Olimpia, l’Eurolega è davvero finita? Sembra di sì, ma il calendario…

Fabio Cavagnera 7

Tre gare di ritardo dal decimo posto, situazione praticamente disperata, anche se il cammino non è impossibile

Olimpia Milano post Dubai

La doppia sconfitta con Stella Rossa e Zalgiris ha reso quasi un’utopia la corsa ai play-in per l’Olimpia Milano. La squadra di Poeta è tredicesima in classifica, staccata di tre partite dal decimo posto, dove si trovano (appaiate in ottava piazza) proprio le due squadre con cui sono arrivate le sconfitte negli scontri diretti ed il Panathinaikos. Una situazione molto complicata, quasi disperata, seppur avendo mantenuto almeno lo scontro diretto favorevole con tutte e tre queste rivali.

Olimpia Milano Eurolega | Il calendario biancorosso

Il record attuale è di 11 vittorie e 13 sconfitte per l’EA7 e, seppur non ci siano confronti con le stagioni passate, visto che è la prima a 20 squadre, presumibile servano almeno 21 vittorie per poter sperare di entrare nella post-season. Restano ancora 14 gare da giocare, quindi servirebbe un record di 10-4 per arrivare a quel traguardo. Milano ne giocherà 7 in casa e 7 in trasferta.

Shields e compagni avranno quattro impegni non impossibili nelle prossime quattro giornate: Partizan, Baskonia e Dubai in casa, trasferta con l’Asvel. Tutte squadre con record negativo, anche se all’andata i biancorossi hanno vinto solamente contro i francesi. Poi ci sarà la sosta per la Coppa Italia, quando si tireranno alcune somme. Se Milano dovesse fare l’en-plein, arriverebbe allo stop con un record di 15-13, presumibilmente accorciando la distanza su almeno qualcuna delle tre rivali.

Il calendario si farà più arduo alla ripresa: trasferta sul campo dell’attuale capolista Hapoel, gare in casa con Barcellona e Maccabi, doppia trasferta con Fenerbahce e Monaco. Qui l’obiettivo potrebbe essere vincerne un paio, magari le due all’Allianz Cloud. Il rush finale inizierà con il derby al Forum con la Virtus, poi la doppia trasferta Parigi e Valencia, la gara in casa con il Bayern e la chiusura al Pireo. Prendendo le ipotesi precedenti, Milano dovrebbe chiudere con 4 vittorie su 5 per arrivare a quota 21. Non certo facile, però per rimontare la classifica qualche colpo serve.

Olimpia Milano Eurolega | Il commento

È davvero possibile? Le due imprese sarebbero la vittoria interna con il Barcellona ed il colpo a Valencia, poi gli altri ipotetici successi dovrebbero essere fattibili per l’Olimpia, compreso il derby con Bologna, visto che in stagione l’EA7 è 2-1 con i felsinei, pur avendo perso male il precedente europeo. Il giochino è bello, però bisogna fare poi i conti con una squadra che non ha mai avuto continuità in stagione, perdendo le partite che potevano dare una svolta, senza inoltre rendere il proprio parquet un fortino. Anzi, troppo spesso è stato violato, anche da squadre non di élite. Alla luce di questo, lo scenario pare improbabile. E, ovviamente, se arrivasse anche solo una sconfitta nelle prossime quattro, l’addio ai sogni sarebbe definitivo.

7 thoughts on “Olimpia, l’Eurolega è davvero finita? Sembra di sì, ma il calendario…

  1. Ma per piacere, non solo l’Eurolega è finita, ma anche la Coppa Italia e il Campionato. Dobbiamo pensare solo all’anno prossimo.
    Via Messina, via Poeta e ci restano solo 6 giocatori: Ellis, Shields, LeDay, Bolmaro, Nebo e Brooks.
    Tutto il resto è noia come diceva il Califfo.

