
Peppe Poeta, coach di Olimpia Milano, ha parlato in esclusiva a Meridian nei giorni scorsi. Ecco la traduzione completa del suo intervento.
Per prima cosa ha commentato il recente Congresso di Atene e l’importanza di questi incontri per giovani allenatori come lui, appena entrati nel mondo dell’EuroLeague.
«Sono entusiasta. Questo è il mio primo anno da allenatore in EuroLeague ed essere circondato da tecnici così importanti, da vere leggende, rappresenta per me un’esperienza incredibile. Cerco di essere come una spugna e di assorbire tutto ciò che posso da loro».
Secondo Poeta, sono altrettanto preziose le conversazioni che avvengono al di fuori delle sale delle conferenze, dove gli allenatori hanno l’opportunità di scambiarsi esperienze dopo una stagione faticosa.
«È fantastico. Dopo una stagione lunga, questa è un’occasione per rilassarsi un po’, divertirsi e parlare. Tutti i miei colleghi sono stati estremamente gentili con me. Sono un debuttante e credo di essere anche l’allenatore più giovane dell’EuroLeague, quindi tutti mi hanno accolto molto bene».
Alle sue spalle c’è la prima stagione in cui ha guidato una squadra di EuroLeague da capo allenatore, conclusa con due trofei.
«Sono felice. Abbiamo vinto il campionato, abbiamo vinto la Coppa e davvero non avrei potuto chiedere di più. Ho 40 anni e certamente non mi aspettavo di diventare capo allenatore in questo modo. Il piano era diverso, ma quando Ettore Messina si è ritirato ho rispettato la sua decisione. Ho provato a dare tutto me stesso e alla fine è andato tutto bene. Spero che il prossimo anno potremo fare ancora di più».
La collaborazione con Messina a Milano, così come in precedenza con la Nazionale, ha significato molto per lui.
«Ha lasciato un’eredità enorme. È stato qui per sette anni e ha costruito un’organizzazione di altissimo livello. Gli sarò sempre grato perché quattro anni fa mi scelse come suo assistente. Dopo sono andato a Brescia e poi sono tornato. Gli sarò davvero grato per sempre».
Curiosamente, da capo allenatore di Milano non ha ancora vissuto le trasferte di Belgrado contro Stella Rossa e Partizan.
«Quest’anno entrambe le partite si sono giocate all’inizio della stagione ed erano state guidate da Messina. Ma a Belgrado sono stato molte volte anche in passato. Ci sono andato da assistente, ci sono andato da giocatore, ci sono stato tante volte. L’atmosfera è incredibile. La passione per il basket in Serbia è davvero qualcosa di speciale».
Nella prossima stagione avrà quindi l’opportunità di guidare per la prima volta personalmente l’Olimpia davanti alle tribune gremite della Belgrade Arena.
«Prima della partita è incredibile. Ti guardi intorno, è tutto pieno di persone, tutti fanno il tifo e il rumore è enorme. Ma quando la partita comincia, tutto questo non conta più. A quel punto pensi soltanto a come vincere».
Il riferimento alla Stella Rossa ha portato la conversazione anche sugli ex giocatori del club di Mali Kalemegdan con i quali Poeta ha lavorato. Nikola Ivanović, in una precedente intervista con Meridian Sport, aveva raccontato come Poeta lo avesse chiamato per convincerlo a raggiungerlo a Brescia, dove insieme hanno vissuto una stagione straordinaria.
«Lo adoro! È il mio uomo. Lo consiglierei a qualsiasi squadra. Non ho una figlia, ma lo consiglierei persino come genero. È una persona eccezionale e un giocatore eccezionale».
A Milano ha avuto la possibilità di lavorare anche con un altro ex giocatore della Stella Rossa, il nazionale serbo Marko Gudurić.
