“Ho il mio modo di allenare: va smussato e adeguato al livello. Guduric? Non mi sono arrabbiato”: stile Peppe Poeta

Alessandro Maggi 3
Peppe Poeta Bartzokas

Peppe Poeta, nel corso dell’incontro con i media di venerdì pomeriggio, ha parlato anche del momento della sua carriera, del suo modo di allenare e commentato le parole di Marko Guduric.

Sul momento della sua carriera

«Sono così giovane che i primi due anni della mia carriera sono andati oltre il sogno. Il primo anno a Brescia abbiamo raggiunto una finale storica, l’anno scorso abbiamo conquistato un Triplete storico. Penso di stare vivendo un sogno e l’unica cosa che chiedo è di poter continuare a viverlo il più possibile. Provo a metterci tutto me stesso, sapendo di dover imparare tantissime cose».

Sulla crescita da allenatore

«Sono soltanto al terzo anno da capo allenatore e ho la percezione che ci siano ancora mille cose da imparare. Questa posizione mi piace tantissimo: sono passato dall’essere un giocatore esperto, a fine carriera, a essere un allenatore giovane, curioso, appassionato e innamorato del gioco».

«Provo a circondarmi delle persone giuste e a chiedere il più possibile a tutti. Voglio ricevere più feedback possibili e ho cercato di costruire uno staff con tanta esperienza, per riuscire a vedere ancora più cose».

«So che poi tutto può dipendere dal fatto che la palla entri oppure no, ma provo a fare il massimo e a togliermi di dosso il peso che una panchina del genere, a un’età così giovane, inevitabilmente comporta».

Sulla gestione del gruppo

«La gestione di un gruppo così grande, con quindici giocatori, è qualcosa che ogni giorno ti fa scoprire aspetti differenti. Tenere tutti coinvolti e felici, come piacerebbe a me, è complesso. Entrare nelle sfaccettature della quotidianità rappresenta una scoperta continua».

«Questa è la mia prima preseason con quindici giocatori. È la prima volta che devo gestire dei nazionali, decidere quali schemi inserire prima e quali dopo, quali difese introdurre e come organizzare il processo di apprendimento dell’intera squadra».

«Ogni volta mi trovo davanti a una nuova sfida. È estremamente stimolante e molto bello, ma devo essere bravo a diventare una spugna, perché per me sono tutte prime volte».

Sul suo modo di allenare

«Io ho il mio modo di allenare. Logicamente deve essere smussato e adeguato al livello, al momento e al senso di urgenza. Qualche volta, piano piano, mi arrabbierò un po’ di più anch’io, ma sempre con i miei modi e con il mio modo di essere».

«Le maschere cadono velocemente. I giocatori sono molto più intelligenti di quanto si possa pensare: se non sei te stesso e provi a essere qualcosa di diverso, non vai da nessuna parte».

«Io devo provare ad allenare essendo la migliore versione di me stesso e non la copia di qualcun altro».

Sul confronto con i giocatori e sulle parole di Guduric

«Mi confronto molto con i giocatori che hanno vinto e che hanno giocato a un certo livello, perché voglio migliorare. Marko Guduric mi ha dato alcuni consigli e mi ha detto anche che avrei dovuto sgridarlo di più. In tanti mi hanno detto che avrei dovuto prendermela male quando Marko ha detto che sono troppo buono, ma per me è un complimento. Ascolto i consigli, ma poi faccio quello che penso sia la cosa migliore».

3 thoughts on ““Ho il mio modo di allenare: va smussato e adeguato al livello. Guduric? Non mi sono arrabbiato”: stile Peppe Poeta

  1. Che il modo di allenare di Poeta debba essere adeguato al livello (Eurolega) necessario per un allenatore dell’Olimpia Milano è chiaro da tempo.

    Ma questa ammissione di inadeguatezza al ruolo che ricopre non dovrebbe bastare alla dirigenza per farlo fuori?

    Ah già. La dirigenza a sua volta inadeguata e Poeta sono stati scelti dallo stesso manager rookie, Ettore Messina.

    Avanti così che va tutto bene.

  2. Mi chiedo: quando si sgonfiera’ la bolla Poeta? Mi sembra che ROM, da un po di tempo, pratichi un culto sacrilego: il culto del Dio Poeta

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