Olimpia Milano post Trapani | Ventuno stop, un’occasione per ripensare le gerarchie

Alessandro Maggi 5

Olimpia Milano post Trapani, prima di parlare del match bisognerebbe parlare di un dato. Ventuno

Olimpia Milano post Trapani

Olimpia Milano post Trapani, prima di parlare del match bisognerebbe parlare di un dato. Ventuno. Sono gli infortuni che ha avuto l’Olimpia Milano sino ad oggi, lunedì 17 novembre 2025. Anzi, stop. Perché c’è dentro di tutto, dalla preseason all’ultima di campionato, con muscolari, traumi, paternità, scivolate in bagno, riposi precauzionali. Tutto.

Con questo passo, che ha riguardato anche tutto il quintetto titolare immaginato in estate, lo strano non è avere tre ko in LBA, ma un record positivo (6-5) in EuroLeague, con sei trasferte su undici gare disputate.

Cerchiamo di inquadrare il tutto. Le double week, annessa quella che ha inserito il turno infrasettimanale di LBA, o la semifinale-finale di Supercoppa, sono state sei: Virtus-Brescia; Stella Rossa-Partizan; Bayern-Zalgiris; Barcellona-Paris; Brescia-Efes; Asve.-Olympiacos. 

Da fine settembre a metà novembre. Diciannove stop per una squadra che ha giocato in tutto ventuno gare. Se le si prende una per una ci sono state occasioni perse, prestazioni molto positive e molto negative, critiche e lodi. 

Non stiamo mettendo il risultato in fondo al ragionamento, ma forniamo una chiave di lettura che deve avere un valore. In una simile situazione, per la quale risulta difficile stabilire il giusto peso di colpe e sfortune, mettere la LBA in fondo alle proprie priorità diventa una conseguenza. Anche perché comunque un trofeo nazionale, intanto, è in tasca.

E in Europa sono arrivate quattro vittorie in fila. Quindi, Trapani, difficile pretendere, anche se dopo il -3 di Booker a 5.19 qualche pallone poteva essere gestito meglio. Visto che Alibegovic e Petrucelli erano fuori per 5 falli. 

E anche sul -1 solitamente non mandi un avversario, in questo caso Allen, sereno al ferro battendo solo il suo uomo in uno contro uno. Ma, lo ribadiamo, le forze sono quelle che sono.

Sugli esterni le rotazioni erano obbligate, visto che Flaccadori non pare essere ancora al meglio, sugli interni forse si poteva chiedere di più a Totè, 3’, e meno a Ricci, 25’, unica ala forte al momento a disposizione. Sapendo anche di avere in settimana l’Hapoel, che gioca spesso col duo Motley-Oturu, corazzati a dir poco.

Tutto si può fare meglio, ma intanto prendiamoci la risposta di chi doveva essere in fondo, o fuori dalle rotazioni. Stefano Tonut ad esempio, che si aggiunge a quei Pippo Ricci, Bryant Dunston e Leandro Bolmaro che oggi sono andati ben oltre le attese di inizio stagione, per non parlare di Armoni Brooks e Quinn Ellis.

E qui entra in gioco un tema che Ettore Messina spera di avere tra qualche settimana. Ovvero ri-settare le gerarchie quando Josh Nebo, Zach LeDay, Lorenzo Brown e il miglior Marko Guduric (si spera), torneranno a disposizione.

Il campo pare aver rimesso tutto in discussione. Ribaltare certe convinzioni deve essere un’opzione. Anzi, qualcosa di più, una strada da percorrere con convinzione. Qui si scrive l’Olimpia Milano 2025-2026, combinando ambizione e umiltà: ci sono gregari che meritano di avere una reale chance da leader, e leader che devono trovare la capacità di rendere nel gregariato. Appunto, ambizione e umiltà.

