Contro la Reyer Venezia alzare il «peso» o la «pressione» sugli esterni?

I nomi di una gara dell’anno per quella che, gara dell’anno, non lo sarà. Gioco delle parti, questa sera, tra Reyer Venezia e Olimpia Milano. Walter De Raffaele sottolinea come l’avversario abbia settimane e settimane intere di lavoro dopo la fine dell’EuroLeague (che si è conclusa poi il 5 aprile, non sei mesi fa…), Simone Pianigiani dal canto suo evita riferimenti alle «Coppa del Nonno» vinta dalla Reyer, ma entrambi confermano: «primo o secondo posto, non ci importa nulla».

Certo è che, al 9 maggio, la vincente sarà ben più felice della perdente, con un messaggio importante ad avversari e tifosi in generale. In casa Olimpia Milano torna a disposizione Jordan Theodore (bronchite smaltita), che dalla Coppa Italia ha visto il campo in tutto per 32’. Rimettere l’ex Banvit al centro del «sistema» resta missione prioritaria, ma senza più alcuna possibilità di preparazione adeguata. Nessun problema anche per Andrew Goudelock, che nella giornata di lunedì ha avuto un confronto pacato con la società, che ha riportato le sorti del campo al centro del tutto.

Da valutare quindi le scelte di turnover di Simone Pianigiani, che nel -4 della gara di andata rinunciò a Curtis Jerrells, Amath M’Baye e Mantas Kalnietis.

Venezia, due sole sconfitte nelle ultime tredici uscite in LBA, speranza di primato finale che non avrebbe eguali nella storia del club. Contro Milano, nella gara di andata, si chiuse la stagione di Gediminas Orelik, un anno fa massimo riferimento offensivo di Jordan Theodore in quel di Banvit.

La squadra si è ovviamente modulata, imponendo una filosofia maggiormente offensiva con l’ingaggio dell’ex Pesaro Austin Daye. Roster comunque lungo, con Stefano Tonut e Michael Bramos pronti al rientro in campo, e il solito ballottaggio tra il play Michael Jenkins, e il realizzatore Dominique Johnson, nell’ottica del turnover stranieri.

De Raffaele parla di centralità nel «controllo dei rimbalzi». Pianigiani punterà sul «peso» per surclassare Peric, Biligha e Watt nel pitturato, o alzerà la pressione sui «bombaroli» (27.8 triple tentate a gara in LBA) di Venezia lungo il perimetro?

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Un pensiero su “Contro la Reyer Venezia alzare il «peso» o la «pressione» sugli esterni?

  1. Pianigiani invia messaggi criptici o poco coerenti: una vittoria farebbe bene, eccome, per il morale, la classifica e per dare un “segnale” agli avversari alle soglie dei play off. Vero che primi o secondi cambia poco ma vincere fa sempre e comunque bene. Arrivare in un’ipotetica (e per me impossibile) finale con Venezia e partire da uno 0-2 in regular season non e’ proprio il massimo, specie per una brigata non proprio impavida come la nostra. Su Theodore mi sono gia’ espresso. E se fisicamente non e’ al top, vale veramente la pena di riproporlo in campo? Vedremo.

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