L’uno contro uno di Cremona e l’ultima chiamata per Miroslav Raduljica

Olimpia Milano, post-Cremona, prima del Fenerbahce (24 novembre, ore 20.45). Ci siamo. Analisi, concetti, pensieri. C’è spazio e tempo per tutto, ma prima bisogna partire dai dati. 72-76 in casa della Vanoli Cremona, un successo di vantaggio su Reggio Emilia (sconfitta nella prima giornata da Caserta), un record 8-0 che è il quarto per i massimi campionati europei (dietro l’11-0 del Bamberg e il 10-0 dell’Ulm in Germania, e il 9-0 della Stella Rossa in Aba-Liga). Riflessioni dunque:

La partita. Quando la superiorità, di animo (perché chi sta sul fondo sente comunque di più la pressione rispetto a chi sta in cima) e di talento, permette tante soluzioni nel momento che conta. Milano che non parte col piede sull’acceleratore, ma chiude a +7 il primo quarto. Milano che si ritrova a -7 a 6’ dalla sirena, ma piazza un 14-1 di parziale in 4’. Milano che ancora concede il rientro all’avversario, ma che nel colpevole trova anche il risolutore, Ricky Hickman. Successo quindi, nonostante l’1/11 da 3, che è errore ma anche mancanza di perseveranza nell’errore: 29/52 da 2, vi è un’alternativa. Ma che non si parli di gioco di squadra: 8 assist, su 76 punti segnati (dunque, al massimo 17 punti su assistenza), raccontano di una gara vissuta di 1 contro 1;

Andrea Cinciarini. 0’ tra Baskonia e Stella Rossa, è la massima colpa di Jasmin Repesa. Ma il play italiano, a Cremona, viaggia con 2 punti in 16’, 1/4 al tiro, 0/0 dall’arco, 1 rimbalzo, 2 perse, 2 recuperi e un assist. Troppo poco. Può un giocatore, che ha sempre vissuto il campo, mantenere il suo “io” anche sventolando asciugami? E soprattutto, tutto questo, che senso ha? Il tempo darà la sua risposta;

Miroslav Raduljica. Bruno Cerella è il 14esimo uomo, e questo è ormai aspetto acclarato. Ma a Cremona resta fuori il centro serbo, che a Belgrado ha vissuto il punto più basso della sua stagione. Non tanto per i dati, 8 punti e 6 rimbalzi in 27’, quanto proprio per la modalità dei suoi dati, che raccontano di un giocatore coinvolto in attacco, ma comunque capace di 3/10 al tiro e 3 palle perse, rimanendo un corpo estraneo (ma quanto meno provvidenziale per gli avversari) in difesa. Non ci sono scusanti e, come spesso capita, chi si è svegliato tardi si ritrova all’esame definitivo più difficile: giovedì sera contro Udoh, Vesely e Antic. Il dado è tratto. Il presidente Livio Proli ha promesso interventi sul mercato in caso di necessità. Il centro oggi è necessità, essendo Raduljica l’unico in roster. La dirigenza aveva posticipato ogni decisione ad un dovuto periodo di analisi. Il proposito era: valutare Raduljica con un più ampio minutaggio. L’infortunio di Milan Macvan, in tal senso, era la provvidenza. Macvan esce di scena dopo la gara con il Real Madrid, dove Raduljica vede il campo per 12’ scarsi. Da lì i 15’ contro il Bamberg, i 18’ contro l’Anadolu Efes, i 12’ contro il Baskonia e i 27’ di Belgrado. Nulla è cambiato: se contro il Fenerbahce sarà flop Milano comprenderà la portata del centro da ingaggiare. E per Miro sarà ridimensionamento.

Alessandro Luigi Maggi

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