5 thoughts on “Olimpia Milano post Trapani | Ventuno stop, un’occasione per ripensare le gerarchie

  1. Flaccadori non sembra essere al meglio ? Perché shields ( quello che marcava Allen) sembra al meglio ? Guduric crediamo di aiutarlo a fargli passare la tendinite giocando ? Un giocatore che prende 2 milioni netti con la tendinite cronica ? NON SI METTE SOTTO CONTRATTO . Lorenzo Brown un giocatore che sta fermo da due anni per il mal di schiena ( che lo sta tenendo nuovamente fermo ) NON SI METTE SOTTO CONTRATTO !!!
    ma quello che si è aggiunto è nebo , un bambino che gioca negli spogliatoi scivola e cadendo si fa la bua alla testa ? O è andato in coma o giovedì rientra , se non dovesse rientrare io rescinderei il contratto per giusta causa , così va a stare con il suo neonato e almeno non lo paghiamo .

    1. Ciao orlando, con questo Guduric probabilmente non si andrà lontano, ma partirei dall’evidenziare come il giocatore dimostri di tenerci, giocando sul dolore e sbattendosi in difesa ed a rimbalzo. In attacco sta faticando, è evidente, ma sostenerlo e incoraggiarlo sarebbe sicuramente più d’aiuto, per lui e la squadra, che non insultarlo e fischiarlo.
      Siamo in emergenza, la squadra viene da partite giocate con il cuore, Guduric compreso, alcuni stanno giocando nonostante necessiterebbero di riposo e invece di apprezzare ciò li si critica.
      Io boh, abbiamo battuto una corazzata come l’Oly meno di 48 ore prima e li si critica.

      1. L’infortunio di Nebo resta quanto di più misterioso si possa immaginare per cause, dinamiche, “gravità “, durata . La parola che lo riassume può essere una tra incredibile e impossibile. A volte ci si chiede come tutto questo possa riguardare una società di alto profilo e un giocatore professionista tra i più quotati in Europa.

        Messina ha dichiarato che Guduric è senza gambe. In realtà, che lo fosse ce n’eravamo accorti tutti da tempo. Ma i problemi sono due: 1. Guduric aveva le stesse gambe a settembre quando giocò gli europei: si trascinava allora tanto quanto si trascina adesso. Siccome la sua preparazione non può essere rimasta la stessa di due mesi fa, il problema temo possa derivare più che dai muscoli, dai tendini. Allora come adesso. 2. Molti degli errori che commette, direi quelli più gravi, sono dovuti, purtroppo, a scelte di gioco sbagliate, quindi incomprensibili e ingiustificabili in un giocatore di quella categoria. La testa batte dove il tendine duole…

  2. Ma @ziobilly, non so, il Guduric vedo che palleggia senza tecnica per farlo, senza costrutto, poi, ferma il palleggio per parecchi secondi e fa perdere tempi di gioco ai compagni oltre a, lui stesso, produrre tante palle perse…..insomma, gli dovrebbe esser vietato quel tipo di lavoro (ma lo fa in ogni partita); Messina con lui è di certo indulgente ,ma dovrebbe aver capito che fare il finto playmaker è dannoso a lui ed a noi; Ellis e Mannion (in attesa dell’altro fenomeno Brown) dovrebbero esser deputati a quella bisogna (in subordine Bolmaro)

    Capisco che la squadra falcidiata dagli infortuni non aiuta tutte queste dinamiche, il circolo da virtuoso diventa
    vizioso, ma è forse giunto il punto di “fare il punto” su Guduric stesso: se i suoi problemi sono di natura fisica, lo si fermi, cercando un recupero che più in là potrebbe diventare prezioso, perché l’alternativa chi stiamo praticando, sta forse peggiorando la sua situazione e la nostra in prospettiva

    La situazione Guduric potrebbe essere nostra cartina di tornasole per un fulgido sol dell’avvenire o per cupi serate d’inverno……su Guduric non sono molto ottimista, spero non incida troppo in negativo

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