«Marko è uno dei giocatori che comprendono meglio il basket tra tutti quelli con cui ho lavorato. È estremamente intelligente. Dà sempre il meglio quando ce n’è più bisogno. Ha avuto alti e bassi durante la stagione a causa di problemi al tendine d’Achille, ma quando sono arrivate le partite più importanti, nella fase finale della Coppa Italia e nei playoff contro Venezia, è stato un vero leader. Ha sempre preso le decisioni giuste e segnato tiri importanti. È molto altruista ed estremamente piacevole da allenare. Mi sono davvero divertito a lavorare con lui».
Nella scorsa stagione ha lavorato anche con l’ex giocatore del Partizan Zach LeDay.
«È pieno di energia. È estremamente competitivo, un ragazzo eccezionale. Può giocare sia da quattro sia da cinque. Ha disputato un’ottima stagione. Credo abbia giocato circa 90 partite e che non ne abbia saltata nemmeno una mentre era con me».
Nella prossima stagione Milano potrà contare anche sul neo campione di EuroLeague Alec Peters.
«Onestamente, è un giocatore che piace molto sia a me sia alle persone del club. Crediamo che abbia un grande potenziale. Prima delle Final Four non aveva avuto un grande minutaggio e siamo stati fortunati a riuscire a prenderlo. Sarà una parte molto importante della nostra nuova squadra».
Per quanto riguarda la prossima stagione, Poeta crede che la sua squadra possa compiere un passo avanti in EuroLeague.
«Ci vedo come una squadra intelligente. Penso che, se i leader rimarranno sani, avremo il giusto equilibrio. Saremo ancora una volta degli outsider in EuroLeague, questo è sicuro. I budget degli altri club sono enormi, quindi partiremo in seconda fila. Ma sono ottimista e guardo sempre il lato positivo. Sono felice anche del fatto che Bolmaro continuerà a crescere giorno dopo giorno. Abbiamo preso anche alcuni giocatori che non hanno mai disputato l’EuroLeague, come RJ Cole e Jason Burnell. Questo può rappresentare un certo rischio, ma non c’è dubbio che abbiano una grandissima fame».
Ha quindi provato a spiegare quale sia la sfida più grande nella costruzione di un roster di EuroLeague e nella ricerca di rinforzi in un mercato molto complicato.
«Il problema più grande non è la qualità. Sono stato un giocatore e so che molti cestisti provenienti da EuroCup, Basketball Champions League o campionati nazionali hanno la qualità per giocare in EuroLeague. La sfida più grande è l’aspetto mentale. Il problema non è l’abilità, ma riuscire a giocare ogni due giorni per dieci mesi, mantenendo costanza, salute e preparazione mentale. Disputi una grande partita il martedì, non hai nemmeno il tempo di riposarti, viaggi dall’altra parte dell’Europa e meno di 48 ore dopo giochi un’altra partita altrettanto importante. Questa è la parte più difficile dell’EuroLeague».
Si è soffermato anche sui problemi di preparazione provocati da un calendario sempre più congestionato e dal fatto che le squadre non abbiano molto tempo nemmeno per prepararsi alla stagione.
«È molto difficile. In pratica hai un mese di lavoro, poi un gran numero di giocatori parte per le Nazionali. Durante la stagione provi soltanto a costruire l’identità della squadra. Quando hai un’identità chiara, non devi cambiare molto dal punto di vista tattico, perché semplicemente non c’è tempo. Quando giochi ogni due giorni, non esiste quasi spazio per un lavoro tattico serio».
A causa del calendario impegnativo, le squadre cercano di costruire roster sempre più profondi, ma questo comporta vantaggi e svantaggi.
«Sarà molto difficile. Da una parte vuoi avere un roster più ampio, ma dall’altra nessun giocatore è felice quando non gioca. Non è semplice trovare il giusto equilibrio».
Poeta ha spiegato per quali caratteristiche vuole che la sua squadra venga riconosciuta.
