Cinque considerazioni su Maccabi-Olimpia Milano | Esonerare Poeta? Meglio pensare al mercato

Alessandro Maggi 1

A Belgrado è arrivato il terzo ko consecutivo, e un record 1-3 in EuroLeague. Di fronte ad un calendario che si complica, ad inizio ottobre buona parte del cammino europeo potrebbe già essere compromesso. Ma quello che conta è il presente, e una squadra che non pare avere armi per uscire dalla crisi.

Mancanza di segnali

In un momento complesso, una presa di coscienza, prima ancora di una vittoria, richiede segnali. L’Olimpia nei primi 5’ del match di Belgrado ha incassato 17 punti segnandone 7. Quando la palla ha iniziato a pesare, sul -5 ha incassato un 20-9 di parziale in 6’. L’avversario ha tirato con il 69.2% da 2, è sempre stato avanti. Come ci ricorda Giuseppe Marmina nella sua analisi, ha concesso 18 punti dopo palla persa rispetto ai 2 prodotti. I due centri hanno chiuso con 8/9 da 2. Ha perso altri 15 palloni. Nessun segnale, sinonimo di incapacità di sviluppare soluzioni. Sinonimo di crisi nello sport.

Giocatori slegati dal contesto

Il primo pensiero va a Leandro Bolmaro, che parte anche aggredendo la partita, ma sostanzialmente è fuori dal contesto di squadra. Non parliamo di numeri, che in alcuni casi ci sarebbero anche, parliamo di scelte. Contropiede mal gestiti, passaggi forzati, tiri “passati”. L’argentino poteva prendere questa squadra per mano, non da solo sia chiaro, ma in realtà non vi è neanche entrato.

Difesa? Parliamo di attacco

La difesa, in Europa soprattutto, è un problema, ma guardiamo l’attacco. Una squadra nata per tirare tanto da 3 chiude con un 7/26, che segue l’11/23 di Belgrado, il 10/30 con la Virtus e il 7/24 di Vitoria. Si scende, con Bolmaro che ha il 25% come Thompson, Mathews il 23.1 e addirittura RJ Cole l’8.3%. Anche costruendo saltuarie buone conclusioni, la palla non entra e la squadra smarrisce fiducia. Giocano tutti con un “peso” addosso importante, si squagliano al primo vento contrario. 

Esonerare il coach? La solita soluzione

Esonerare un coach non è sempre sbagliato. Sarebbe la lettura più superficiale e stupida. Ad un tecnico bisogna dare il tempo di lavorare, chiedendosi se in realtà non sia il collage dei giocatori ad essere sbagliato. Un tecnico salta quando non ha più la squadra in mano. Oggi c’è ancora il tempo dello sviluppo, Poeta ha e deve avere del credito, ma tra non molto lo step sarà quello di “salvare il salvabile”. E allora ogni decisione potrebbe anche avere il suo senso.

Soluzione mercato?

Altra “solita” soluzione, ma la domanda sorge spontanea. Non è il momento, qui, di chiedersi se ci siano i nomi giusti in circolazione. Ma, qui, pare chiaro che manchi un giocatore in grado di segnare dal palleggio, andando in assolo. Come erano, per intenderci, Armoni Brooks o Shavon Shields. Si può fare a meno di un giocatore simile? Il presente dice no, questa squadra non riesce a trovare alternative. Anzi, non le ha. E probabilmente sarà così anche in futuro. Una riflessione di mercato è urgente.

One thought on “Cinque considerazioni su Maccabi-Olimpia Milano | Esonerare Poeta? Meglio pensare al mercato”

  1. Un inciso, guardando i commenti direi che siamo in piena “Plutocrazia”🤣🤣🤣

    Veniamo a Maggi: se è Poeta che ha “costruito intellettualmente” la squadra meriterebbe l’esonero, però, c’è un però che aleggia sul Forum (e su tutto ciò che succede in casa Olimpia), il convitato di pietra, lui, Ettore Messina, che forse se n’è già andato……forse

    Maggi adesso si è accorto di quanti articoli ha sprecato per Bolmaro su ROM

    Il Mercato: sta società di sfasciacarrozze non riesce a fare mercato quando è tempo di mercato, figurarsi ricorrere al mercato per rimediare ad un mercato sbagliato…..potrebbero, da incompetenti quali sono, persino, anche se sembrerebbe incredibile, peggiorare l’attuale drammatica situazione

    Bene, dopo aver dispensato ottimismo a piene mani, non ci resta che assistere a ciò che succederà……poveri loro, poveri noi

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