I miracoli di Shields non bastano. Al Lido lo Zalgiris spinge l’Olimpia lontano dai play-in

Alessandro Maggi 18

Non è la notte della speranza. E’ la notte della disillusione. L’Olimpia Milano si allontana forse definitivamente dalla zona play-in cadendo in casa con lo Zalgiris Kaunas

Non è la notte della speranza. E’ la notte della disillusione. L’Olimpia Milano si allontana forse definitivamente dalla zona play-in cadendo in casa con lo Zalgiris Kaunas. Dopo la Stella Rossa, un altro scontro diretto perso tra le mura amiche, al termine di una double week da incubo dopo la lezione subita dal Real.

A dare quello che potrebbe essere un colpo di grazia all’Olimpia Milano è un ex, Maodo Lo. 10 punti nel quarto quarto, a chiudere il risveglio biancorosso trainato dai 14 punti di Shavon Shields nel terzo, e dal tecnico per proteste incassato da Peppe Poeta ad inizio ripresa.

Non basta ad una squadra che segna pochissimo nel finale, che gioca a lungo senza play con Ellis in panchina e Brown in campo solo in avvio, e che vive di isolamenti. I lituani mettono la museruola ad Armoni Brooks con Sleva e Giedraitis, togliendo LA bocca da fuoco a giochi rotti.

Resta l’amarezza per alcuni errori arbitrali fatali nel finale. Un fallo in attacco fischiato a Shields che sarebbe stato canestro e fallo per il potenziale pareggio, e un altro notificato a Josh Nebo. Ma sono episodi, 82-86 il finale

La partita

Peppe Poeta lancia Nebo nel quintetto iniziale, e la bontà della scelta la si comprenderà con il passare di minuti. Non che ci fossero dubbi. Shields segna 8 punti in sei minuti, il centro accompagna, massimo vantaggio sul 21-10 a 3.08.

Bene, entra Booker, e lo Zalgiris risponde con un 12-1 che impatta la sfida entro l’avvio del secondo quarto. Troppo molle l’ex Bayern, spaesato, e sostanzialmente troppo utile Nebo, che copre le magagne altrui dando profondità all’attacco o correggendo al ferro.

L’Olimpia, dal canto suo, resta altalenante ed incerta, con Shields e Nebo a quota 10 riesce a chiudere sotto di uno un primo tempo sempre condotto, nonostante anche un Bolmaro che elettrizza la squadra ad inizio secondo quarto con 5 punti, un assist e un recupero difensivo. 19-10 a rimbalzo non capitalizzato, ma c’è un segnale importante dalla difesa lituana, che concede solo 6 tentativi da 3 contro i 22 da due, chiudendo con profitto lungo il perimetro.

Lorenzo Brown? Peppe Poeta ci prova senza convinzione solo nel primo quarto, ottenendo solo una difesa e una palla persa, meglio andare da Bolmaro e Guduric come alternative ad Ellis, che non impressiona ma tiene dietro. Anche perchè il serbo non pare in serata, e allora nel terzo quarto deve succedere di tutto per rianimare una Milano che va subito sotto di 5 al rientro in campo.

Questo succede quando un clamoroso fallo in attacco fischiato a Shields su Francisco scatena la rabbia di Peppe Poeta, che si prende il primo tecnico in carriera. Succede a 7.46 dalla fine del terzo quarto. Segnatevelo, è storia. La risposta è accendere il Palalido, risvegliare Milano che piazza un 13-2 di parziale, con Shields a produrre 14 punti in 10′.

Non è la soluzione, anzi. Dietro l’angolo c’è Maodo Lo, due triple e otto punti praticamente in fila, e Francisco, ovviamente. +4 Zalgiris con 2.30, perchè i lituani giocano meglio, sono più lucidi davanti e organizzati dietro, Olimpia che gioca a lungo senza play, e non ha nulla da Brooks, strozzato dalla gabbia di Masiulis con Sleva e Giedraitis.

C’è un clamoroso errore arbitrale è vero: il fallo in attacco di Shields non è tale, sarebbe valso due punti e il libero del pareggio. Non sarà così, e comunque i biancorossi segnano 11 punti 9′. Quando contava.

