Olimpia Milano post Zalgiris | Flop europeo vicino, adesso l’obbligo è evitare un altro disastro in Italia

Alessandro Maggi 6

Olimpia Milano post Zalgiris, la ricaduta è durissima. Doveva vincere la squadra biancorossa, per forza. E invece è arrivata un’altra sconfitta

Olimpia Milano post Zalgiris

Olimpia Milano post Zalgiris, la ricaduta è durissima. Doveva vincere la squadra biancorossa, per forza. E invece è arrivata un’altra sconfitta, che manda il nono posto a +3 e magari anche il decimo, se oggi la Stella Rossa dovesse passare alla Virtus Arena. Cosa non facile, visto che i bianconeri hanno un record 8-3 tra le mura amiche.

La matematica non può condannare al 23 gennaio, ma al 23 gennaio tutto sembra ormai sfuggito di mano. Ed è gravissimo, martoriando ancora di più una piazza segnata da tre campagne europee fallimentari consecutive, che ragionevolmente saranno quattro.

Nel 2022 impensabile. Invece è così. L’Olimpia Milano era tornata sulla cartina del basket europeo, ora ne è riuscita celermente, sommando anche giocatori di grande curriculum. E non sarà facile rientrarvi. Perchè ora i big arrivano solo con grandi ingaggi, che pensando al Guduric di questi mesi sono quattrini gettati al vento.

Con lo Zalgiris l’approccio è stato buono, anche grazie a Josh Nebo. Appena è entrato Devin Booker la musica è cambiata, e i plus/minus delle seconde linee fanno pensare: Brown -2, Booker -7, Bolmaro -9, Ricci -10, Guduric -15. Il totale di squadra è un -20 in un match perso di 4…

Provocazione: Josh Nebo ha impattato meglio del collega, ma senza di lui Guduric e Brown hanno perso un riferimento per il p&r sbilanciando i due quintetti? La partita ha detto questo, le responsabilità sono comunque più dei giocatori che del coach. L’Olimpia in estate si è affidata al serbo e al nazionale spagnolo, oggi cerca di vincere partite decisive con Ellis, Shields e Brooks…

Nel finale nessuno ha avuto un’idea giusta, nessuno ha saputo prendere per mano la squadra, ancora una volta, come capita da anni, per quanto Shavon Shields abbia segnato il canestro del potenziale pareggio, ma la raccapricciante direzione arbitrale ha deciso diversamente. 

Peppe Poeta doveva dare maggiore spazio a Lorenzo Brown? La distanza tra i due sembra incolmabile, è Davide Pessina in cronaca su Sky a confermare quella che era la nostra visione in Supercoppa: «Palleggia molto alto». Non è una garanzia, ha bisogno di minuti e leadership il play ex Maccabi, ma è ancora in grado di farlo? Da quello che vediamo, no, e la non presenza difensiva non è certo controbilanciata dalla lucidità in attacco.

Cosa deve restare? Compattezza intorno a Peppe Poeta, comprensione del momento, lavorare in direzione Italia soprattutto, trovando in Europa una miccia per restare competitivi e crescere come squadra. Più che il prossimo match con il Partizan, allora, fondamentale diventa l’appuntamento di metà febbraio a Torino.

Perché non si può ancora regalare un secondo disastro consecutivo ai tifosi. Che sono sempre meno, azzoppati dalla poco comprensibile gestione della campagna abbonamenti estiva. Incomprensibile per un club che in questo ha sempre fatto la differenza in positivo. Ieri il Palalido si è scaldato solo per un tecnico a Peppe Poeta, tacendo nel finale, per il resto è stata una piccola Zalgirio Arena. Non è un fortino in cui si avverte il solito, giusto equilibrio tra curiosità, svago e passione. Non è un fattore.

6 thoughts on “Olimpia Milano post Zalgiris | Flop europeo vicino, adesso l’obbligo è evitare un altro disastro in Italia

  1. Raccapricciante direzione arbitrale. E quedta la chiave oltre ai troppi giocatori impalpabile nei momenti topici Guduric in primis (da spedire al piu presto)
    Puoi batterti contro squadre di livello ma cotro la terna di idioti prevenutin e’ sempre partita persa

  2. La prima cosa che mi ha ferito, in questa partita, è stata vedere Nebo, in difesa, finire troppe volte contro Francisco, ben vicino alla linea dei 3 punti.
    È il concetto a ferire, perché significa consegnarsi all’avversario con le mani legate – e la colpa non è certo di Nebo.
    Mani che noi tifosi invece vorremmo slegate, per applaudire la nostra squadra che se la gioca con grazia e qualità.