«Voglio una squadra che scenda in campo in ogni partita con energia e con il massimo impegno. Se riesci a ottenere questo, hai già fatto metà del lavoro. Come ho detto, oggi non puoi cambiare molto tatticamente a causa del ritmo delle partite. Per questo, se la tua squadra gioca in modo duro e con grande energia, come Šaras ripete sempre, sei già a metà strada verso il successo».
Poeta ha poi parlato della stabilità dell’Olimpia, che da anni riesce a rimanere ai vertici del basket italiano.
«C’è qualcosa di speciale: la famiglia Armani. Giorgio Armani e ora le persone che portano avanti la sua eredità, Dell’Orco e gli altri che hanno preso in mano il club. Hanno dato stabilità, serietà e classe. L’organizzazione possiede una struttura solida e grazie a loro il club è stabile. Saremo sempre grati per l’eredità che ha lasciato».
Il discorso si è spostato anche sui cambiamenti nella geografia del basket italiano. Sempre più club vogliono inserirsi nella lotta al vertice e stanno nascendo realtà ambiziose come Napoli e Roma.
«Sarà molto interessante. Onestamente, nessuno sa come sarà. Vedremo come costruiranno le squadre, come organizzeranno i club e quale sarà il loro livello. Se da tutto questo nascerà qualcosa di positivo, sarà un bene per il basket italiano».
La differenza tra le squadre di vertice e le altre si sta riducendo sempre di più.
«Negli ultimi cinque anni sono state soprattutto Milano e Virtus Bologna, ma ci sono molti club che stanno cercando di raggiungerle. Venezia, Brescia, Tortona… Ci sono proprietari seri che investono denaro. Ora stanno arrivando anche due club di Roma e c’è Napoli che sta crescendo. Il campionato sta diventando sempre più interessante. Continuo a pensare che il campionato spagnolo sia di qualità superiore, ma credo che quello italiano stia tornando a un livello molto alto», ha concluso Peppe Poeta nell’intervista concessa a Meridian Sport.

Fare di Guduric (sesto uomo nel Fener), una star da quintetto base, non ha funzionato…….potrà la stessa operazione riuscire con Peters?……attenzione……..
Non ha funzionato perchè utilizzato da play e, come ho già avuto modo di scrivere, bisogna comunque ringraziare il giocatore che ha messo da parte il proprio ego per cercare di rendersi utile alla squadra in un ruolo che necessitava di aiuto e dove il rischio di incontrare difficoltà era alto, il tutto con problemi fisici che non gli hanno dato molta tregua… vediamo quest anno dove, mi auguro, in teoria dovrebbe tornare a svolgere ciò che gli riesce meglio
1) Ma perchè è stato utilizzato da Play considerato che play non è ?
2) Forse perchè è stato preso come play titolare un altro bidone che corrisponde al nome di Lorenzo Brown.
3) A roster di play c’erano : Ellis, Mannion, Flaccadori quindi perchè utilizzare sempre fuori ruolo i giocatori ?
Non cerchiamo sempre alibi per delle scelte scellerate e soprattutto molto costose……….
Ma che alibi si starebbe cercando? Sto rispondendo a fab che sottolinea come prendere un sesto uomo dal Fener per farne uomo da quintetto base a Milano non avrebbe funzionato, e mi sembra corretto specificare che però se Guduric fosse stato utilizzato come al Fener è un conto, ma siccome quest anno lo si è fatto giocare in un ruolo non propriamente suo (e che lui comunque ha ricoperto al meglio delle proprie possibilità, anche fisiche, mettendosi al servizio della squadra e non è affatto scontato), direi di aspettare di vedere come e dove giocherà quest anno prima di tirare una conclusione come quella di fab.
I motivi per cui Guduric è stato utilizzato da play nulla c’entrano con questa specifica discussione e anzi tirarli in ballo per la 1000esima volta è pure noioso.