18 thoughts on “I miracoli di Shields non bastano. Al Lido lo Zalgiris spinge l’Olimpia lontano dai play-in”

    1. È un gioco di squadra o mi sono perso qualcosa..?? sembra tennis o scherma.
      Svegliateviiiiiiii.. non è un sport individuale… vergognaaaaa.. poeta bastaaaaaa

    2. È proprio quello il problema se prendiamo un Allenatore con A maiuscola il primo che farebbe fuori è proprio Shields.

      1. Probabilmente si o anche che saprebbe disciplinarlo ma stasera una squadra impresentabile nei singoli, nel gioco, nello spirito (Bolmaro rideva in panchina) Dunston e Mannion in panchina fissi .. veramente nulli

        Ciao Simmenthal

  1. Dopo stasera spero almeno di non vedere più L. Brown e Booker in quintetto.
    E dopo la fine della stagione neanche Poeta in panca

  2. Non si passsno la palla,non difendono, niente palla al centro.
    Senza san Brooks fanno ridere.
    Poessina

  3. Vergognaaaaaa.. perdere contro una delle squadre più scarse di Eurolega è semplicemente indice di incapacità totale.. Poeta allenatore indegno di tale nome.. difesa assente.. gioco confusionario.. rotazioni senza senso… bastaaaaaaa.. altra stagione buttata.. con i giocatori che ci sono basterebbe un allenatore serio invece siamo in mano ad un dilettante che ci porta al baratro.. cacciatelo subitooooo

  4. Sconfitte.. solo sconfitte.. sempre Sconfitte.. sono 3 consecutive.. di cui due partite ampiamente già vinte.. in casa contro squadre che più scarse non si puo..

  5. Booker non gli danno un pallone
    Brown é stato ridicolo solo prenderlo ma Mannion n.e. perché??
    Poessina accorcia le rotazioni,bravo…si vede l’esito
    Allenatore scarso.
    Prendiamone uno serio per l’anno prossimo

    1. Cacciarlo sibitooo.. incapaceeee.. far peggio del precedente era difficile… ci siamo riusciti.. un applauso a tutti

  6. Da sempre sostengo che un allenatore influisce poco
    Io come spesso mi è successo la gran parte delle colpe va attribuita a chi va in campo
    Deluso parecchio deluso

  7. Non parliamo degli arbitri che da sempre sono i peggiori in campo.
    Il falo di sfondamento fischiato a Shiel ci ha rubato dei tre punti del pareggio.Magari avremmo perso lo stesso ma e da troppo tempo che mandano a fischiare tre idioti

  8. con mezzobpkay è un solo pivot non si può giocare una pallacanestro organizzata di alto livello con continuità, punto.
    Tutto il resto è contorno.
    Le colpe di questo quinto anno di disastro europeo sono della stessa persona che ha fallito i precedenti quattro e ha costruito un roster mediocre in generale da un punto di vista tecnico, fisico e di personalità e pessimo nei ruoli chiave del gioco del basket.
    Poeta è un ottimo capro espiatorio scelto per questo motivo. Chiaro che non è all’altezza (almeno per ora) ma è stato scelto da Messina e mandato allo sbaraglio con una squadra senza ne capo ne coda, con alcune buone individualità ma senza la chimica tecnica essenziale per costruire una squadra all’altezza

  9. 3 play a referto, zero in campo nei minuti finali.
    Risultato: non facciamo un’azione decente, 1 vs 5, 10 punti fatti e 30 subiti come con la Stella Rossa, sconfitta.
    Poi sarà colpa di Brown che ha giocato 5 minuti o magari di Mannion che non è manco entrato, però se ci tiriamo la zappa sui piedi non stupiamoci della fatto che nel quarto quarto spariamo dal campo.
    I play questi sono, magari fanno pena ma tanto a non schierarli si perde ugualmente quindi si provi a far giocare sti benedetti play che perdere per perdere almeno si cerca di gestire la palla decentemente, che dall’altra parte ci ha sconfitto Maodo Lo mica Diamantidis o Spanoulis.
    Oltre che senza play alla fine eravamo pure stra cotti.
    Calendario favorevole —> 3 sconfitte su 3, bene ma non benissimo.

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