleticissimo Banks in difesa, che nel primo quarto aveva fatto soffrire, e parecchio, un atletico Nedovic.

    A proposito di Nedovic, senza volere generalizzare che è sempre brutto, non si può non ricordare che capita spesso che gli slavi si impegnino meno nelle partite che ritengono non contino.
    È proprio un fatto culturale, e non dico che abbiano necessariamente torto.
    Anche perché perfino al 50%, Nedovic è un faro di questa squadra.

    Piace molto vedere giocatori del calibro di Kuzminskas sbucciarsi gomiti e ginocchia, darle e prenderle, portare in campo una rabbia agonistica che permette al loro talento di luccicare in tutto il suo splendore.

    James è favoloso, gioca in un universo di concentrazione tutto suo, le poche aperture verso il mondo esterno sono di ostilità verso gli arbitri, e, guarda guarda, di pacche e sorrisi con Nedovic…
    A volte poi James gioca dichiaratamente per il pubblico, e ci fa impazzire di bellezza e di stupore. Bellissimo!

    Pianigiani si dice molto contento di Fontecchio, ed io mi fido del coach.
    Magari difende bene, ma davanti è inconsistente. Anche se posso capire perché lo sia, resta il fatto che non mi pare si possa contare su di lui quando servirebbe.
    Voglio dire se neanche con Brindisi posso schierare Cinciarini Della Valle Fontecchio come esterni…

    Tarczewski sta imparando parecchio, la squadra lo cerca di più, e in difesa è davvero un intimidatore rilevante.
    Con l’arrivo di Brooks siamo diventati molto più compatti a rimbalzo, e Tarc comincia a capire, mi sembra, dove mettersi per prenderne qualcuno in più anche in attacco.
    Non credo che tecnicamente riuscirà mai ad avere movimenti in post o in 1/1, ma in fondo meno male, perché se avesse anche quello andrebbe a giocare in NBA, col fisico che ha.
    Così c’è speranza di tenerlo ancora qualche anno e a me piace proprio.

    Della Valle fa i suoi punticini, vero, ma quando è chiamato a giocare la palla, difficilmente crea vantaggi.
    Diciamo che ho l’impressione che dovremo aspettarlo, almeno per tutto l’anno, anche se ha le potenzialità per farcela.

    Adesso c’è l’Europa.
    Che aspettiamo tutti con ansia.
    Dove si gioca la vera partita.
    E mi sembra di vedere che tutti ne hanno gran voglia.
    I giocatori forse più di tutti gli altri!

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  2. Concordo sulla straordinaria “voglia” di James. Sulla qualita’ della nostra difesa (quando vogliamo). Sulle diverse alternative in attacco. Sulla necessita’/possibilita’ di fare esperimenti in lba o, quanto meno, di dare spazio a tutti.
    Ed anche sulla grande voglia di Europa: buona Eurolega a tutti, dunque.

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