Olimpia Milano, i tifosi dopo il ko con l’Olympiacos: rabbia per gli arbitri, ma c’è chi vede segnali di ripresa

Alessandro Maggi

L’Olimpia Milano perde anche contro l’Olympiacos, 84-78 alla SUNEL Arena, e scivola a un bilancio di una vittoria e otto sconfitte in EuroLeague. Eppure, rispetto alle precedenti uscite, la squadra di Peppe Poeta ha mostrato segnali incoraggianti. Almeno secondo una parte dei tifosi che hanno commentato la partita sui nostri canali social. Abbiamo selezionato quindici interventi tra YouTube e Facebook. Ne emerge un quadro articolato, tra rabbia per alcune decisioni arbitrali, apprezzamenti per la prestazione e preoccupazioni per il futuro.

La rabbia per l’arbitraggio

Il tema più ricorrente riguarda la direzione arbitrale, soprattutto nella seconda metà della partita. Giovanni non nasconde la propria irritazione, ma salva la prestazione: «Già sono una super squadra, poi l’arbitraggio vergognoso ha deciso lo scarto del fine terzo quarto. Resta una prova di grinta, carattere e buoni tiri che dà un po’ di fiducia».

Giovanni non nasconde la propria irritazione, ma salva la prestazione: «Già sono una super squadra, poi l’arbitraggio vergognoso ha deciso lo scarto del fine terzo quarto. Resta una prova di grinta, carattere e buoni tiri che dà un po’ di fiducia».

Francesco distingue le responsabilità: «Non abbiamo perso solo per questo, ma oggi ci sono stati dei fischi allucinanti». Mario parla di decisioni particolarmente pesanti nei momenti cruciali: «Perso, ok. Squadra rivedibile, ok. Ma solo io ho notato come i fischi siano diventati scientifici ad un certo punto?». Più equilibrata l’analisi di Filippo: «È stata una buona partita persa un po’ per bravura dell’Oly e un po’ per gli arbitri. Nel finale si sono presi buoni tiri e li hanno sbagliati». Michele si concentra su un episodio specifico: «Il quinto fallo di Wright penso sia una comica quanto il quarto», contestando anche il comportamento di Tyrique Jones.

I segnali positivi: Cole, Burnell e una squadra più competitiva

Non tutti, però, hanno letto il risultato esclusivamente in chiave negativa. Ricky, pur avendo contestato duramente l’arbitraggio, riconosce: «Però secondo me buona partita». Mattia individua un possibile punto di svolta nella gestione della squadra: «Cole è il primo play e dimostra che con un playmaker la squadra si ordina e gioca. Quindi indica la strada». Anche Marco sottolinea i progressi: «Questa sera a mio avviso una buona Olimpia. Peccato per alcune decisioni rivedibili. Almeno giocata alla pari contro una squadra sicuramente più forte». Alberto ritiene che Milano abbia raggiunto il proprio limite nella serata ateniese, ma evidenzia una mancanza strutturale: «Stasera si è fatto il massimo, più di così dura. Manca soprattutto un giocatore tipo Miller che nell’uno contro uno ti salta sempre e va al ferro».

Peters e le scelte di Peppe Poeta

Un altro argomento ricorrente riguarda le decisioni dell’allenatore, in particolare l’impiego di Alec Peters nei possessi decisivi. Marco è molto critico: «Certo che mettere Peters nei minuti finali e decisivi, Peppe me lo deve spiegare. Ma che scelta è stata?». Luigi alterna elogi e bocciature: «Buona partita. Cole e Burnell ormai sono imprescindibili. Peters e Guduric sono da mettere in offerta all’Autogrill». Frade, invece, solleva un interrogativo sulla gestione degli ultimi secondi: «Ma che senso ha avuto l’ultimo timeout chiamato da Poeta a tre secondi dalla fine?».

EuroLeague compromessa? La delusione dei tifosi

Al di là della prestazione contro l’Olympiacos, resta il peso di una classifica sempre più difficile. Fabio non vede prospettive europee, pur riconoscendo qualche progresso: «Eurolega già compromessa, ora direi completamente sepolta. Portiamo a casa dalla doppia trasferta di Atene comunque la consapevolezza che qualcosa c’è». Giancarlo fotografa le aspettative deluse: «Quest’anno i tifosi avevano altre speranze. Non certo Final Four, ma nemmeno una vittoria e otto sconfitte. Ci sta la delusione». Infine Diego allarga la critica ai vertici del club: «La società, dopo la scomparsa del signor Giorgio, è allo sbando», esprimendo forti perplessità sulla gestione del progetto sportivo. Quindici commenti che raccontano bene il momento dell’Olimpia Milano. La squadra sembra aver ritrovato competitività nelle due trasferte ateniesi, ma il bilancio resta pesantissimo. E tra i tifosi convivono due sentimenti: la speranza che qualcosa stia finalmente cambiando e la paura che, almeno in EuroLeague, sia già troppo tardi.

Giancarlo fotografa le aspettative deluse: «Quest’anno i tifosi avevano altre speranze. Non certo Final Four, ma nemmeno una vittoria e otto sconfitte. Ci sta la delusione». Infine Diego allarga la critica ai vertici del club: «La società, dopo la scomparsa del signor Giorgio, è allo sbando», esprimendo forti perplessità sulla gestione del progetto sportivo. Quindici commenti che raccontano bene il momento dell’Olimpia Milano. La squadra sembra aver ritrovato competitività nelle due trasferte ateniesi, ma il bilancio resta pesantissimo. E tra i tifosi convivono due sentimenti: la speranza che qualcosa stia finalmente cambiando e la paura che, almeno in EuroLeague, sia già troppo tardi.

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