
Se l’Olimpo avesse ancora posti disponibili, uno toccherebbe a Peppe Poeta. Per i giudizi assoluti c’è ovviamente tempo, ma di certo il 40enne di Battipaglia non ha problemi con la mitologia greca: dopo l’Olympiacos, successo anche con il Panathinaikos, sulla carta alla vigilia anche più complesso.
In campo non lo è stato, anzi. Perché qui davvero entra in gioco un attimo divino, o quanto meno di estasi: Armoni Brooks, 20 punti a fine primo tempo con 4 triple in fila per il +16, 8/16 alla sirena. Seguito da un Zach LeDay che, dopo il malandrino rientro a -8 greco sul finire del primo tempo, va alla pausa con un jumper e una stoppata, quindi segna 10 punti nel terzo quarto.
Tocchi che darebbero energia a chiunque, e che alla fine celebrano un dominio, con l’aiuto di tutti. Uno Shields killer silenzioso, un Ellis che smazza assist e giocate difensive di qualità, Nebo che si fa sentire sotto il ferro.
I titoli di coda arrivano con largo anticipo, anche perché sull’89-71 con ancora 5′ da giocare l’Olimpia è 17/29 dall’arco. Un grandissimo segnale davanti ai 10.000 del Forum, pur nelle consuete pessime notizie extracampo: la schiena che blocca Totè, Tonut ancora alle prese con l’influenza, Bolmaro che accusa un dolore all’inguine a metà ripresa e non rientra più.
Insomma, le circostanze restano avverse, ma questa squadra pare convinta nell’andare contro tutto e tutti. E allora, festa sia: questa è una grande vittoria. 96-89 il finale. E Guduric? Una tripla, un recupero difensivo: niente di clamoroso. Segnale, timido, ma sempre segnale.
La partita
Diventa difficile raccontare il primo tempo senza partire, restare e finire con Armoni Brooks. 20 punti all’intervallo lungo, 6/9 da 3 (11/16 di squadra), quattro triple in fila che portano l’Olimpia Milano sul +16.
Il Panathinaikos è stupito, non piegato. E la grande esperienza degli esterni greci, e una rotazione certamente più ampia, si nutre dei momenti di incertezza milanese. Per intenderci, Olimpia sul 15-9 a 5.44 dalla fine del primo quarto, parziale di 14-0 incassato, e anche dopo la recita del 12 il Pana torna sotto di 8 prima di canestro, e stoppata, firmata Zach LeDay.
L’Olimpia va a momenti, tradita in avvio da Booker, e più concreta con Nebo, capace di correre più senza, che con Leandro Bolmaro. Come detto, 4′ senza segnare nel finale di primo quarto, poi 19 nei successivi 4′, anche perché Marko Guduric qualche segnale di vita dopo la sosta lo offre.
Molto passa dall’inferiorità a rimbalzo, 10-14 a fine primo tempo, ma 8-7 sotto il proprio canestro (che non è certo il massimo), ma anche da buoni momenti di difesa, come raccontano le 7 palle perse inferte all’avversario.
Il via della ripresa, in questo contesto, deve essere cruciale. E allora visto che il basket è uno sport di squadra, e da soli non si scrivono pagine ma non interi romanzi, Milano c’è, e c’è con Zach LeDay. 10 punti nel solo terzo quarto, che parte con un 10-2, ed ecco che le certezze di Ataman vengono meno.
L’Olimpia Milano, pur con momenti complessi di un Devin Booker fuori dalla partita, concede oltre il 40% dal campo agli avversari, con Sloukas che non sbaglia mai, ma tira oltre il 60%, e regala momenti di spettacolo, come un tiro aperto sbagliato da Ellis che si chiude con una stoppata del “Piccolo Principe” a Mitoglou.
Quando poi Armoni Brooks torna in campo, e riprende con una tripla da “casa sua”, ecco anche il +21 di fine terzo quarto che cambia le carte in tavola, anche se ad inizio quarto quarto l’Olimpia Milano perde Leandro Bolmaro per un problema all’inguine.
Il resto, lo fanno i numeri: quando Ricci mette l’89-71, a sedare dopo Brooks il tentativo di rientro del Panathinaikos a -14, Milano sta tirando 17/29 da 3, 8/12 per il solo Armoni. Troppo, anche per i greci degli esterni da sogno, anche per Ergin Ataman. Mai così silenzioso. Il rientro a -7 a 1′ dalla sirena è solo per non perdere troppo l’abitudine del dramma. O della tragedia, anzi. Dopo l’Olympiacos, ecco il nuovo miracolo di Peppe Poeta contro una greca.

Usciti dal paleolitico cestistico.
È l’epoca del Rinascimento.
Ora c’è una squadra che diverte, che valorizza ogni individualità, che deve migliorare in difesa ma in attacco ha tante soluzioni per fare canestro.
Brooks sensazionale, LeDay chirurgico, Shields molto concreto, Ellis padrone del campo, Ricci una garanzia.
La serenità di Poeta è il miglior acquisto di questa stagione.
Amen
Riamen