Olimpia Milano post Udine | Squadra che si scioglie contro chiunque, che sia Barcellona o Varese. E senza Shields

Il commento dopo il ko di Udine

Olimpia Milano post Udine

Olimpia Milano post Udine, ennesimo quarto quarto passivo, e partita che se ne va. Soprattutto, ennesima occasione persa. La Virtus Bologna era ferma, Brescia e Venezia sono uscite sconfitte dai rispettivi match domenicali. L’Olimpia poteva agganciare il secondo posto, ora certamente la Virtus è irraggiungibile o quasi.

Il fattore campo nei playoff ha un valore sopravvalutato. Ma comunque concreto. Per uno Scudetto, lo insegna la storia dal 2020 ad oggi, devi avere a che fare con la Virtus. Che sia in finale, nei quarti o in semifinale, poco conta. Questo non toglie che i biancorossi abbiano il dono di non approfittare delle situazioni, come consolidare con un messaggio di sfida positivo il momento nero della rivale.

E non c’è il capro espiatorio Shavon Shields: 7 punti segnati negli ultimi abbondanti 5’, se ne incassano 20, gli ultimi possessi (pur con qualche dubbio lecito sullo sfondamento fischiato a LeDay, il piede sotto di Alibegovic a Brooks e un recupero con piede sulla persa di Bolmaro) che sono un terrore, tripla di Nico Mannion a parte.

Che, certamente, vuole tanti palloni in mano, ma prende decisioni migliori di Ellis o dello stesso argentino. Almeno in questa fase della stagione. Resta un fatto, non conta l’avversario. L’Olimpia Milano può sciogliersi con chiunque, che sia il Barcellona, il Monaco, Udine o Varese. E questo è quello che spaventa di più. Perché Poeta ha ragione, non si da il giusto valore ad ogni possesso. Evidentemente, citando Ettore Messina, l’Olimpia Milano è già con la testa a NBA Europe.

4 thoughts on “Olimpia Milano post Udine | Squadra che si scioglie contro chiunque, che sia Barcellona o Varese. E senza Shields

  1. È sotto gli occhi di tutti che in Olimpia Milano non funzionano tante cose. Inutile negarlo, la causa di tutti i mali risiede nello strano rapporto che si è instaurato tra la proprietà ed EM. La prima si è completamente affidata ad un solo uomo (EM) e gli ha perdonato errori madornali sia a livello societario ( soldi sperperati a vanvera) ed errori tecnici e di parquet commessi a ripetizione. Il secondo (EM) ha abusato di questa situazione procrastinandola sino all’ inverosimile ed oggi lo si vede ancora a bordo campo e seduto nella stanza dei bottoni. Fino a quando non si romperà questo legame mortale per le sorti dell’Olimpia inutile parlare di playmaker , guardie, ali grandi e piccole, centri etc..etc…di mercato e quant’altro. Sono quasi 7 anni che rivediamo lo stesso film……La confusione regna sovrana e sinceramente ne abbiamo piene le scatole ( eufemismo).

  2. Quale NBA? Silver sta facendo marcia indietro. Pare che l”advisor JP Morgan, dopo attenta ricerca, gli abbia confessato che in Europa, e tanto meno in Italia, sia impossibile trovare chi sia disposto a mettere sul banco 500 milioni (leggere proprio ROM a questo proposito).

  3. Shields non è il capro espiatorio, semplicemente sarebbe successo lo stesso anche con Shields……ci sono millanta prove a riguardo, vi è un malessere profondo nell’architettura di questa squadra, è necessario un radicale rinnovamento della “basket operation”, vedremo se sapranno compierlo……..dubito

    Ha detto bene Maggi, gli ultimi possessi sono, come al solito, un Orrore, nello specifico LeDay, fuori controllo, è deragliato, in generale è tutto l’atteggiamento confusionario che non dà adito a scuse plausibili, atteggiamento confusionario che peraltro conforta la fiducia delle squadre avversarie (che infatti ci castigano, ricordo che al Palalido sempre con Udine abbiamo vinto per e con un miracolo di Brooks)

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