Muovere la palla e controllare i rimbalzi: ecco la ricetta contro la fisicità di Trento sugli esterni

Palla a due alle ore 20.45 tra Olimpia Milano e Aquila Trento. Iniziano le finali scudetto, e per ROM è tempo di fare il punto della situazione, sviscerando alcuni aspetti base di questa lunga settimana.

In casa Olimpia Milano, nessun acciacco degno di nota per Simone Pianigiani. Nella sua diciottesima finale, in casa biancorossa gli spettatori saranno sempre Jordan Theodore, Amath M’Baye e Mantas Kalnietis, con il coach senese a chiedere massima attenzione sin dalla palla a due, per evitare le sorprese bresciane: «Dovremo muovere la palla, mantenere equilibrio ed evitare che Trento possa fare sfracelli in campo aperto come potenzialmente può fare. Questa mole enorme di lavoro, che abbiamo svolto tutti insieme con la società e lo staff, vogliamo concretizzarla in un titolo e comunque giocarci questa chance fino in fondo. Non abbiamo le loro certezze, ma abbiamo l’entusiasmo di chi vuole vincere subito nel primo anno di lavoro e sappiamo anche di avere tanti margini di miglioramento da colmare già nel corso di questa serie. Cominceremo vivendo gara 1 come un grande evento in cui partire con il piede giusto» l’analisi finale. Dunque, Olimpia che dovrà far girare la palla, evitare isolamenti soprattutto con l’uomo del primo possesso, e cercare di correre sfruttando la presenza di un miglior pacchetto di rimbalzisti.

Dal canto suo, Trento non ride dopo la splendida serie con gli ormai ex campioni d’Italia della Reyer Venezia. Diego Flaccadori osserverà le prime due gare dalla panchina, sperando di rientrare al PalaTrento. Per lui una lesione al flessore della coscia sinistra, con un tempo di recupero che il 31 maggio fu stimato sulle due settimane. «L’Olimpia ha leader che fanno canestro ma anche equilibratori, giocatori di carisma e di grande esperienza abituati a vincere e a giocare certi tipi di partite. Ci servirà mettere in campo il nostro gioco, senza snaturarci, entrando subito con il giusto approccio. Abbiamo per due volte saputo ribaltare il fattore campo, con l’EA7 sarà ancora più difficile ma parto da una certezza: che posso contare su un gruppo unito, determinato, compattissimo, che ha maturato la capacità di giocare assieme ed adattarsi alle situazioni». Dunque il gruppo sopra tutto, con Trento che cercherà subito il contatto fisico partendo dalla difesa, conscia di avere una fisicità sugli esterni superiore, e quindi capace di punire con continuità in transizione. Il resto, lo dirà il campo.

Alessandro Luigi Maggi

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Un pensiero su “Muovere la palla e controllare i rimbalzi: ecco la ricetta contro la fisicità di Trento sugli esterni

  1. Serie difficile per Milano. Dovremo certamente esprimere al massimo il nostro talento e avere soprattutto grande forza mentale, contro una squadra che non molla mai. Buona finale a tutti!

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