
Peppe Poeta è il protagonista di “Uomini e Canestri”, la rubrica di Luca Chiabotti su Repubblica-Milano. Queste le parole del coach di Olimpia Milano nel giorno del via dei playoff.
Sugli alti e bassi
«Abbiamo prodotto tantissimi momenti di ottima pallacanestro anche contro squadre molto forti — dice il tecnico dell’Armani — ma limitare i momenti negativi all’interno della singola gara è la chiave dei nostri playoff. I motivi? Un po’ di cose assieme. Avere due giovani, come Ellis e Mannion, nel ruolo chiave di playmaker ti permette degli up che poi tutti, io per primo come allenatore oltre a tutta la squadra, dobbiamo sostenere assieme quando arrivano i down. Il basket moderno è fatto di parziali, va trovato un filo comune per limitare quelli negativi, che sono una cosa da sistemare con la difesa e leadership in attacco che, complessivamente, non è mai stato un problema»
Sulle voci di mercato
«Sarei un ipocrita se dicessi che la situazione è facile ma bisogna avere l’onestà intellettuale di ammettere che funziona così per tutti. Il mercato comincia sempre più in anticipo, non è una situazione piacevole ma penso che tutti, poi, nei playoff giochino per vincere»
Sulla Corsa Scudetto
«Potrebbe succedere qualsiasi cosa. Già l’anno scorso, a Brescia, se non si fosse fatto male Ndour in gara-1 della finale contro Bologna, non so se sarebbe finita così… Virtus e Olimpia hanno avuto due stagioni complesse, hanno cambiato allenatore, sono in una situazione meno stabile che in passato e la cosa potrebbe avvantaggiare le avversarie. Noi non vogliamo che questo accada e ci auguriamo di trovare, in ogni partita, la compattezza che abbiamo avuto tante volte quest’anno»
Su EuroLeague
«Che il livello è sempre più alto, gli investimenti aumentano e oltre alle solite big, ci sono new entry come Hapoel Tel Aviv e Dubai che spendono molto e vogliono vincere subito. È un mercato molto diffìcile, con budget inarrivabili e devi puntare su idee, corpi, salute, e talento. I nostri modelli devono essere Zalgiris e Valencia, saper competere senza un budget enorme con idee, qualche giovane, provando a sorprendere. Per Milano i playoff sono sicuramente un obbiettivo, ma non farli non è un fallimento guardando a quello che c’è in giro»

E’ un fallimento, e’ un fallimento, Peppe!