
La partita si apre tutta da un dettaglio tecnico: l’Asvel ha lunghi di grande verticalità e atletismo, e la fisicità di Josh Nebo sarebbe stata l’argine naturale per reggere urti, tagli e presenza sopra il ferro. Senza di lui, Milano non può pensare di pareggiare quel piano “a specchio”: deve piuttosto spostare il confronto su un terreno diverso, togliendo ai francesi la loro comfort zone fatta di ritmo basso, contatti e difesa dura. Una possibile leva è alzare il numero di possessi, anche con quattro piccoli per aumentare velocità, spaziature e letture, e per costringere l’Asvel a difendere più lontano dal ferro, senza poter controllare la gara con la stessa efficacia.
Dentro il match
L’Olimpia Milano torna in trasferta, dove ha vinto cinque volte in stagione, e lo fa a Villeurbanne contro un’Asvel che ha solo sette successi ma arriva nel suo miglior momento: in casa ha tenuto testa al Barcellona e ha perso di un punto con il Panathinaikos, in più è reduce dalla vittoria di Bologna. La crescita passa anche dall’addizione di Braian Angola e dall’esperienza di Thomas Heurtel: esterni capaci di accendere e soprattutto “guidare” una partita che l’Asvel vuole sporca, spezzettata e difensiva, come già era riuscita a fare all’andata a Milano.
Milano arriva dal largo successo su Baskonia, costruito con continuità offensiva e un secondo tempo di grande solidità difensiva, la chiave delle sue migliori serate stagionali. L’emergenza però prosegue: Leandro Bolmaro e Josh Nebo non sono disponibili, quindi servirà che Nico Mannion e Diego Flaccadori sostengano la rotazione degli esterni come nell’ultima gara e che Devin Booker confermi l’impatto mostrato contro Baskonia. Stefano Tonut e Ousmane Diop saranno in panchina ma non ancora utilizzabili, al contrario di quanto dovrebbe accadere già da lunedì prossimo a Treviso.
C’è anche un piano motivazionale evidente: l’Olimpia ha bisogno di vincere per restare agganciata alla zona post-season e, con il successo, andrebbe a -1 dal Monaco nella corsa play-in. E dentro una sfida che chiede lucidità e durezza, può diventare una serata speciale anche per Shavon Shields, a cinque punti dai 2.000 segnati in EuroLeague con Milano.
