
Oggi Olimpia Milano perde il Professore. Gianfranco Pieri è morto a 89 anni, lasciando un vuoto enorme nella storia del club biancorosso e del basket italiano. Fu uno dei simboli più alti dell’Olimpia, ma soprattutto uno dei primi veri playmaker moderni della pallacanestro italiana.
Nato a Trieste nel 1937, Pieri aveva iniziato a giocare da pivot nel settore giovanile della Ginnastica Triestina, con cui vinse il titolo nazionale juniores nel 1953 e nel 1954. Nel 1955 l’esordio in Serie A con la squadra giuliana e una partita da 34 punti contro la Borletti che convinse Cesare Rubini a chiedere subito al presidente Bogoncelli di portarlo a Milano. La stagione successiva era già all’Olimpia.
Fu proprio Rubini a cambiargli il destino tecnico, trasformandolo da lungo in regista. Nel 1957 Pieri vinse il suo primo scudetto con la Simmenthal e ricevette il Canestro d’Oro come miglior giocatore del campionato. L’anno successivo arrivò anche il Canestro d’Argento. I compagni lo soprannominarono “Il Professore”, non solo per gli occhiali, ma per carisma, intelligenza e capacità di comandare la squadra.
Con Olimpia Milano vinse nove campionati: 1957, 1958, 1959, 1960, 1962, 1963, 1965, 1966 e 1967. Fu capitano dal 1964 al 1968 e da capitano sollevò la prima Coppa dei Campioni vinta da una squadra italiana, quella del 1966. In totale, alla corte di Rubini, giocò 291 partite e segnò 3152 punti.
La sua storia passò anche dalla Nazionale. Pieri ricevette la prima convocazione a 18 anni, vestì 61 volte la maglia azzurra e realizzò 524 punti. Partecipò alle Universiadi di Torino del 1959, conquistando la medaglia d’argento, alle Olimpiadi di Roma, chiuse al quarto posto, e poi ai Giochi di Tokyo.
Finché ha potuto, Gianfranco Pieri ha sempre fatto arrivare il suo supporto a Olimpia Milano. Un legame mai interrotto, fatto di appartenenza, memoria e affetto vero. Oggi il club saluta uno dei suoi capitani storici, uno dei suoi grandi uomini, uno dei nomi che hanno costruito la grandezza della maglia biancorossa.

Ciao Prof … un altro pezzo della storia dell’Olimpia ci lascia .. tante immagini da bambino … con quel tuo palleggio alto ma che nessuno mai riusciva a rubarti pallone..
Quando ci siamo trovati a giocare contro io ragazzino e tu al Lissone, non ci credevi neppure tu, ma insegnavi basket ancora .. e mi dicesti di non pensare che mi avresti fatto segnare xke eri amico di mio papà 🤣🤣🤣… un grande uomo e un grande giocatore ❤️🤍🙏🥹
Venne a Tortona qualche anno fa, con Signora, quando in panchina del Derthona Basket c’era Giulio Iellini. Lo chiamai e gli strinsi la mano con l’emozione di un ragazzino. Parlammo di alcuni compagni: Riminucci, Ongaro, Sardagna, Vittori, Volpati, Vianello…….Come stile, un grande signore!