Un semplice giudizio del roster dei #meninred – Gli esterni

Di Alessandro Luigi Maggi

Dopo i play, proseguiamo la nostra semplice analisi su quello che è il roster dell’Olimpia Milano. Nella nostra terminologia, è tempo di esterni.

AWUDU ABASS

Cosa può dare?

Urge precisarlo. Se questo roster ha subìto un sostanziale salto di qualità, tutto nasce dall’assortimento «italiano», e dunque anche dall’ex capitano di Cantù. Abass non parte con grandi pressioni, ma rappresenta una delle sfide più interessanti per Jasmin Repesa. Nonostante le buone esperienze passate al Pianella, rimane un «diamante grezzo» su cui intervenire in ogni lato del campo. La difesa sarà il punto di inizio, perché è uno dei pochi elementi con caratteristiche di aggressione sulla palla, e perché per dinamismo e attitudini può difendere su guardie, come ali piccole, come all’occorrenza ali forti (soprattutto in Italia, dove è auspicabile un alto minutaggio).

Criticità.

L’ultima stagione canturina, nata sotto i migliori auspici, si è complicata con l’arricchirsi del roster. Ovvio che Milano abbia una forma democratica di composizione, non una monarchia filo-russa, ma il primo test si chiama «adattamento» al basso minutaggio. Una sofferenza, sommata ad una specializzazione troppo difensiva, potrebbe anche avere effetti nefasti.

ZORAN DRAGIC

Cosa può dare?

Giocatore di transizione, è addizione intelligente perché al fisico dei Gentile, dei Sanders e dei McLean contrappone velocità e grande attitudine al cambio di direzione. Fondamentale sarà anche il suo apporto difensivo, figlio più di una buona capacità di lettura (alla D’Antoni, con le dovute differenze) più che di una costante pressione sul portatore di palla.

Criticità.

Repesa lo utilizzerà spesso come portatore di palla, dinamica che lo immalinconì nel regime moscovita di Rice e Shved. Per caratteristiche molto simile ad altri esponenti del roster, la vera minaccia sarebbe una sua riduzione a mera opzione dall’arco. Non è nelle sue corde.

SIMONE FONTECCHIO

Cosa può dare?

Discreto tiratore, tende ad attaccare il canestro garantendo soluzioni alternative ad un attacco fermo e stantio. Di carattere collaborativo, è in grado di dare tutto e subito all’occorrenza.

Criticità. 

La ricercata esplosione alla Virtus si è conclusa con un’amara retrocessione, che ne ha di fatto invalidato il processo di crescita. Dal nulla al tutto, ovvero i campioni d’Italia, il rischio è cader preda delle vertigini.

KRUNOSLAV SIMON

Cosa può dare?

Simon deve fare semplicemente «il Simon», conscio di essere oggi più calato nella dimensione, e dunque più «interpretabile» per i compagni di squadra.

Criticità.

Discontinuità il suo principale male, così come la difesa. E senza difesa, non c’è transizione. Milano ha la qualità per coprire, ma non per eliminare il problema senza il suo sostegno. Da valutare anche la sua risposta in una squadra più talentuosa: nell’ultima stagione, d’altronde, Gentile ha giocato a singhiozzo e Sanders si è visto a febbraio.

Continua… (2/5)

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