Dentro il momento di Andrew Goudelock: i numeri della crisi, la ricerca di una via d’uscita comune

 

Andrew Goudelock è il caso più caldo dalle parti della secondaria del Mediolanum Forum d’Assago. E tra notizie e numeri, raccontiamo il momento del prodotto di Charleston, classe 1988.

Prima di tutto, chi è Andrew Goudelock? Un talento eccellente, che ha lastricato tutti i premi individuali di VTB ed EuroCup, ma che ha raccolto solo una Coppa di Russia e una Supercoppa di Israele, passando per le chiusure burrascose dei rapporti con Fenerbahce (Obradovic) e Maccabi Tel Aviv.

Il momento di svolta, nella sua breve carriera milanese, è il 15 novembre. Andrew Goudelock si infortuna contro Valencia, gara in cui aveva prodotto 17 punti in 24’. L’Olimpia Milano vince, ma dovrà attenderlo un mese, il 15 dicembre in casa del Panathinaikos. Nulla sarà più lo stesso. In primo luogo per i numeri.

Nelle prime dodici gare milanesi, tra molti alti e pochi bassi, viaggia a 15.5 punti di media. Nelle dieci successive al rientro, la produzione scende a 9. In questo, contano non poco i 20 siglati all’Olympiacos, 12 in un quarto quarto dove i buoi erano già scappati. Il dato da 3 nel periodo preso in oggetto? 16 su 56, ovvero quasi 5 triple tentate a gara con una percentuale del 28%.

Andrew Goudelock è il simbolo di un’individualità che non produce, ma che al posto di condividere per «necessità» prosegue nella sua lotta con i mulini a vento, finendo sempre e comunque in acqua. Discorso mentale, egoistico, più che fisico. E anche quando Simone Pianigiani richiama ad una necessità di riflessione, una pacca sulla spalla con consiglio di «diffusione», ecco che Andrew Goudelock non coglie il messaggio, si offende, e si permette anche di esternare il suo malessere alla stampa estera. La frattura, che è semplice mal interpretazione dei fatti (fagocitato anche dal suo entourage USA?), viene in fretta ricomposta, ma resta una spia.

E si arriva quindi alla gara con il Cska. 0 punti in 13’. Quella «virgola», in Europa, Goudelock l’aveva vissuta solo in maglia Maccabi Tel Aviv. Per la precisione, il 22 gennaio 2017 nel derby con l’Hapoel: 17’, 0/1 al tiro, 4 assist.

E adesso? Organi di informazione mettono in circolo voci di frizioni prossime all’addio, prontamente smentite a realolimpiamilano.com come a La Gazzetta dello Sport (a firma Vincendo Di Schiavi). Probabilmente figlie anche dell’assenza di Goudelock alla visita della Galleria d’Arte di Intesa San Paolo. Un semplice permesso per impegni personali, in una giornata dove anche Patric Young e Simone Pianigiani hanno alzato bandiera bianca.

La classifica in EuroLeague, il primo momento chiave della stagione italiana: attimi cruciali, e ricchi di tensione, che l’Olimpia Milano affronterà compatta con tutte le sue componenti, compreso Andrew Goudelock. Chiedendogli gradini robusti per uscire dalla buca.

Alessandro Luigi Maggi

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