Esonero Peppe Poeta | Le ultime ore: i retroscena dell’addio

Alessandro Maggi
esonero Peppe Poeta

Peppe Poeta non è più l’allenatore dell’Olimpia Milano. Ripercorriamo i retroscena e le ultime ore di un’avventura durata poco meno di un anno, capace di portare tre trofei nella bacheca biancorossa. Uno dei matrimoni più brevi e vincenti della storia della pallacanestro italiana, concluso con un esonero. Sorprendente.

Esonero Peppe Poeta: tutto comincia dopo Olimpia Milano-Valencia

È il 5 novembre 2026, sono le 22.30. L’Olimpia Milano ha appena perso 73-84 contro Valencia all’Unipol Forum, davanti a 6.317 spettatori. È l’ottava sconfitta consecutiva in EuroLeague, la nona nelle prime dieci giornate. Peppe Poeta lascia il campo insultato da un paio di tifosi. Una ventina di minuti dopo, in sala stampa, Peppe Poeta viene incalzato dalle domande di Massimo Pisa di Repubblica. Il tecnico non può che prendere atto del momento:

«È una valutazione della società sul mercato e sul resto. Io sto affrontando le prime difficoltà reali, dopo due anni fantastici, l’unico modo che conosco è lavorare al massimo in palestra e al video. E metterci la faccia. Per il resto, sono valutazioni che fa la società». Nell’aria, almeno apparentemente, non ci sono rivoluzioni.

Nell’aria, almeno apparentemente, non ci sono rivoluzioni.

La mattina di venerdì 6 novembre, Poeta dirige regolarmente la sessione video successiva alla partita con Valencia. La testa è già rivolta alla sfida di domenica contro l’Aquila Trento. Tornato all’Olimpia Milano dopo la grande stagione 2024/25 alla Pallacanestro Brescia, culminata con la finale Scudetto, il tecnico di Battipaglia ha un contratto valido fino al 30 giugno 2028. La convinzione è quella di poter continuare il lavoro, cercando anche un sostegno dal mercato per invertire la rotta.

Le riflessioni della proprietà e la decisione dell’Olimpia Milano

Invece, qualcosa si sta muovendo. I vertici della proprietà non sono a Milano. Il presidente Leo Dell’Orco e soprattutto Michele Tacchella, Deputy Managing Director e Global Chief Branding & Commercial Officer del Gruppo Armani, ormai uno dei principali riferimenti del club, stanno riflettendo sulla situazione. Le valutazioni riguardano tutti: dall’allenatore alla dirigenza sportiva.

Le valutazioni riguardano tutti: dall’allenatore alla dirigenza sportiva.

Il Forum semivuoto, i fischi dei tifosi rimasti sugli spalti e una squadra incapace di trovare continuità alimentano la sensazione di un progetto che non riesce più a individuare una via d’uscita. Nel corso della serata di venerdì, la decisione viene presa e comunicata a Peppe Poeta. È esonero. 

È esonero.

Si chiude così un’avventura durata meno di dodici mesi, con tre trofei nazionali conquistati e un rapporto che sembrava destinato a proseguire ancora a lungo.

La reazione di Peppe Poeta: «Ho dato tutto»

Poeta viene colto di sorpresa. È addolorato. Fino a poche ore prima era convinto di poter affrontare la crisi attraverso il lavoro quotidiano e un possibile intervento sul mercato. Quell’opportunità non arriverà. Il sentimento è duplice: delusione per una conclusione inattesa, ma anche profondo rispetto nei confronti della proprietà.

A persone a lui vicine invia un messaggio semplice: «Ho dato tutto. Sarò sempre grato a questa proprietà per l’opportunità».

«Ho dato tutto. Sarò sempre grato a questa proprietà per l’opportunità».

L’opportunità di allenare il club di riferimento della pallacanestro italiana a soli 41 anni. Di vincere, di attraversare le prime grandi difficoltà e di confrontarsi con il peso di una panchina come quella dell’Olimpia Milano. Resta un contratto ancora valido, fino al 2028. E resta un futuro tutto da scrivere, che per diverse ragioni potrebbe anche essere in azzurro. Il resto sarà storia. Nei prossimi giorni e nelle prossime settimane.

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