
Ettore Messina, nell’intervista concessa al Corriere della Sera, ha parlato anche del basket moderno e dei possibili sviluppi futuri.
Su NBA Europe: «Quando mi dicono “tu vorresti che arrivi l’America a tutti i costi” io rispondo di sì, porterebbe un riallineamento tra obiettivi economici e risultati sportivi. L’ideale sarebbe una fusione con Eurolega».
Per un basket cambiato molto negli ultimi anni: «L’Eurolega è diventata sempre di più una lega di giocatori piuttosto che di allenatori. Una volta in Europa gli allenatori contavano molto, oggi di meno. E ne faccio una questione di sistema: una volta esisteva un processo, una squadra partiva da un punto e cresceva fino a raggiungerne un altro. Adesso ci si concentra solo sul vincere o perdere, con pochissimo tempo per allenare. Detto questo, non si può essere nostalgici. Il basket è cambiato».
E il suo atteggiamento duro ha pagato? «Io non voglio dire se sia meglio essere amici dei giocatori o se invece sia giusto essere più “duri”. Ci sono grandi allenatori in entrambe le categorie. Voglio però dire una cosa su di me: io ero più rompiscatole quando ero giovane, ma se vinci, la cosa viene vista sotto una luce diversa. Oggi Jasikevicius è più rompiscatole di me, ma vince e nessuno glielo fa pesare».
