
Peppe Poeta resta sulla panchina di Olimpia Milano. E Olimpia Milano rilancia. Dopo il pesante crollo di Belgrado contro il Maccabi Tel Aviv, il club biancorosso è pronto a tornare sul mercato per provare a sbloccare una fase estremamente negativa, arrivata peraltro alla vigilia di un calendario sempre più complicato.
Olimpia Milano, si torna sul mercato
La necessità è chiara: un giocatore in più, ma soprattutto un giocatore diverso. Un profilo capace di generare vantaggi, aiutare la squadra a costruire tiri migliori e dare ordine a un attacco che, in questo avvio di stagione, ha mostrato limiti evidenti nella creazione.
La giornata di venerdì è stata convulsa soprattutto all’esterno di Olimpia Milano. Dentro il club, invece, la linea non è mai sembrata quella della rivoluzione immediata. La squadra è crollata contro il Maccabi: sempre a inseguire, sconnessa, travolta da un avversario superiore su ogni centimetro del campo. Dopo il 7-17 dei primi cinque minuti, Moses Wright è rimasto l’unico riferimento offensivo credibile, pur con fragilità difensive evidenti, mentre sono mancati anche giocatori centrali come Leandro Bolmaro e Marko Guduric. Accanto a loro, restano le difficoltà di chi fatica da tempo: Alec Peters, RJ Cole e soprattutto Darius Thompson. Gli alfieri di Poeta non hanno fatto muro, e la terza sconfitta consecutiva tra EuroLeague e campionato ha inevitabilmente aperto il dibattito.
Nella notte tra giovedì e venerdì sono emerse le prime voci sulla posizione dell’allenatore. Se ne è parlato anche nella live di RealOlimpiaMilano su YouTube, sempre nel campo delle indiscrezioni e senza conferme, poi è arrivato il post di Fabrizio Lorenzi su X. Da lì sono iniziati a circolare nomi: Ioannis Sfairopoulos, che ha lavorato con Christos Stavropoulos all’Olympiacos; Luca Banchi, che con Milano ha un conto mai davvero chiuso; Manuchar Markoishvili, profilo senza reali collegamenti con l’ambiente biancorosso. Tutto, però, è rimasto sul piano della speculazione. Nelle ore successive non sono arrivate percezioni di una rivoluzione imminente, pur considerando che una decisione di questo tipo dipenderebbe in primo luogo dalla proprietà. Poi è arrivata l’ANSA, citando fonti interne alla proprietà: fiducia confermata a Peppe Poeta.
La proprietà, oggi, vede tra le figure più attive il presidente Leo Dell’Orco e Michele Tacchella, Deputy Managing Director Global Chief Branding & Commercial Officer del Gruppo Armani, in queste ore lontano dall’Italia, a Marrakech. Il messaggio, pur senza virgolettati nel lancio d’agenzia, è chiaro: si va avanti con Poeta. E si rilancia. Secondo quanto appreso da RealOlimpiaMilano, il club è disponibile a compiere un nuovo sforzo e a tornare sul mercato. Il profilo cercato è quello di un playmaker, un giocatore in grado di creare situazioni di vantaggio. Non necessariamente un realizzatore puro, anche perché a inizio ottobre non è semplice trovare un attaccante di quel livello, ma un facilitatore capace di mettere in ritmo il potenziale dall’arco della squadra biancorossa.
La linea, però, è definita: niente ribaltone in panchina, fiducia a Poeta e mercato come possibile risposta alla crisi. Il resto lo diranno i prossimi giorni. Ma dopo Belgrado il segnale è netto: Olimpia Milano non cambia allenatore, però sa di dover cambiare qualcosa.

E che facciamo poi un roster con 4 play per tenerne 3 sempre fuori? Banchi subito
Voglio vedere dive trovano un play forte in grado di svoltarci la stagione europea. Come al solito verrà il Valentine o il McGruder di turno. Altri soldi buttati visto che tanto la nostra dimensione è il triplete dei poveri.
Ogni commento è superfluo…..incapacità totale ed acclamata
Credo che la dirigenza stia cercando “una macchina che metta il nastro adesivo alle uova rotte”!
Olimpia non sceglierà la via più facile, come molti qui suggeriscono, d’altra parte anche a Messina e a Peterson, diversi anni fa capito’ di essere invisi dai tifosi prima che il roster comprendesse quello che l’allenatore voleva da loro.
Detto questo trovare ad ottobre un profilo adatto è arduo ma non impossibile.
Messina ha fallito a Milano e tempo ne ha avuto (7 anni). Solo una pecora ignorante come te può accostare Messina al grande Dan. E a Poeta gli puoi dare una vita di tempo ma non raggiungerà mai nessuno dei 2. Infatti il tuo pastore l’ha messo lì proprio per evitare che qualcuno potesse fare meglio di lui a Milano (non che ci voglia molto). Taci somaro!!
Tutto fumo negli occhi dei tifosi, secondo lo stile Armani: far finta di agitarsi, buttare via qualche centinaio di migliaia – ma poi piangere miseria – per un giocatore inutile.
Ammesso che sia possibile inserirlo in una squadra dove quelli che ci sono, ancora non si sono inseriti…
Un’incompetenza dirigenziale che dispiace profondamente.
Una società che non è riuscita a comprendere lo sviluppo del basket, e affonda sotto il peso della presunzione che oggi coi soldi si trova ancora qualcuno che tappi i buchi di una coperta stracciata. Che tristezza.