
Il Senato statunitense ha approvato con 77 voti favorevoli e 22 contrari il Protect College Sports Act, la proposta di legge destinata a stabilire regole nazionali per lo sport universitario. Il testo prevede, tra le altre cose, cinque anni di eleggibilità, il limite di un solo trasferimento senza penalità e maggiori poteri alla NCAA nella regolamentazione di compensi, trasferimenti ed eleggibilità. Il provvedimento deve però ancora passare dalla Camera.
La nuova soglia dei cinque anni non risolverebbe automaticamente i casi di Quinn Ellis e Saliou Niang. Il problema dei due giocatori non riguarda infatti soltanto la durata dell’eleggibilità, ma soprattutto il nodo dei compensi ricevuti nel basket professionistico europeo: Ellis ha giocato con Olimpia Milano, mentre Niang proviene dalla Virtus Bologna. Entrambi restano quindi legati alla valutazione dell’NCAA Eligibility Center sulla regola delle sole “spese effettive e necessarie”.
Il passaggio più delicato riguarda l’aumento dei poteri della NCAA. Il Protect College Sports Act garantirebbe infatti alla NCAA protezioni antitrust limitate per far rispettare le nuove regole, un punto contestato dalle associazioni degli atleti perché potrebbe ridurre lo spazio per impugnare in tribunale alcune decisioni su eleggibilità, compensi e trasferimenti.
Per Ellis, oggi a St. John’s, e Niang, approdato a LSU, non arriva dunque alcun via libera immediato. La riforma promette criteri nazionali più uniformi, ma potrebbe anche rafforzare la posizione della NCAA nelle controversie giudiziarie, rendendo più difficile contestare un eventuale diniego. La partita, per i due ex Serie A, resta quindi aperta.
