
Peppe Poeta ha rilasciato un rapido commento ai microfoni di Sky Sport dopo il ko di Olimpia Milano con il Fenerbahce.
«Non abbiamo mai trovato ritmo in attacco, abbiamo sbagliato tante triple, abbiamo provato a competere ma nei momenti in cui ci siamo avvicinati abbiamo perso il ritmo della partita.
Non a caso sono i campioni, difficile giocare contro di loro e la loro potenza».

Avversario tostissimo e chirurgico. Unica cosa, a inizio ultimo periodo, forse la scelta di Guduric in campo non è stata felice, sta recuperando e forse la lucidità nel finale in quel momento mancava. Ma avremmo perso comunque perchè ad oggi sono piu’ forti e basta e noi andiamo avanti con un rookie come play. Urge intervento sul mercato in questo ruolo.
Come già detto, Poeta non può fare i miracoli nascondendo gli errori fatti da altri nella costruzione del roster. Manca un play titolare di livello EL che permetta a Ellis di crescere con calma in EL, manca tonnellaggio in ala piccola e mancano cm e peso fisico e tecnico in area.
Unici appunti a Poeta, che però ha portato freschezza leggerezza e motivazione: Gudoric e Shields non possono stare in campo assieme se si vuole un gioco minimamente fluido, Guduric troppo in campo questa sera e se non si vuole deragliare in attacco in modo continuativo (palle perse a go go), Booker non è un cinque ma un quattro con fisico e così andrebbe usato, però manca un cinque alternativo a Nebo perché forse Duston non può tenere il campo. Comunque gli errori di costruzione del roster e gli infortuni a volte rendono queste scelte sbagliate ma obbligate.
In ogni caso Fenerbahce molto più forte questa sera (15 punti ci stanno tutti) e prestazioni nettamente insufficienti (dal 4 al 5) per tutti i giocatori ad eccezione di Ellis e Brooks che meritano piena sufficienza
Come dicevo prima della partita la solfa sarà sempre questa: se di vince grande Poeta se si perde addosso a Messina. Facciamocene una ragione.
Chiaramente fino alla fine di quest’anno gli oneri ed eventualmente parte degli onori saranno di Messina che ha costruito e per molti mesi gestito questo gruppo. Certamente dall’anno prossimo gli oneri e gli onori saranno di qualcun’altro (se Messina si farò totalmente da parte e non avrà voce in capitolo nella costruzione del roster). Non si possono dare troppe colpe a Poeta che gestisce un gruppo non suo e d’altro canto se, senza ulteriori innesti importanti, il gruppo si dimostrerà vincente sarà anche merito di Messina. Così funziona secondo semplice e banale logica, che piaccia o non piaccia.
Troppo comodo, allora ci andavo io ad allenare.
Poeta ha accettato di fare il secondo è dopo ha accettato di essere il coach. Quindi oneri ed onori. Da oggi la responsabilità della squadra è sua.