Playoffs 2017 : Milano è pronta. O quasi.

L’Olimpia Milano conclude la stagione regolare con un successo molto netto contro la Pallacanestro Cantù. Una gara senza significato alcuno di classifica, che gli uomini di Recalcati tengono aperta per due quarti soltanto grazie ad una percentuale da tre punti miracolosa fino a quel momento (7/10 il dato iniziale, 8/14 a fine secondo quarto). Quando poi i biancorossi entrano in modalità “difesa e transizione” la vallata brianzola si oscura irrimediabilmente: non potrebbe essere altrimenti, vista l’enorme differenza tecnica, fisica e mentale delle due squadre. Il 12 su 31 da 2 punti della Red October racconta di una squadra che, nei pressi del ferro, non ha nulla. A questo proposito il tanto menzionato interesse di diverse squadre di livello superiore (anche di Milano si parlò per qualche tempo, mentre negli ultimi tempi si è vociferato sul Barcellona) per JaJuan Johnson pare, al momento, decisamente discutibile . Ma chiariamo il punto. Se JJJ continua a correre per il campo a questa intensità, il suo impatto al piano di sopra pare assai complicato: non può bastare la ricerca di qualche soluzione individuale per diventare protagonista. Se è vero che il contorno è fondamentale, e quello canturino è ben poca cosa, è palese che si richieda al giocatore un’applicazione ben differente, che rispetti le doti innegabili e possa, da un lato evitare di accontentarsi della soluzione più semplice, e dall’altro sporcarsi le mani dalle parti dei tre secondi.

96-24 è il record milanese in quattro campionati prima dei Playoff. Sinora ciò ha portato a due titoli su tre: il quarto è da conquistare, ma le premesse ci sono tutte. La stagione è stata assai difficile e complicata per molteplici ragioni, quindi considerare la postseason che si apre venerdì come una sorta di passeggiata di salute sarebbe un errore imperdonabile. L’Olimpia oggi non è al top, come giustamente sottolineava in sala stampa Coach Repesa, e le avversarie principali, a nostro parere Avellino e Venezia, sembrano avere decisamente parecchio in più di quanto non avessero quelle dello scorso anno (Reggio in aggiunta alle suddette). Nella storia del gioco, a tutte le latitudini, è spesso accaduto che la forma ideale si trovasse durante il progredire dei Playoff: questo è l’obiettivo milanese, senza alcun dubbio. Ma sempre come giustamente ammonisce il coach croato, guai a pensare di avere di fronte un percorso semplice da subito, perché già Capo, seppur non la stessa squadra di due mesi fa, potrebbe rivelarsi un problema serio. Nel caso vi siano dubbi a riguardo, rivolgersi a Trinchieri ed al suo Bamberg, che dopodomani  si gioca un “must win” tremendo a Bonn, dopo il rovescio interno  di gara 1. Ancora una volta dobbiamo sottolineare come la migliore versione italiana dell’Olimpia arrivi in corrispondenza della presenza in campo contemporanea di Andrea Cinciarini e Jamel McLean: sono nettamente i due migliori del campionato nell’alzare l’asticella difensiva della propria squadra e diventano assolutamente ingiocabili quando portano l’avversario sul loro raddoppio, oggi come ieri una certezza fatta di tempi perfetti. Se gli altri tre giocatori del quintetto sanno posizionarsi bene ed eseguire rotazioni secondo le regole più semplici della pallacanestro, l’effetto positivo è automatico. Ma non è scontato per nulla, viste le caratteristiche di molti milanesi: Macvan, ad esempio, è perfetto, altri latitano parecchio. Il lavoro di una stagione intera e le mazzate subite in Europa hanno lasciato determinati segni, tra i quali uno, però, pare assai positivo dalle parti del Forum: Abass, Pascolo e Fontecchio, giunti a Milano impreparati a sfide di un certo tipo, oggi, invece, lo sono, seppur tra alti e bassi ancora troppo evidenti.

I minutaggi delle ultime gare sono chiaramente volti al raggiungimento della forma migliore senza alcun rischio,  con le punte oltre i 20-25 minuti riservate soprattutto a Kruno Simon, che pare sempre crescere nella seconda parte di gara, ritrovando i ritmi disgraziatamente persi dopo Istanbul (sfida con l’Efes). Sarà un po’ più complicato il percorso per Mantas Kalnietis, cui sarebbero servite almeno un paio di gare in più. La gestione di Rakim Sanders è infine tema di assoluta priorità: nessun rischio è la regola imprescindibile, tenendo conto che da venerdì, qualcuno dovrà stare fuori.

La serie contro Capo d’Orlando è obiettivamente chiusa come pronostico. Come quasi sempre in Italia, dipende tutto da Milano. I siculi, splendidi per tre quarti di stagione, sono stati martoriati dagli infortuni ed hanno faticato a raggiungere un traguardo che un mese  mezzo fa pareva cosa fatta, con un occhio perfino al vantaggio del fattore campo. Capo gioca bene, come pochi nel nostro campionato, ed è sicuramente la sorpresa più grande della stagione: oltre ad essere però inferiore all’Olimpia, ha una struttura tecnica che si adatta decisamente bene alle caratteristiche milanesi. E’ tuttavia fondamentale ricordare che siamo ai Playoffs, dove prima si vince, poi si parla, soprattutto quando il mondo ritiene che tu abbia già vinto prima di giocare.

L’ultima giornata ha completato il tabellone dei Playoffs regalandoci alcuni risultati assolutamente imprevedibili, che però dicono molto dei valori in campo.

Trento arriva quarta, e sarebbe stata seconda senza alcun dubbio, con chiara vista sulla finale, se non avesse avuto il record di sfortuna a livello di infortuni. La miglior pallacanestro del girone di ritorno è quella di Buscaglia, ora atteso alla prova Playoffs, dove troverà una Sassari che non va oltre la sconfitta a Caserta, lasciando il fattore campo all’Aquila.

Venezia gioca seriamente con Brindisi ed onora il suo secondo posto: la Pistoia di Enzo Esposito, senza alcun dubbio allenatore dell’anno, sarà avversaria di tutto rispetto, dopo aver tolto ogni speranza ad una Brescia crollata dopo i fasti di Coppa Italia.

Avellino, già terza, troverà Reggio Emilia, in quella che, apparentemente, potrebbe essere la serie più interessante. Potrebbe, appunto, poiché se Sacripanti ed i suoi paiono comunque squadra dotata di talento ed organizzazione di un certo livello, sebbene un po’ in là con l’età in alcuni ruoli chiave,  Reggio Emilia ha completato una stagione, sinora pessima, con la nettissima sconfitta di Cremona contro un’avversaria già retrocessa. 13 sconfitte contro le 9 dello scorso anno ed un valore di squadra che pare realmente essere peggiorato. nessuno ci toglie dalla testa che il ritorno di Kaukenas abbia peggiorato le cose, già non facilissime, per Menetti.

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