Olimpia Milano post Venezia #1 | In transizione biancorossi ingiocabili in Italia, ma la Reyer non è entrata nella serie

Alessandro Maggi

Olimpia Milano post Reyer, e uno… si entra nelle LBA Finals nel modo più netto possibile: battendo la Reyer Venezia 100-80 e mandando subito un messaggio alla serie. Non è solo una vittoria larga, è una prova di profondità, ritmo e presenza mentale.

La fotografia della serata è nel dato delle panchine: 55-12 per Milano. Il quintetto iniziale biancorosso chiude con plus/minus medio di -1,6, la second unit con un clamoroso +22,8. È lì che la partita cambia volto, con Nico Mannion, Leandro Bolmaro, Pippo Ricci, Marko Guduric e Ousmane Diop capaci di spaccare il match.

La svolta, quasi comica, arriva a 2’54” dalla fine del primo quarto, sull’autocanestro di Jordan Parks. Venezia è avanti 13-12, Milano sorpassa e non si volta più. Da quel momento arriva un parziale di 12-2 fino alla fine del primo periodo, poi diventato 29-8 sul 41-21 di metà secondo quarto.

La Reyer sbaglia tanto, anche appoggi facili, e chiude il primo tempo con 13/33 dal campo. Per l’Olimpia è un invito a correre: quando Milano può andare in transizione con gente come Bolmaro, Shields, Ellis e Guduric, in Italia diventa quasi ingiocabile.

Dentro questo contesto brilla soprattutto Ousmane Diop, miglior marcatore con 18 punti e 6/6 dal campo. Nei playoff viaggia ormai vicino agli 8 punti di media e soprattutto completa davvero una rotazione a dieci uomini che oggi sembra la grande forza dell’Olimpia.

Milano in questi playoff ha un record di 7-1, segna 88,5 punti di media e ha uno scarto medio di +12. I punteggi raccontano continuità: 96, 77, 84, 88, 79, 93, 91 e ora 100. Non è più solo una squadra che aspetta i suoi leader: è un gruppo che trova ogni sera qualcosa da tutti.

Ora, però, la serie deve ancora iniziare davvero. Milano ha tirato con un irreale 61% da tre, dopo aver chiuso le prime sette gare playoff con 56/173, cioè il 32,4%. Probabilmente aveva tirato troppo male prima, ma ha tirato anche troppo bene ieri sera.

Venezia, al contrario, non è entrata nella finale. Bowman, Wiltjer e l’ex Valentine sono rimasti ai margini della partita, mentre Tessitori e Cole hanno provato almeno a dare un riferimento. Se la Reyer alzerà le percentuali e costringerà Milano ad attaccare più a metà campo, il copione potrà cambiare.

La morale è semplice: l’Olimpia ha fatto esattamente quello che doveva fare, approcciando la serie con fisicità, corsa e profondità. Venezia no, non ci è proprio entrata. Ma le finali sono fatte di botte e risposte, tensioni e polemiche. Siamo solo all’inizio.

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