  2. Se noi fossimo lo Zalgiris, sostenere la nostra squadra anche nei momenti difficilissimi come gli ultimi 4 anni, sarebbe molto più facile: soldi non troppi, nucleo di giocatori italiani allevati in casa, grande passione per il basket di tutta la dirigenza, quindi capacità di fare le scelte giuste sul roster, e via col coltello tra i denti a caccia di quell’emozione che ti dà ottenere un risultato molto spesso superiore alla carta – la carta dei soldi e dei grandi nomi.

    Invece a me pare normale essere indignati e arrabbiati fino alla contrarietà, per una squadra come la Milano Messina che ha enormi potenzialità economiche, capacità di pagare le star, una storia che meriterebbe rispetto, cervelli che ospitano carriere importanti, ma che invece affoga malamente nell’anonimato, che distrugge i giocatori italiani e scialacqua quelli di un suo vivaio pure promettente, pagata da un mondo di specchi, diretta da qualcuno che oggi sconta l’ambizioso tour extraeuropeo che si è concesso da comparsa, con la perdita della passione per il proprio mestiere sportivo, e con quella anche la sua anima cestistica per un delirio di cui non è all’altezza.

    Nelle Armani di Rocca e Mordente, Bucchi &co in panchina, dei dirigenti fiondati direttamente dalla moda, era evidente che una squadra salvata dal baratro stava facendo il meglio possibile, i risultati non erano molto diversi da quelli di oggi, ma la spesa era meno della metà, la resa il doppio di oggi, perché con quei mezzi vedevamo tutti che si stava facendo il possibile – che c’era in ballo l’emozione fondamentale dello sport, di fare al meglio tutto il possibile e qualcosa di più.
    Non c’erano più di 3.500 spettatori al Forum, non eravamo glamour, ma conoscevamo tutti il sapore di quell’emozione.
    Anche perché eravamo ancora sotto choc per la paura di veder chiudere la nostra storia…

    Poi non siamo più stati lo Zalgiris.
    E quegli abbonati che vanno al Palalido, sono stati spennati.
    (Forse giustamente).

    Quindi è impossibile non tifare la nostra Olimpia, ma con un costante senso di profonda amarezza e contrarietà, di cui francamente faremmo volentieri a meno.

  3. Non credo che questa squadra possa fare l’impresa, Guduric e Brown sono una delusione e non abbiamo ne Melli ne un Hall ne un Hines che possano difendere degnamente. Con questa squadra, Virtus permettendo possiamo ambire solo a coppa Italia e forse lo scudetto.

  4. Tra l’arrivare noni/decimi o fuori dai play-in di EL non c’è molta differenza perché nel primo caso dovresti vincere due partite su due da dentro/fuori con la migliore ipotesi una in trasferta e sappiamo da ben 4 anni che Milano ha sempre toppato le partite decisive. Il giochino del calendario lasciamolo a chi non ha niente da fare.

  5. Finita?…con 14 partite ancora da giocare, è evidente che non è ancora finita…ma, il problema non è il calendario…è la squadra…a 360° gradi…dal vertice della piramide decisionale, all’ultimo dei giocatori…inutile guardare il calendario: Milano ha perso 3 partite in casa ( Valencia, Stella Rossa e Zalgiris ) e 5 in trasferta ( Partizan, Bayern, Baskonia, Dubai e Virtus ) 8 partite perse, contro squadre alla nostra portata. Troppe!!

  6. Bene che vada (ma andrà sempre male) si vinceranno un po di gare in striscia, per poi perdere quella decisiva……un inedito o cosa già vista in passato?…..fate voi…..

    Ma, oggi come oggi, mancano le premesse anche solo per creare un illusione (come nelle scorse stagione)
    L’impressione è che sia andato tutto a catafascio……e non c’è neanche l’esperienza di coach Messina che ci possa salvare…..

Comments are closed.

Next Post

QS: Saliscendi Olimpia. Poeta punta l'ottava dopo i guai in Coppa

«Saliscendi Olimpia. Poeta punta l'ottava dopo i guai in Coppa» titola la Gazzetta dello Sport oggi in edicola.
Olimpia Milano Stella Rossa

Iscriviti