Olimpia Milano post Brescia #4 | Con la difesa i biancorossi sono i favoriti. Anche perché la regia ha retto

Olimpia Milano post Brescia

Olimpia Milano post Brescia, e quattro. Olimpia Milano è ancora lì. Per la quinta volta negli ultimi sei anni i biancorossi giocheranno la finale Scudetto, dopo aver chiuso sul 3-1 la serie con Brescia e dopo aver attraversato i playoff con sei vittorie e una sola sconfitta. Delle quattro finali precedenti ne ha vinte tre e persa una, ma ci sarà tempo per parlarne. Oggi resta il dato più netto: Milano passa perché è stata superiore, più profonda, più continua sui 40 minuti e molto più performante nella metà campo difensiva.

Ha ragione Peppe Poeta quando dice che avrebbe firmato per arrivare in finale con queste percentuali da tre punti. La sua Olimpia Milano ha aperto la serie con il 47.6% dall’arco, poi ha tirato con il 20.8%, il 38.1% e il 28%. Non sempre è entrata la palla pesante, ma i biancorossi hanno sempre trovato continuità da due punti: mai sotto il 50%, con il picco del 74.4% in gara-4. Una squadra che non vive solo di strappi, ma che sa costruire vantaggi anche quando il tiro perimetrale non la sostiene.

La chiave, però, è stata dietro. Brescia in quattro gare ha tirato con il 45.73% da due, contro il 52% della stagione, e con il 34.78% da tre, contro il 37% della stagione. Numeri che pesano, perché raccontano una serie indirizzata dalla capacità di Milano di togliere comfort ai riferimenti avversari. Dopo l’1/11 da due imposto a Miro Bilan in gara-3, al Forum è arrivato anche il lavoro su Amedeo Della Valle, fermato a un 5/10 complessivo con appena 1/1 da due.

«Il nostro cinismo parte dalla difesa», ha detto Peppe Poeta. E questa serie lo conferma pienamente. Brescia valeva 87.3 punti a partita, ma non ha mai raggiunto quella quota in nessuna delle quattro gare. Milano ha reso complesse le ricezioni di Della Valle, ha accettato i cambi, è rimasta sull’uomo, ha protetto l’area e ha tolto continuità a una squadra che per tutta la stagione aveva vissuto di ritmo, fiducia e gerarchie consolidate.

Ora l’Olimpia Milano arriva alle Finali Scudetto da favorita. Lo dicono i risultati: Supercoppa, Coppa Italia e sei vittorie su sette nei playoff. Lo dice anche il contesto: delle altre serie, tre sono arrivate a gara-5, mentre Virtus Bologna vivrà gara-4 con le spalle al muro. Milano è favorita perché oggi appare più forte della Reyer Venezia e decisamente più in condizione di una Virtus che, suo malgrado, continua a perdere pezzi per problemi fisici.

Soprattutto, Milano ha dieci giocatori che stanno facendo il loro. Quinn Ellis si rende utile in difesa anche quando la palla non entra, Nico Mannion massimizza la decina abbondante di minuti a disposizione e Leandro Bolmaro è stato il vero MVP di queste semifinali. Il problema in regia esiste, ma se questi tre rispondono così, il quadro cambia. E allora sì: questa Olimpia Milano può davvero sognare.

2 thoughts on “Olimpia Milano post Brescia #4 | Con la difesa i biancorossi sono i favoriti. Anche perché la regia ha retto

    1. La scelta non è così ovvia, perché se Ellis ritrova un po di fiducia in attacco, come si è intravisto in gara 4 e all’inizio dell’anno (non parliamo dell’anno scorso a Trento) allora, per quanto stimi il flacca, mi tengo Ellis.

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