    Dice: lo stesso potrebbero dire i lituani del duello Ulanovas Shields nella loro difesa.
    Sì, ma Shields, a parte la partita da attaccante straordinario che ha realizzato ancora una volta, non ha tutte le soluzioni di cui dispone un play di livello pari al suo come il francese, che oltre a segnare, crea spazi e vantaggi per la squadra, grazie al proprio ruolo.

    Guduric. È una Ferrari, ma se gli leghi l’aratro dietro, e la mandi per campi, allora la colpa dei tifosi ignoranti che lo schifano è tua!

    Ho cercato di preservare una certa neutralità di commento su Poeta fino a oggi, anche grazie a certi risultati che ha ottenuto che mi hanno gasato.
    Quando vedo però che ripete sempre gli stessi errori, e vedo la matrice di quegli errori, riesco sempre ad augurargli di trovare il bandolo e rovesciare la stagione europea, ma la fiducia che ci riesca davvero è un po’ sfumata.
    Cerco di essere obiettivo per quanto possibile, di non calcare troppo la mano in questo momento di difficoltà suo e della squadra, ma come purtroppo dimostra Bolmaro, entusiasmo ed energia senza tecnica e tattica sono niente più che qualche notte di baldoria sugli illustri scalpi, mentre gli altri proseguono invece in avanti a ritmo regolare.

    Per Shields dispiace, perché la sua classe, grinta e forza meritavano un destino ben migliore di questi 6 anni che gli hanno buttato nell’anonimato.

  3. Il cambio sistematico è un arma da usare ma a/con ragione. Così fatto,fa ridere. I giocatori hanno colpe ma l’allenatore di più.

  4. La confusione, che regna sovrana nella proprietà/società, si riversa in maniera negativa su coach e squadra.
    Vorrei avere risposte alle seguenti domande :
    1) Chi comanda veramente nell’attuale società Olimpia Milano. ovvero a chi spetta l’ultima parola su chi acquistare e/o chi
    vendere?
    2) Perchè non si fa chiarezza , una volta per tutte, su quello che sarà il futuro di EM ? Resterà con altri ruoli ancora a fare danni a Milano, o ci libererà, una volta per tutte, dalla sua ingombrante e nefasta presenza ?

    3) Che intenzioni ha la proprietà dopo la scomparsa di Giorgio Armani ??? Resterà dando un nuova struttura alla società (chiamasi rifondazione tecnica) o cercherà di vendere a qualche Fondo ????

    Considerato che, con molta probabilità, anche quest’anno vedremo giocare i Play off di E.L da altre squadre, e forse ci giocheremo solo scudettino LBA (salvagente di EM per troppi anni nei confronti di una ingenua proprietà), sarebbe auspicabile conoscere quali sono le reali intenzioni della proprietà?

    1. In ogni azienda, quando uno del Top viene “dimissionato”, si prende il contratto di consulenza per la gestione dei quattrini ancora in corso, ma non si presenta più alla portineria. Da noi, con la proprietà ostaggio di un “alfa” come Messina, continuiamo a vedere la sua faccia imbronciata in prima fila, anche nelle trasferte. Ma cosa scriverà mai sul misterioso taccuino? Forse i tempi dei bonifici? Dovevano “dimetterlo” in toto, affidare pro tempore la società a Stavropoulos, da salutare poi a fine anno, o da rivalutare dopo gli inutili anni passati sotto il Pobo a stringere mani e partecipare alle riunioni NBA 2027.

  5. E quel che è peggio (mi sbilancio, perché in realtà al peggio nella Olimpia Milano di questi anni non c’è limite) è che nel Palalido dovremo giocare ancora tante partite, in un arena senza atmosfera, con tanti inevitabili vuoti e un disinteresse crescente causa la non competitività del team…..un vero orrore, che francamente, già a Gennaio non avremmo mai immaginato

    Concentrarsi su Coppa Italia e Scudetto è forse un po poco, è anche difficile e imbarazzante farlo, per un roster(imponente) costruito (male) per affrontare sfide ben più perigliose: anche tutto ciò potrebbe ulteriormente mettere in difficoltà il gruppo squadra…….e il coaching-staff? Beh, quello è in difficoltà da tempo…..vabbe, sono tutti pagati per farlo, ma forse è un po poco come motivazione

    Auguri a tutti loro

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