Milano cade a Sassari: nessun dramma, ma qualcosa da correggere c’è

Il punteggio è di quelli che non lasciano alcun dubbio e quanto visto in campo ne lascia ancora meno: 90-69 è lo specchio reale di quanto visto in campo ieri nel pomeriggio al PalaSerradimigni. Curioso che, escludendo la bestia nera Trento del 2017 (-22 in stagione regolare e -24 in semifinale), si tratti della peggior sconfitta a partire dalla stagione 2013/14. Allora fu un -15 a Cantù, l’anno seguente furono ancora i rivali brianzoli ad infierire (-19), mentre nel 2015/16 ci fu il rovescio di Brindisi (-14). Nei Playoff l’apice negativo fu un -17 a Siena (finale 2014), seguito dal -13 di Sassari (semifinale 2015) e da due -11 (semifinale 2016 a Venezia e quarti 2014 a Pistoia).

Numeri, importanti ma che vanno sempre letti con equilibrio. Per dirla alla Velasco, “è inutile cercare il colpevole, bisogna trovare il motivo”. E di motivi ce ne sono parecchi, su tutti questo benedetto calendario di Eurolega che, nel formato adottato dalla stagione scorsa, crea difficoltà tremende alle squadre, non tanto nella competizione stessa, quanto nelle gare dei tornei nazionali. Se ci sono quindi i motivi, oggi sarebbe decisamente folle cercare colpevoli, perché è chiaro che dopo 5 settimane di stagione, non ve ne possono essere, né in panchina, né in campo, così come fuori. 

Come ogni gara non ancora decisiva è però importante provare a leggere non tanto il risultato quanto gli elementi che ne possono emergere.

  • La grandissima difficoltà milanese nelle difesa sul pick and roll centrale può essere il vero campanello d’allarme di questo primo spicchio di stagione. Se Obradovic ci insegna che non conosce “nessuna buona squadra difensiva che si possa definire tale senza almeno 5 rotazioni per ogni possesso”, qui il problema appare più alla fonte. Infatti accade spesso che il difensore sulla palla venga battuto con troppa facilità ed il lungo sia obbligato a scelte che sono già una situazione di vantaggio acquisito per l’attacco: a quel punto non si tratta più di ruotare ma di dover giocare una difesa in totale emergenza. Ovvio che in un contesto di mancanza di energia come quello di ieri, la cosa sia assolutamente sovraesposta.
  • Sassari ieri aveva in campo 10 giocatori nuovi, con tutto ciò che comporta una tale rivoluzione, che peraltro è abitudine, poco condivisibile, assai comune nelle squadre di oggi, col nostro campionato a farla da padrone in tal senso. In aggiunta con due giocatori, non esattamente marginali, come Hatcher e Bamforth che non hanno praticamente fatto la preparazione. Grande merito ai sardi, va  sottolineato, anche perché se è vero che la Champions League è il terzo torneo europeo e che il turno è sempre singolo, è altrettanto reale che la Dinamo ha giocato in settimana a Murcia, battendo una squadra che poi ieri è andata a vincere a Barcellona. Se Pasquini trova il giusto equilibrio tra un attacco già discretamente efficiente ed una difesa che già lo scorso anno fu notevole, questa è squadra da tenere in conto in Italia. Ovvio che le caratteristiche dei singoli siano mutate e proprio qui starà tutto nelle mani del coach-GM. Resta uno Scott Bamforth che pare proprio “tanta roba” per velocità di esecuzione e rilascio della palla.
  • Ingiudicabile Pascolo al rientro, il resto della produttività degli italiani si conferma a livello basso, assolutamente insufficiente per primeggiare anche in patria. Se si esclude qualche sprazzo di Abass, siamo molto vicini al nulla. 7 punti ed 8 tiri tentati tra Cinciarini, Cusin e Fontecchio: ogni commento è superfluo. Farsi travolgere dalla già menzionata mancanza di energia dei giocatori più importanti non è certo il modo migliore per guadagnarsi minuti di qualità quando conta.
  • La stazza di Darko Planinic ha fatto il vuoto: 17 punti in 14 minuti, messi a referto senza grosso sforzo tecnico, ma solamente a seguito di quel problema milanese sul “p&r” di cui si è già parlato. Viste le difficoltà di tenuta di Gudaitis, espresse da Pianigiani in sala stampa, la faccenda tesseramenti, che poi è tutta legata a Young, assume importanza fondamentale. Ovvie le precauzioni societarie, ma anche in Italia forse qualcosa si può spendere (Tarczewski?), anche perché dopo 4 gare con avversarie più probabilmente da parte destra della classifica, ora, dopo Sassari, arrivano Bologna, Trento, Avellino, Reggio Emilia e Torino. Almeno cinque sono squadre con grosse ambizioni e buoni roster, che andranno affrontate in modo ben diverso da quanto fatto ieri. Vero che quel che conta si gioca a febbraio e giugno, ma altrettanto chiaro che la crescita passi anche attraverso l’Italia.
  • Nessun dramma, si diceva, perché in giro per l’Europa sono cose che succedono spesso a chi gioca l’Eurolega. Tra quelle che hanno già giocato il turno nazionale nel weekend hanno vinto Valencia (89-83 vs Gran Canaria), Malaga (89-70 vs Estudiantes), Real (100-95 @ Burgos), Zalgiris (92-90 vs Liektabelis), Fenerbahce (83-62 @ Galatasaray), Olympiacos (80-55 @ Aris). Sconfitte per Baskonia (73-78 vs Zaragoza), Barça (94-97 vs Murcia) e Bamberg (75-77 vs Alba): stranezze del gioco, tutte sconfitte casalinghe. Giocano stasera Stella Rossa (vs Skopije), CSKA (vs VEF Riga), Efes (vs Demir IBB), Pana (vs Promitheas), Maccabi (vs Haifa) e Khimki (vs Astana). Sarebbe interessante valutare (lo faremo) se, nelle settimane di turno unico in EL (quindi solo giovedì o venerdì),  possa essere di maggior vantaggio giocare in campionato il lunedì, togliendo un allenamento prima del seguente turno europeo, ma permettendo una giornata di riposo o defaticamento in più. In quest’ottica avremo dei riscontri dalla prossima settimana, quando l’Olimpia sfiderà lo Zalgiris al Forum giovedì 9/11 per poi andare a Trento due giorni dopo (11/11), alla vigilia di un ulteriore doppio turno, a Valencia il 15/11 ed in casa con Bamberg il 17/11. Il tutto seguito dalla gara casalinga con Avellino il 19/11. Dettagli e scelte che ogni società ed ogni staff preferisce gestire secondo i propri principi, ma che chiaramente possono influire non poco sui risultati.

 

 

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4 pensieri su “Milano cade a Sassari: nessun dramma, ma qualcosa da correggere c’è

  1. Anche secondo me un tesseramento nuovo è necessario, in sostituzione di Jefferson che appare ancora del tutto sperduto – e ormai è difficile continuare a pensare che si possa ritrovare.
    Tarczewski a me piace molto, e avrebbe bisogno di giocare parecchio, soprattutto visto che Cusin non va a canestro neanche se gli sparano, ma se davvero Young pensa di tornare in dicembre, anche fine dicembre, forse serve di più un Kalnietis che sta ritrovando voglia e forma. Purtroppo non si possono avere tutti e due allo stesso tempo…

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  2. Niente drammi e va bene, ma ho in mente una sola azione da ieri, in teoria in difesa, skip pass che lascia uomo libero nell’angolo debole, niente tiro da 3 bensi entrata e schiacciata a una mano. C’era un nostro uomo, si e’ spostato.

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