
Zach LeDay è il protagonista di “Uomini e Canestri”, la rubrica di Luca Chiabotti su Repubblica-Milano. Ecco alcuni passaggi della sua intervista.
SUL MOMENTO
«Quello che è successo con Stella Rossa e Zalgiris dimostra che il livello d’Eurolega è così elevato che certe partite devi vincerle tre volte: non basta giocare 35’ buoni, devi farlo per 40. E questo è quello che dobbiamo imparare come squadra, lavorando ogni giorno al massimo perché vogliamo essere grandi per questo club e la città».
SULLA RIPARTENZA
«Ora più che mai, dobbiamo fare quegli sforzi in più che nessuna statistica rivela: lottare, buttarsi per la palla, prendere uno sfondamento, rubare una palla, deviarla, fare un passaggio in più. Sono piccole cose, quei dettagli che ci avrebbero potuto far vincere partite che abbiamo perso negli ultimi possessi. Ne abbiamo parlato molto tra noi veterani».
SU MESSINA E POETA
«Prima cosa, Messina è una leggenda del basket, ha preso una decisione. Peppe è giovane, vibrante, ha portato buona energia. Ma è tutto nuovo, per i cambiamenti che ci sono stati prima e durante la stagione. Non bisogna dare nulla per scontato, ma lottare per ottenerlo. Anche in campionato, le difficoltà del calendario lo rendono ancora più insidioso. Dobbiamo essere umili e mostrare in campo la gratitudine per essere oggi nella posizione e nel club in cui ci troviamo»
SU MILANO
«Credo che non si debba mollare, che tutti gli obbiettivi, anche i playoff di Eurolega, siano ancora raggiungibili. Come leader voglio essere consistente e mostrare ai più giovani, anche con l’esempio, che ogni giorno si deve picchiare sulla pietra con sempre maggiore forza e dedizione e che, se certi momenti sono difficili, non devi smettere di costruire quello per cui sei stato chiamato. Milano è la mia città preferita, per quello che offre anche alla mia famiglia, per la sua cultura. Sento che devo fare tutto quello che posso al mio meglio. È una città dove le persone lavorano ogni giorno duramente, dobbiamo continuare a lottare come fanno loro».