Concordo sul fatto che quest’anno , senza problemi fisici, potrebbe essere un buon sesto uomo, un campione con la C maiuscola non lo è mai stato…….
Concorderai però che farlo giocare troppo spesso da playmaker è stato un grave errore che ha danneggiato il giocatore e l’Olimpia..soprattutto quando, escludendo Lorenzo Brown, in quel ruolo avevi ben 3 alternative.
Premessa: quando è stato acquistato, l’estate scorsa, l’idea era di far giocare Guduric A FIANCO di un play (Brown).
Fatta questa doverosa premessa, che poi il giocatore sia invece stato schierato lui stesso da play per sostituire Brown prima infortunato e poi messo fuori rosa è un dato di fatto e sicuramente ciò non ha giovato alle prestazioni di Guduric che anzi ha faticato parecchio anche perchè per un lungo periodo alle prese con problemi fisici cronici (ricordo quando Messina disse che avrebbe dovuto riposare ma era impossibile causa le numerose assenze dei compagni).
La società, per un motivo o per un altro, ha deciso di non acquistare un sostituto di Brown e di “sacrificare” Guduric nel ruolo di secondo play da alternare ad Ellis, Messina prima e Poeta poi hanno entrambi preferito utilizzare Guduric come secondo play piuttosto che dare minuti a Mannion o Flaccadori mi spinge a dire che evidentemente, dato che in toeria nessuno vuole autolesionarsi, entrambi ritenessero fosse la scelta migliore per la squadra: il giocatore sicuramente ha però patito, non sfornando prestazioni memorabili, ma ri-sottolineo come si sia comunque messo a completa disposizione della squadra e questa non è una cosa scontata, anzi. Però, per giudicare l’effettiva bontà dell’acquisto di Guduric, aspetterei almeno di vederlo schierato in un ruolo a lui congeniale, non sacrificato a fare il play, cosa che in teoria dovrebbe accadere nella prossima stagione. Un trascinatore non lo è mai stato, ma sicuramente a schierarlo chiedendogli di eseguire compiti non propriamente suoi non lo si aiuta.
Alla fine si sono comunque vinti 3 trofei in Italia, quindi la scelta ha portato comunque a qualcosa di buono per l’Olimpia.
Ciao Cap, fino al 23 novembre ( ultima partita con Messina in panchina ) gli esterni, erano tutti presenti, tutti abili e arruolati. ( Ellis, Mannion, Flaccadori, Tonut ,Brooks e Bolmaro…quindi, nessune numerose assenze ) Guduric, è stato fatto giocare per scelta, anche in stagione regolare lba…( contro Tortona, Sassari, Venezia, Reggio Emilia, Brescia, Treviso, Trapani e Trieste…sono 8 partite…se, non era al 100% della condizione, si poteva tranquillamente evitargli il sovraccarico..)
il problema peters esiste perchè non ha cambi, se non booker, io plaudo la virtus che sta prendendo molti giocatori che i più non conoscono ma che possono fare bene e sta equilibrando il quintetto, 3 pivot contro uno, ancora un paio di acquisti e non so se il gap con l’olimpia ci sarà.
Ciao Luca, ( purtroppo ) per Peppino, i cambi di Peters ci sono…il suo amico Ricci, Burnell, e Akele.
ciao Dario, purtroppo la coperta e’ un pò corta…..
Poeta dice una castroneria via l’altra. “Voglio una squadra che giochi sempre con energia”, ma poi sono cotti perchè giocano sempre i soliti 10.,
Sull’impiego del roster dice “che non è semplice trovare il giusto equilibrio”, e infatti lui l’equilibrio non l’ha trovato affatto.
Almeno ha la decenza di non acquistare 20 giocatori come Messina.
Qual’e l’assunto? All’Olimpiakos ha fatto bene, ma ha margini di ulteriore miglioramento, vedrete cosa farà da noi…….
Attenzione Poeta, attenzioneeee……..(mica ‘so scemi Barzokas & c.)