Cinque considerazioni su Olimpia Milano-Virtus Bologna | Ben venga qualsiasi cosa scaldi il Forum. Lunghi: difendete!

Alessandro Maggi
Devon Hall vs Virtus Bologna

L’Olimpia Milano ha battuto la Virtus Bologna, e questo è un primo aspetto. Quattro successi nelle ultime cinque gare, per quanto le 4 W siano solo con squadre italiane. Ma iniziare con neanche 7.000 tifosi a palazzo, e chiudere in un tripudio, inevitabilmente scalda il cuore al mondo biancorosso. Che cerca una passione perduta, per tante ragioni, non tutte condivisibili. 


Devon Hall

A 3’ 41’’ aveva due punti sul tabellino il buon Devon Hall. Poi, tripla a 3.40’’ per l’80-77, jumper per l’82-83 a 2’, tripla a 1’03’’ per l’85-83, infine jumper l’87-85 sulla sirena. 10 punti in quasi 4’, tutti quelli di Milano nel finale di gara. Questa è personalità, dire altro sarebbe superfluo. Andate a rivedervi le immagini.


La gestione dei vantaggi

Lo ribadiamo, nella pallacanestro di oggi un +15 non mette più il risultato in una ghiacciaia, soprattutto se arriva nella prima metà di gara. Ma ritrovarsi sul 41-26 dopo 16’, concedere un immediato 0-9 in 2’, e tornare a due soli possessi di vantaggio a fine primo tempo non può essere normale. Eppure è quello che abbiamo visto anche con la Reyer Venezia. Tutto sciupato in un battito di ciglia, un po’ come il +9 dopo 21’. Bastano un po’ di zona, e tanta aggressività, per mettere la sabbia nel motore biancorosso.


La difesa dei lunghi

Mi ripeterò, ma non ci siamo. Milano vince 43-34 a rimbalzo, eppure era avventuroso raggiungere il ferro virtussino, non quello biancorosso. Peters non legge una situazione, Wright non salta mai a protezione del ferro pur dopo aver seguito l’attaccante. Il buon Moses va servito nella maniera giusta in attacco, ma non può contenersi sui falli (ha chiuso a 2). E anche Burnell, che ha dato energia nel primo tempo, deve dare di più. Altrimenti diventa tutto inutile. Si deve difendere d’insieme, quello su cui lavora Poeta, ma serve anche maggiore impegno in queste tappe di avvicinamento.


RJ Cole e Darius Thompson

Lo avevamo detto. Si possono gestire i finali con Hall, Bolmaro e Guduric, ma Cole e Thompson devono “accompagnare” la squadra nel resto del match. Darius lo ha fatto in avvio, Cole anche nel quarto quarto. E’ già qualcosa. E va sottolineato, al netto del valore difensivo degli esterni avversari.


La tensione durante e dopo la partita

Qualsiasi cosa risvegli il Forum, è ben accetto. Garrison Mathews, con la sua totale follia, è riuscito subito nella missione. Sono tutte scene evitabili, sia chiaro, anche perché si era solo al 29 settembre. Ma per chi scrive, le due regine italiane, che tali restano a dispetto delle balle sul “rinascimento del basket nazionale”, hanno regalato uno spettacolo incredibile per 40 e più minuti. 

PS. Ragazzi, va bene tutto, ma Daniel Hackett è anche storia di questo club. Non dimenticatelo. 

PS2. Mumbrù ha ragione sul fischio malandrino nel finale. Il tempismo è stato fatalmente perfetto, e ha deciso un possesso. Ma i fischietti sono un male generale, non solo di Milano. Che più che lanciare ogni tanto messaggi via microfono, non può fare.

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