
Chicca Macchi, su Sky Sport, ha commentato il momento dell’Olimpia Milano, soffermandosi in particolare sulla gestione dei finali di gara in questo inizio di stagione di EuroLeague.
«Il problema è che quella contro il Barcellona è stata la quinta partita che Milano non riesce a portare a casa nei minuti finali, finendo per giocarsela sempre nei possessi decisivi. In molti momenti, però, si è vista una buonissima Olimpia, nonostante le assenze pesanti: manca il quintetto titolare che aveva in mente coach Messina. Ma proprio a Barcellona abbiamo avuto la conferma che, se Milano difende con intensità e muove bene la palla, può sopperire anche a certi vuoti di organico.
È chiaro che, quando le partite si decidono sui dettagli – e la palla pesa davvero – quei piccoli episodi fanno la differenza. Purtroppo Milano si è trovata più volte a gestire situazioni di questo tipo, con palloni che scottano, senza la possibilità di fermare il gioco con un time-out per organizzare un’azione. In questi casi ci si affida ai giocatori più talentuosi, sperando in una giocata individuale risolutiva.
Già in due o tre occasioni la palla è finita nelle mani di Guduric, evidentemente stanco fisicamente e poco lucido mentalmente. Quando tutta la squadra si appoggia a un giocatore in difficoltà per costruire qualcosa, tutto diventa più complicato. E queste partite cruciali rischiano di lasciare segni profondi, di diventare un tarlo che ti si insinua nella testa. Adesso è fondamentale resistere.»

Il discorso è che, per bene che ti vada (conciati come siamo adesso e da molto tempo in qua), arrivi a giocartela punto a punto nei minuti finali (certo non possiamo vincere andando in “fuga”), ma ciò, è ormai evidente a tutti, non ci favorisce, anzi, esalta il nostro punto debole (la gestione intelligente dei finali di gara), insomma, dove ti giri, prendi schiaffoni